Fabaceae 1

FAMIGLIA FABACEAE (1)

(Leguminosae o Papilionaceae)

 

Ricca Famiglia diffusa in tutto il globo, importantissima anche dal punto di vista dell’alimentazione umana. E’ costituita da oltre 18000 specie, riunite in circa 700 generi, distribuite in tutto il globo. Vi appartengono forme vegetali diverse, erbacee e legnose. Presentano foglie che possono essere semplici o composte, per lo più alterne e provviste di stipole (a volte modificate in spine); i fiori hanno corolle di colori molto vari e si possono disporre in infiorescenze diverse a seconda del genere e della specie (racemi terminali o ascellari, capolini, spighe, più di rado fiori isolati); i fiori appaiono irregolari, con calice a 5 divisioni più o meno saldate in basso a tubo, petali di diverse dimensioni e disposizione spaziale; molte specie si presentano di aspetto papilionaceo, ovvero 1 petalo superiore (stendardo), 2 laterali (ali) e 2 inferiori, ravvicinati e spesso saldati insieme (carena); gli stami possono essere diadelfi (con filamenti fusi in due fasci) o monodelfi (con filamenti fusi in un solo fascio); il frutto è un legume, secco o carnoso, deiscente o non. Le specie di questa Famiglia sono importanti perché in grado, attraverso la loro simbiosi radicale con i batteri, di fissare l’azoto atmosferico al terreno e da renderlo così assimilabile anche da parte delle altre piante: l’azoto è un elemento indispensabile per la vita vegetale (e non solo).

 

Il genere Acacia

conta circa 1300 specie distribuite nelle aree tropicali e subtropicali del globo, ma in grandissima percentuale sono originarie dell'Australia (9, tutte esotiche, sono presenti in Italia); in Europa sono state introdotte soprattutto attraverso i rimboschimenti. Si tratta di piante arbustive o arboree sempreverdi, a foglie 2-pennate o modificate a fillodi di varia forma, con stipole rudimentali o trasformate in spine, fiori piccoli (gialli o biancastri) con stami numerosi, liberi e lunghi quanto o più della corolla; questa si presenta con una particolare disposizione dei 4 o 5 petali nel bottone fiorale, ovvero ravvicinati, ma non sovrapposti;  l'infiorescenza è rappresentata da spighe cilindriche, oppure in forma di capolini riuniti in racemo o pannocchie; il frutto è un legume deiscente o raramente indeiscente.

NB: molte specie vengono coltivate in giardini e parchi a fini estetici.

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aca de2

-Acacia dealbata Link MIMOSA

P scap – Neofita invasiva di orig. Australiana – XII-III – Abbastanza diffusa e comune.

Albero privo di spine, a tronco eretto, ramificato già da basso (a rami pendenti), con giovani rami a pelosità biancastra, corteccia solcata e di colore grigio-verdastro ± scuro, alto 2-15 m, con chioma da globosa a ± allungata; foglie alterne, lunghe fino a 12 cm, persistenti e tutte bipennate a 8-26 paia di foglioline di 3-5 mm, non pruinose e pelose almeno da giovani; il rachide di ogni fogliolina è munito di 1 ghiandola crateriforme; i fiori, pentameri e profumati, sono di colore giallo-vivo e riuniti in capolini di ca. 5 mm su lunghe infiorescenze ramificate; il frutto è un legume un po' appiattito, pendulo, lungo da 5 a 12 cm, largo 0,5-1,5 cm e subglabro.

Habitat: da noi dalla pianura alla bassa collina soprattutto in terreni aridi e sabbiosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: presso la chiesa di Gricigliana (2002) (Cantagallo).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Biagioli & al.2002: due esemplari su suoli serpentinosi, uno all'inizio del sentiero degli Elefanti (Montemurlo), l'altro a Pian di Gello (Prato).

NB: pur escludendo le piante coltivate in giardini e parchi, è probabilmente è assai più diffusa di quanto non appaia dalle osservazioni sopra riportate.

 

Il genere Albizia

conta più di un centinaio di specie distribuite nelle aree tropicali e calde di Africa, Asia e Australia (1 specie casuale in Italia). Si tratta di alberi o arbusti per lo più privi di spine, a foglie bipennate con picciolo e rachide ghiandoloso e segmenti opposti, piccoli e numerosi o grandi e in numero inferiore; stipole piccole e/o caduche; i fiori bisessuali e a corolla a 5 lobi saldati in basso (a imbuto), sono riuniti in pannocchie ascellari o terminali di capolini di aspetto globoso; il frutto è un legume che può variare assai nel suo aspetto, così come i semi.

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-Albizia julibrissin Durazz. ACACIA DI COSTANTINOPOLI

P scap – Neofita casuale di orig. Paleotrop. - V-VIII – Rara.

Pianta legnosa inerme, a portamento arboreo (o a volte arbustivo), caducifoglia, alta 3-8 m, con fusto eretto a ramificazioni glabre, orizzontali (chioma emisferica-ombrelliforme) e corteccia brunastra; foglie bipennate lunghe 20-40 cm a 8-20 segmenti ulteriormente divisi in 30-50 foglioline falcate di 8-15 mm di colore verde-scuro e glabre; infiorescenza ad ampia pannocchia corimbosa, formata da capolini sferici di numerosi fiori giallo-rosei (o violacei) a corolla imbutiforme; il frutto è un legume appiattito largo 1-2 cm e lungo 10-15.

Habitat: si tratta di piante coltivate a fini ornamentali che a volte si inselvatichiscono in zone antropizzate.

Distribuzione sul territorio:

  • Cascine di Tavola: Boretti & al. 2006: podere del Caciaio.

PS: a volte coltivata anche altrove in giardini e parchi del nostro territorio.

 

Il genere Amorpha

conta una quindicina di specie originarie del N-America (1 esotica e fortemente invasiva in Italia). Il carattere discriminante rispetto agli altri generi della Famiglia e che è anche all'origine del nome (alfa privativa + morphé, forma = senza forma) è rappresentato dalla corolla del fiore ad un unico petalo a stendardo che circonda 10 stami (inferiori alla corolla) e il pistillo; inoltre presenta infiorescenze a spiga o racemo terminale e foglioso, foglie imparipennate, prive di cirri, intere, con stipole piccole o assenti; frutto indeiscente ad 1 solo seme con piccolo ilo, spesso ghiandoloso-verrucoso.

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-Amorpha fruticosa L. INDACO BASTARDO

P caesp – Neofita invasiva di orig. N-Americ. - V-VII – Non comunissima.

Arbusto o piccolo albero, alto normalmente fino a 2 m, ma a volte fino a 6, a chioma irregolarmente globosa e fusto eretto e ramificato dal basso (giovani rami pubescenti); foglie decidue, imparipennate, lunghe fino a 20 cm e costituite da 7-17 segmenti (i più lunghi arrivano fino a 35 mm), verde-opachi e ghiandolosi; stipole sottili e presto caduche; fiori con calice di ca. 2,5 mm a 5 brevi dentelli, corolla violacea di forma papilionacea, dalla quale sporgono brevemente gli stami ad antere gialle; sono riuniti, numerosi ed irregolarmente unilaterali, in racemi terminali spiciformi, larghi appena 1 cm e lunghi fino a 15; il frutto è rappresentato da piccoli legumi (ca. 8 mm), un po' ricurvi, bruni, con ghiandole evidenti ed con un solo seme (o 2).

Habitat: zone umide.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: margine strada per Gavigno (2017), dal Lago Verde a Migliana (2020), strada per il Tabernacolo di Gavigno (2021) (Cantagallo); da Montepiano al Gasperone (2020); a N dell'Alpe di Cavarzano (2022) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: a margine della strada che sale da Canneto a S. Leonardo (Prato).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: alla Nave e nel greto dell'Arno (Carmignano).
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: sponde del Bisenzio, lungo la pista ciclabile un po' dovunque (2023) (Prato).

 

Il genere Anthyllis

ha distribuzione euro-mediterranea e conta poco meno di una trentina di specie (con molte sottospecie) erbacee e in minor misura arbustive (7 con numerose sottospecie in Italia). Le piante presentano foglie per lo più imparipennate (raramente semplici o tripennate), con piccole stipole, presto caduche; i fiori hanno il calice saldato in basso, generalmente a tubo, e in alto aperto in 5 denti uguali o disuguali, ma più brevi del tubo (che dopo l'antesi spesso si rigonfia) e corolla  variamente colorata, con stendardo eretto, ali non saldate fra loro, carena ottusa; gli stami sono monodelfi, gli stili filiformi o a volte un po' appiattiti; i fiori si riuniscono per lo più in capolini, a volte si presentano solitari o in infiorescenza a grappolo; il frutto è un legume piccolo, che rimane incluso nel calice (persistente) con all'interno 1 o molti semi privi di caruncola.

PS: il nome deriva dal greco: “anthos”, fiore + “ioulos” peloso, per la pelosità di varie parti della pianta.

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ant v2

Le due immagini di sopra mostrano due piante fotografate del Monteferrato di Prato.

-Anthyllis vulneraria L. s.l. VULNERARIA COMUNE

H scap (H bienn, T scap) – Euro-Medit. - V-VIII – Non comunissima.

Si tratta di una entità estremamente polimorfa e di cui si riconoscono molteplici sottospecie di difficile e non univoca interpretazione e definizione: di seguito alla descrizione generale della specie indicheremo quelle sottospecie che sembrano essere presenti nel nostro territorio. Erbacea (talora un po' lignificate alla base del fusto principale) a caule prostrato o ascendente, peloso, alta per lo più da 10 a 50 cm; foglie imparipennate e poco numerose, le inferiori a 3-5 segmenti disuguali col terminale più grande (a volte ridotte alla solo fogliolina terminale) e le superiori a 3-6 segmenti più simili fra loro; fiori a calice bilabiato a 5 denti disuguali (2 superiori e 3 inferiori) più brevi del tubo e con fauce obliqua; legume a calice persistente, peloso e rigonfio, contenente 1 solo seme o due, corolla bianca, gialla, rossa, violacea, arancione o multicolore; infiorescenza in densi capolini terminali multiflori a lungo peduncolo (a volte gemini) e circondati da brattee fogliacee; legume ovato, glabro e contenente 1 o 2 semi.

Habitat: prati, aree rocciose e radure boschive soprattutto in zona collinare e montana.

Di seguito la distruzione sul territorio della specie in cui non è stata indicata, riconosciuta o accettata la sottospecie:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra Montecuccoli (2018), sopra Migliana verso la Cavallaie (2019), CAI 16 vers. S.Ippolito, a W del Tabernacolo di Gavigno (2021) (Cantagallo); sopra Gorandaccio di Vernio, a N Alpe di Cavarzano (2021), strada da Vernio a Luicciana (2023), sopra il Gorandaccio in alto nel castagneto (2024) (Vernio) (questi nuovi ritrovamenti hanno alcuni caratteri morfologici che ricordano la subsp. carpatica (Pant.) Nyman, che però sembra non essere presente in Toscana).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Vulneraria comune): AMPIL del Monteferrato: Foggi & Venturi 2009: praterie aride e facies arbustiva dei substrati calcarei.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub A. v. var. tricolor); Messeri 1936 (sub A. v. L. var. tricolor Sagorski f. expallens D. Torre e A. v. L. var. tricolor Sagorski f. variegata Evers.); Arrigoni & al. 1983; Biagioli & al. 2002: ampiamente diffusa sulle rocce serpentinose;
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C).

PS: il nome italiano e l'epiteto del nome scientifico sono di derivazione latina: “vulnus” = ferita, per le supposte proprietà cicatrizzanti di queste piante.

 

In Toscana sono indicate finora solo 5 sottospecie, di cui almeno due sono presenti nel territorio pratese.

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- -A. v. L. subsp. rubriflora (DC.) Arcang.

H bienn/H scap/T scap – Euro-Medit. - Poco comune.

Erbacea alta 10-50 cm a fusto a peli appressati, prostrato e spesso lignificato in basso, priva di rigetti sterili; foglie inferiori a 1 segmento o a 2-3 paia con segmento terminale più sviluppato, le superiori sempre imparipennate a 7-13 segmenti disuguali; fiori a calice sottile, lungo 12-14 mm, bilabiato, densamente peloso (peli lucidi), a denti ineguali con gli inferiori arrossati all'apice e corolla color porpora in alto e bianco-giallastra alla base.

Habitat: prati e radure collinari.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub A. praepropera (Kerner) Beck.); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano

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- -A. v. L. subsp. polyphylla (DC.) Nyman

H scap – SE-Europ.-Pont. - IV-VII – La più comune della specie.

Erbacea di 20-80 cm a fusto (spesso lignificato alla base) con presenza di peli appressati, foglie distribuite uniformemente sul caule, i segmenti delle superiori simili fra loro, calice unicolore (rar. a 2 colori), sottile (largo al max. 5) con denti piccoli e convergenti, a pelosità fortemente patente e non lucida, corolla gialla (rar. arrossata).

Habitat: luoghi erbosi e praterie pietrose.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: dall'Alpe alla Scoperta (2020), a S dell'Alpe di Cavarzano (2021), a N del P. della Crocetta (2022) (Vernio); sopra il Castello di Luiccina, M. Scalette (2020), a W del Tabernacolo di Gavigno (2022) (Cantagallo).

 

--A. v. L. subsp. sampaioana (Rothm.) Vasc.

H scap – Orofila SW-Europ. - V-VIII – Rara o assente.

Erbacea di 20-40 cm di altezza, che si caratterizza per il fusto ascendente o eretto a peli appressati a volte misti a lunghi peli patenti, le foglie superiori a 9-11 segmenti simili fra loro, le inferiori a 9-13 segmenti largamente ellittici, tutte le foglie poste nella metà inferiore del fusto, il calice di larghezza inferiore ai 5 mm, lungo 7-10 mm, a denti piccoli e convergenti sul dente superiore che è arrossato in alto e si presenta a peli patenti ed opachi; la corolla è gialla; le brattee a segmenti progressivamente ristretti.

Habitat: prati e radure boschive oltre una certa altezza.

Distribuzione sul territorio:

Forse presente sull'Appennino principale, ma non di certa determinazione.

 

Il genere Astragalus

conta circa 1300 specie di origine Euroasiatica ed Americana (poco più di 40 presenti in Italia). Si tratta di specie erbacee annuali o perenni e più raramente di piccoli arbusti; hanno foglie divise (impari- o pari-pennate) a segmenti interi e prive di cirri; i fiori – calice tubuloso, campanulato o infundiboliforme, terminante in 5 denti per lo più simili fra loro (a volte appare rigonfio a maturità del frutto), corolla di forma papilionacea a stendardo più lungo delle ali e carena senza apicolo, 10 stami generalmente diadelfi – sono riuniti in capolini o grappoli all'ascella fogliare; legume a due logge di varia forma, normalmente deiscente con 1-numerosi semi.

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Foto M. Ziletti

?-Astragalus depressus L. subsp. depressus ASTRAGALO DEPRESSO

H ros – SE-Europ.-Pont. - VI-VII – Rarissima o non presente.

Erbacea di 5-15 cm, prostrata, a grossa radice lignificata e che si caratterizza per i fusti bassi (di altezza inferiore a ¼ della lunghezza delle foglie più grandi), gli internodi nascosti dalle stipole, il fiore con il calice a peli nerastri appressati, la corolla da biancastra a blu-porpora e vessillo di 1-1,5 cm, il legume di forma allungata.

Habitat: prati e pascoli al di sopra dei 400 m di altezza, preferibilmente su substrato calcareo.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 (dolina del M. Maggiore, Vaiano), ma non confermata in seguito.

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-Astragalus glycyphyllos L. ASTRAGALO FALSA LIQUIRIZIA

H rept – Europ.-Subsiber. - V-VII – Relativamente comune.

Erbacea robusta, prostrata e glabrescente, alta da 30 cm a 1 m, che si caratterizza per: il fusto prostrato o ascendente e ramificato; le foglie subsessili, imparipennate lunghe 10-20 cm e costituite da 11-19 foglioline a margine intero e di forma ovato-ellittica, con stipole libere e lanceolato-acuminate; i fiori, riuniti in racemi ascellari ovati, assai più brevi delle foglie, hanno la corolla giallo-verdastra di lunghezza di poco superiore al cm, calice campanulato con 5 denti più brevi del tubo e legume cilindrico-trigono, di ca. 3,5 cm, glabro, un po' arcuato ed acuminato.

Habitat: radure boschive, prati, margini di sentieri.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2020), da Montepiano alla strada per Luciana (2023), da Montecuccoli verso la Dogana, sopra Montepiano, sentiero CAI 58 dal Gorandaccio a Montepiano (2024) (Vernio); dal lago Verde a S.Ippolito, da Migliana verso le Cavallaie (2021), al Tabernacolo e sulla strada per Gavigno (2023) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: presso la fattoria di Javello (2022).

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-Astragalus hamosus L. ASTRAGALO FALCIFORME T scap – Medit.-Turan. - III-V – Non raro.

Erbacea annuale, a pelosità biacastra, di 20-50 cm, che si caratterizza per: il fusto prostrato o ascendente; le foglie picciolate e imparipennate a 8-12 paia di foglioline da oblunghe ad ovali, stipole saldate alla base, allungate e acute; infiorescenza a racemo ovoide (lungo1-2 cm) lungamente peduncolato (4-8 cm, di poco inferiore alla foglia), bratteato e costituito da 5-14 fiori a calice densamente pubescente e corolla di colore bianco-giallastro; i frutti, lunghi da 20 a 40 cm, hanno un aspetto peculiare: incurvati quasi a formare un cerchio con all’apice un becco diritto e alla base il pedicello riflesso (da cui l’epiteto specifico “hamosus” = a forma di amo - e il nome volgare: falciforme).

Habitat: prati e pascoli aridi e assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb.).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano; oss. Peruzzi 2021 Wikiplantbase#Toscana: Prato Rosello (Carmignano).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C, S).

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-Astragalus hypoglottis L. subsp. gremlii (Burnat) Greuter et Burdet ASTRAGALO DI GREMLI

H scap – Orofita S-Europ. - V-VI – Localizzata sui rilievi, ma non rarissima oltre i 500-600 m.

Erbacea pelosa, a fusti prostrato-ascendenti, lunghi 10-30 cm; foglie di 3-6 cm, imparipennate a 10-20 segmenti ellittico-oblunghi, con stipole saldate in basso; fiori – calice con tubo di 5 cm e denti lineari di 2 mm, corolla violacea con vessillo (ca. 13 mm) assai superiore alle ali - eretto-patenti, subsessili e riuniti in racemi ovati, lunghi 2-3 cm e posti su lunghi peduncoli (8-12 cm); frutto peloso, di 10-14 mm, ovato a base cordata e becco uncinato all'apice. La sottospecie in esame si caratterizza per: i peli del fusto appressati e lunghi 0,5-1,1 mm, segmenti fogliari allungati fino ad oltre 4 volte la larghezza ed appena bidentati all'apice, stipole brevemente aristate, brattee lunghe fino a 5 mm e appuntite, calice dotato di peli in gran parte nerastri.

Habitat: prati, pascoli e radure aride oltre i 600 m di altezza.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Sommier 1890 (sub A. purpureus Lam.): Poggio di Petto (Vernio); Baroni 1897-1908 (sub A. purpureus Lam.): Poggio di Petto (Vernio); Porciatti 1959 (sub A. purpureus Lam.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub A. purpureus Lam.): Limentra orientale; Venturi 2006: Limentra orientale; Ricceri 2013: Passo della Crocetta (Vernio), Monte delle Scalette (Cantagallo); nuove segnalazioni: Terrabianca (2017), CAI 16 vers. S. Ippolito e soprattutto Migliana (2019) (Cantagallo); Alpe di Cavarzano (2014), CAI 20 sopra Le Soda (2021) (Vernio), dall'Alpe verso il Tab. Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016 (sub A. hypoglottis L. s.l.: Prato, Vaiano, Cantagallo.

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-Astragalus monspessolanum L. subsp. monspessolanum ASTRAGALO ROSATO

H ros/H scap – Euro-Medit. - V-VII – Non raro.

Erbacea di 10-25 cm, a fusti brevissimi o subnulli e con peli medifissi (di forma a “T”); foglie lunghe 10-15 cm, imparipennate, a 8-20 paia di segmenti, glabri o quasi sulla pagina superiore e di forma ellittica, con stipole saldate in basso e ± sottili; i fiori - lunghi ca. 2 cm o poco più, a corolla porporino-violacea, rossa o (più raramente) biancastra, più lunga fino a 3 volte il calice e con vessillo di 2-3 cm – sono riuniti in racemi ovati, lunghi come o più delle foglie; legumi maturi di 2-3 x 27-42 mm, glabri, eretti e di forma subcilindrica arcuata.

Habitat: prati, radure, stazioni rocciose su suoli aridi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra Montecuccoli (2020) CAI 416 vers. S.Ippolito (2021), M. delle Scalette (2022), dal Tabernacolo di Gavigno al M. Scalette (2023) (Cantagallo); a S dell'Alpe di Cavarzano (2020), a E del Passo della Crocetta (2021), da Montecuccoli a Le Soda (2022) (Vernio).
  • Calvana: Tozzi 1701 (sub astragalo menspessulano): Calvana presso P. Castiglioni (Prato); Fiori 1914 (sub A. m. s.l.); Messeri 1936 (sub A. m. L. var. typicus Fiori); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub A.m. L. s.l.); Foggi & Venturi 2009 (sub A.m. L. s.l.): praterie della Calvana; Gestri 2009 (sub A.m. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: I Bifolchi (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Astragalo rosato): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub A. m. s.l.); Biagioli & al. 2002 (sub A.m. L. s.l.): ex-Cava Guarino, Pineta Bagnolo (Montemurlo), Pian di Gello (Prato).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra e sotto il paese di Cicignano (2024).

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-Astragalus sesameus L. ASTRAGALO MINORE

T scap – Medit. - IV-V – Assai raro.

Erbacea pelosa, annua, di 5-40 cm, a fusti prostrato-ascendenti; foglie lunghe 3-4 cm, imparipennate a 17-21 segmenti ellittici, lunghi fin a 8 mm, con stipole non saldate e acuminate; i fiori - corolla giallo-bluastra con vessillo lungo 3-10 mm, calice a campana con denti ciliati e maggiori del tubo - sono riuniti in densi racemi obovati (di ca. 2 cm) a 3-10 elementi florali subsessili; legume dritto, subcilindrico, in alto acuto e aristato, peloso, di 12-15 mm.

Habitat: terreni aridi e rocciosi assolati preferenzialmente calcarei.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Poggio Secco (Prato), Poggio Castellaro, sopra e sotto Vezzano (Cantagallo).

 

Il genere Cercis

conta una decina di specie originarie delle aree temperate dell'emisfero boreale (Eurasia e N-America) (1 indigena in Italia). Si tratta di piccoli alberi o arbusti a foglie decidue, semplici e reniformi, con stipole di piccole dimensioni e presto caduche; i fiori – ermafroditi, con calice campanulato a 5 denti pressoché uguali fra loro, corolla papilionacea con i tre petali superiori (vessillo e ali) assai maggiori dei 2 inferiori (carena), 10 stami liberi – sono riuniti in lasse infiorescenze cimose brevemente pedicellate; legume subcilindrico, compresso, lungo fino a 1 cm ca., con ala sulla sutura ventrale; semi numerosi.

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-Cercis siliquastrum L. ALBERO DI GIUDA

P scap - S-Europ.-W-Asiat. (Pontico) - III-IV – Non molto comune (a volte coltivato).

Albero a foglie caduche, alto 5-10 m; ha scorza nerastra e giovani rami rossastri; le foglie sono alterne, picciolate, a lembo cordato con apice ottuso e venature palmate; i fiori, rosei, sono ermafroditi e di forma papilionacea, raggruppati in fascetti sui rami soprattutto di due anni; i frutti sono legumi appiattiti, glabri, penduli, bruno-rossastri e lunghi 6-10 cm.

Habitat: boschi e cespuglieti caldi e assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: zona Filimortula.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Albero di Giuda): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: presso Bagnolo (Montemurlo) e Villa Ciabatti (Prato).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso la fattoria il Mulinaccio (2024).

P.S.: è una specie mellifera. E’ questo albero a cui, secondo la tradizione, si impiccò Giuda dopo aver tradito Gesù Cristo.

 

Il genere Colutea

conta una trentina di specie originarie della zona mediterranea, N-Africana ed E-Asiatica (1 in Italia). Si tratta di piante arbustive a foglie caduche, imparipennate con segmenti interi e con piccole stipole alla base; i fiori di forma papilionacea, a calice campanulato, corolla gialla o rosso-aranciata e stami diadelfi, sono riuniti in racemi all'ascella fogliare; i frutti sono legumi caratteristicamente rigonfi a parete cartacea (molte specie sono chiamate Vesicaria) e contenenti più semi.

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-Colutea arborescens L. VESICARIA

P caesp – Euro-Medit.-Subpont. – V-VII – Assai rara.

Arbusto senza spine, alto 1-4 m, a corteccia bruno-chiara e con rami e foglie finemente pelosi; queste ultime si presentano imparipennate a 3-5 paia di segmenti interi, ± ovati e con piccole stipole libere alla base; i fiori pendenti - con grande corolla di ca. 2 cm, di forma papilionacea e gialla, calice peloso con tubo di 5-6 mm, terminato da 5 piccoli denti ineguali e stami diadelfi – sono riuniti in racemi peduncolati ascellari di 2-6 unità, più brevi della foglia; il frutto è un legume rigonfio (2-3 x 5-7 cm) a parete cartacea e trasparente, ovato e pendente, contenente diversi piccoli semi reniformi e scuri.

Habitat: boschi chiari e boscaglie di latifoglie soprattutto in ambiente submediterraneo.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S): versante SE di Poggio alle Croci.

 

Il genere Coronilla

è rappresentato da una ventina di specie (per alcuni Autori vi sono da includere anche le entità attualmente attribuite al genere Securigera) a distribuzione Europea, W-Asiatica, N-Africana e Canarie (7 con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di piante erbacee o arbustive inferiori a 1 m di altezza, con foglie imparipennate a più di 5 segmenti e fiori gialli e di aspetto papilionaceo, con vessillo con ago lungo 2-3 volte il calice (il tubo è lungo ca. quanto largo), prive di spine e cirri; i legumi appaiono lineari e sono divisi in diversi articoli, ciascuno contenente un seme.

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-Coronilla scorpioides (L.) W.D.J. Kock CORNETTA A CODA DI SCORPIONE

T scap – Euro-Medit. - IV-V – Non rara.

Erbacea a radice a fittone, glabra e glauca, a fusto fistoloso, eretto e ramificato fin dal basso, alta 10-40 cm; foglie inferiori intere e spatolate, le altre caratteristiche: trifogliate e sessili, due foglioline basali larghe 5-6 mm e tondeggianti e una superiore largamente ellittica e assai più grande (lunga 20-27 mm e larga 13-16), con piccole stipole saldate alla base; i fiori – papilionacei a corolla gialla e calice a piccolissimi denti, con pedicello lungo la metà del calice stesso – sono riuniti in fascetti di 2-4 all'ascella fogliare su peduncolo lungo come o più della foglia; legume di 2-6 cm, patente, lineare e ricurvo a 3-8 segmenti dritti.

Habitat: incolti, radure, aree ruderali.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Usella verso il Santo (2018), Castello Luicciana (2022) (Cantagallo).
  • Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: tra i Centopini e i Bifolchi (Prato).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; non ritrovata da Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: soprattutto nelle cave abbandonate e nei campi coltivati.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

 

Il genere Cytisophyllum

è monospecifico: la specie precedentemente apparteneva al genere Cytisus, dal quale si distingue, dal punto di vista morfologico, per essere pianta glabra (o quasi), non annerente alla disseccazione, foglie sessili, tutte a tre segmenti e infiorescenza in racemo senza foglie e normalmente con meno di 12 fiori (i Cytisus sono piante pelose, annerenti alla disseccazione, che presentano oltre a foglie trifoliate anche foglie intere e infiorescenza fogliate).

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-Cytisophyllum sessilifolium (L.) O.Lang CITISO A FOGLIE SESSILI

P caesp – SW-Europ. - V-VI – Assai rara e localizzata.

Arbusto glabro, a fusto eretto e ramificazioni ascendenti e assai fogliose, con corteccia bruna, alto 1-2 m; foglie inferiori brevemente picciolate, le superiori sessili, ma tutte a tre segmenti (lunghi fino a 2 cm) rombico-orbiculati e apicolati (specialmente il centrale) ed a margine intero; stipole assenti; i fiori gialli – di forma papilionacea con vessillo più lungo della carena e calice breve a denti divaricati e un po' diversi fra loro – sono riuniti, in numero di 3-12, in racemi terminali senza foglie; il frutto è un legume (1 x 2,5-3,5 cm) liscio, glabro, un po' appiattito e contenente 5-10 semi scuri a maturità.

Habitat: boschi e arbusteti di latifoglie.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri 2018: a N del passo delle Crocetta, da Montecuccoli a Le Soda, sopra il Gallo (Vernio); sulla strada per Gavigno (Cantagallo).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al 1999 (sub Citiso a foglie sessili).
  • Montalbano: Sandri & Fantozzi 1895 e Baroni 1897-1908 (sub Cytisus sessilifolius L.): ...sotto Pietramarina ove è rarissimo; non ritrovato da Gestri & Peruzzi 2013a.

 

Il genere Cytisus

conta poco meno di una settantina di di specie distribuite nelle regioni temperate dell'Europa, Asia e N-Africa (una ventina più due esotiche in Italia). Alcune sono utilizzate anche a fini ornamentali. Si tratta di arbusti privi di spine e pelosi, a foglie semplici o trifoliate con margini interi, alterne e con o senza stipole; i fiori - di forma papilionacea, con corolla gialla o biancastra, calice a due labbra (2 denti superiori e 3 inferiori) e stami monodelfi - sono riuniti in dense cime di 1-5 unità o in capolini fogliati, ascellari o terminali; il frutto è un legume deiscente da lineare a oblungo, un po' compresso, contenente più semi spesso caruncolati. Il simile genere Cytisophyllum si distingue per le foglie tutte trifoliate, l'aspetto glabro e l'infiorescenza a racemo poco fornito, inoltre le sue piante non si anneriscono alla disseccazione.

PS: in Calvana, nel comune di Calenzano (FI) presso Carraia, è stato segnalato da Arrigoni & Bartolini un altro citiso, Cytisus nigricans L. (sub Lembotropis nigricans (L.) Griseb.), di cui rimane quanto meno dubbia la presenza. Lo stesso Arrigoni successivamente (2018) non cita la Calvana fra i territori di distribuzione di questa specie in Toscana.

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-Cytisus hirsutus (L.) Link CITISO PELOSO

Ch suffr – Eurosiber. - V-VI – Poco comune.

Piccolo arbusto, alto 3-8 dm, a fusti eretti o ascendenti e dotato di lunghi peli patenti; foglie alterne, picciolate, pelose e trifoliate, con i due segmenti laterali ellittici e lunghi 18-25 mm e il centrale oblanceolato e lungo 25-30; i fiori – con pedicelli lunghi ca. la metà del calice (tubo di ca. 9 mm e denti di ca. 5 mm), peloso e bilabiato, corolla a vessillo più lungo della carena, peloso e giallo con macchia brunastra centrale – sono riuniti in racemi fogliosi; legume lineare, peloso (peli lunghi e patenti) e lungo 2,5-4 cm.

Habitat: radure boschive, brughiere, prati, preferenzialmente su suoli acidi.

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Wikiplantbase#Toscana campione erbario PI: G. Gestri (sub Chamaecytisus hirsutus (L.) Link subsp. hirsutus): sopra la Fonte Castagnetino (Carmignano, PO); Gestri & Peruzzi 2013a (sub C. h. (L.) Link subsp. hirsutus): Carmignano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Chamaecytisus hirsutus (L.) Link): sporadica fra la Gretaia e l'ex-cava Guarino (Montemurlo).
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: sopra la Collina di Schignano (2024).

NB: in Calvana (Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016) questa specie è stata ritrovata solo a P. Farnetto (Calenzano, FI), su terreno acido.

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-Cytisus scoparius (L.) Link subsp. scoparius GINESTRA DEI CARBONAI

P ceap – Europ.-Subatl. - V-VI – Comune.

Arbusto pubescente, alto 1-3 m, che si caratterizza per: i fusti eretti, glabri, verdi, con ramificazioni anch'esse erette e con 5 coste longitudinali ad angolo acuto; le foglie di due tipologie: le superiori semplici, lanceolate e sessili, e le inferiori trifogliate (segmento centrale un po' maggiore) e picciolate; i fiori gialli, papilionacei, grandi, a calice glabro e stilo spiralato dopo l'antesi, solitari o riuniti in racemi di 2-5 sui rami dell’anno precedente, all'ascella delle foglie; il frutto è um legume peloso al margine, scuro a maturità e lungo 4-5 cm.

Habitat: praterie, radure boschive, arbusteti, brughiere su suoli acidi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub Genista scoparia Lamk.): Montepiano (Car. Herb.); Porciatti 1959 (sub C. s. (L.) Link s.l.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub C. s. (L.) Link s.l.): Limentra orientale; Arrigoni &al. 2001 (sub C. s. (L.) Link s.l.), Arrigoni & al. 2002 (sub C. s. (L.) Link s.l.) (fra gli Acquiputoli e Cave ecc.), Arrigoni & al. 2005 (sub C. s. (L.) Link s.l.) e Bettini & al. 2009 (sub C. s. (L.) Link s.l.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub C. s. (L.) Link s.l.): Limentra orientale.
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub C. s. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub C. s. (L.) Link s.l.).
  • Calvana: Gestri 2009 (sub C. s. (L.) Link s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub C. s. (L.) Link s.l.) e Biagioli & al. 1999 (sub Ginestra dei carbonai): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub C. s. (L.) Link s.l.): Carmignano, P. a Caiano; 2 oss. Roma-Marzio, Liguori, Caparelli et Peruzzi 2017 Wikiplantbase#Toscana: Prato Rosello (Carmignano).
  • Monteferrato: Ricceri 1993 (sub C. s. (L.) Link s.l.); Biagioli & al. 2002 (sub C. s. (L.) Link s.l.): a monte della Pineta di Bagnolo (Montemurlo), ...presso Podere Baylon (Prato).
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013a (S).

P.S.: il nome volgare deriva dall'utilizzo che facevano i carbonai in passato delle fronde di questa specie; ovvero le utilizzavano come materiale per coprire a tetto le capanne in cui alloggiavano nel bosco, e, essendo poco infiammabili, per porle sopra le cataste di legna per la produzione di carbone: rallentavano così la combustione in modo da ottenere una qualità migliore. L'epiteto del nome scientifico (“scoparius”) si riferisce all'uso a mo' di scopa dei suoi rami soprattutto per la pulizia di forni e camini (sempre per la "resistenza" al fuoco delle sue fronde).

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-Cytisus villosus Pourr. CITISO TRIFLORO

P caesp – WC-Medit. - II-IV – Comune, ma assente su serpentino e suoli calcarei.

Arbusto peloso, eretto, alto 1-2 m, caducifoglio, caratterizzato da: annerimento alla disseccazione, giovani rami a sezione pentagonale, dotati di lunghi peli rossastri o biancastri; foglie tutte picciolate, trifogliate a foglioline ellittiche o oblunghe, con quella centrale un po’ più grande delle laterali, senza stipole; i fiori - a calice vellutato, inferiore al pedicello e a corolla gialla (a volte striata di porpora) di forma papilionacea e alta ca. 1 cm, stilo appena incurvato dopo l'antesi - si presentano solitari o riuniti a 2-3 all’ascella delle foglie superiori; il legume dritto o arcuato, peloso e lungo sui 3 cm.

Habitat: boschi ed arbusteti di area mediterranea e submediterranea.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuove segnalazioni: da Migliana verso il Fabbro (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).

 

Il genere Emerus

in Italia cinta una sola specie con due sottospecie ed ha distribuzione Euro-Medit.-Pont.. Si tratta di piante arbustive di 2-3 m, a foglie impennate a molti segmenti, fiori papilionacei gialli, a calice con tubo ca. tanto lungo che largo e legume costituito da più articoli monospermi che si separano a maturità e presenta strozzature su entrambi i lati, inferiori ai 2/3 della larghezza. Si distingue dal genere affine Coronilla (al quale appartenevano fino a poco tempo fa) per essere costituito da arbusti alti fino a 3 m (in Coronilla inferiori a 1 m) e per l'unghia del vessillo della corolla lungo 2-3 volte il calice (in Coronilla ca. uguale).

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-Emerus majus Miller subsp. majus CORNETTA DONDOLINA

NP – C-Europ. - IV-VI – Comune.

Arbusto alto da 50 a 200 cm, caducifoglio, a fusti striati, a corteccia liscia e verdastra, molto ramificato (rami flessuosi e angolosi); foglie verde-scure, alterne, composte da 5-9 foglioline ovate e glauche, la superiore un po' più grande delle altre; stipole piccole, libere, triangolari e membranacee; i fiori - gialli, grandi (ca. 1,5-2 cm), a corolla papilionacea con unghia del vessillo 2-3 volte superiore al calice, a maturità il vessillo appare distanziato dalla carena, calice più lungo del pedicello – sono riuniti a 2-4 su un peduncolo più breve della foglia ascellante; il legume, pendulo, è nerastro a maturità e lungo 5-8 cm, un po' strozzato fra gli 8-10 articoli che lo compongono.

Habitat: boschi di latifoglie, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Coronilla emerus L.) e Arrigoni & al. 2005 (sub Coronilla emerus L.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale;
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Coronilla emerus); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Fiori 1914 (sub Coronilla emerus ); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub Coronilla emerus L.); Gestri 2009 (sub E.m. Miller s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: tra i Centopini e i Bifolchi (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub Coronilla emerus L.); Biagioli & al. 1999 (sub Dondolino): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Arrigoni & Viciani 2001 (sub Coronilla emerus L.) e Viciani 2001 (sub Hippocrepis emerus (L.) P.Lassen): Fornia; Foggi e Venturi 2009 (sub Coronilla emerus L.): Carmignano; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano; oss. Roma-Marzio 2017 Wikiplantbase#Toscana: Madonna del Papa, Bruceto (Carmignano).
  • Monteferrato: Ricceri 1993 (sub Coronilla emerus L.); Biagioli & al. 2002 (sub Coronilla emerus L.): non su serpentino: Volpaie, Patriarchi (Montemurlo), parco di Galceti (Prato).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Coronilla emerus): bosco della Villa di P. a Caiano.

 

Il genere Ervilia

conta una decina di specie a distribuzione paleotemperata (5 in Italia); alcuni Autori continuano ad includere queste specie nel genere Vicia. Si tratta di piante erbacee con foglie paripennate dotate di cirri, le superiori con più di 10 segmenti; corolla a vessillo con colore di fondo bianco o bianco-bluastro, calice a denti più lunghi del tubo, stilo non compresso lateralmente; legume inferiore ai 4 mm di larghezza e a 1-5 semi. Per distinguere le sue specie da quelle appartenenti a Vicia vedi a quest'ultima voce.

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-Ervilia hirsuta (L.) Opiz VECCIA TENTENNINA

T scap – Paleotemp. - IV-VI – Comune.

Erbacea per lo più glabra, alta 20-50 cm; ha fusto sottile, foglie paripennate a 4-9 paia di foglioline lineari, lunghe 7-15 mm e con cirro terminale; i fiori – piccoli, a calice di 3 mm e denti ca. uguali fra loro e un po' più lunghi del tubo, corolla bianco-violacea, lunga 4-5 mm - sono riuniti in infiorescenze 2-8-flore con peduncolo (senza resta apicale) inferiore alla foglia ascellante di 1-2/3; stipole lanceolate, spesso con due dentelli laterali e pelose; legume lungo 7-14 mm e largo 2,5-3,5, pubescente-irsuto e ± scuro, con 1-2 semi.

Habitat: prati, radure, incolti e coltivi aridi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray): Limentra orientale; Venturi 2006 (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Luciana, presso il lago Verde (2019),da Montepiano a Sassetta, sopra il Gorandaccio (2020), da Montecuccoli alla Dogana, sopra Montepiano verso l'Alpe (2023), dal Gasperone all'Alpe (2024) (Vernio); da Migliana verso le Cavallaie (2020), da Fabbro a Migliana (2021), Gricigliana e d'intorni (2023), dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo); dall'Alpe verso il Tabernacolo di Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub Vicia hirsuta); Gestri 2009 (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray): incolti e coltivi.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub Vicia hirsuta (L.) S.F. Gray) (C/S).
  • Rilievi a ovest di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023).
  • Rilievi di Montemurlo: Baroni 1897-1908 (sub Ervum hirsutum L. var. leiocarpum Moris): presso Prato al Barone (Somm.III. XXII ed herb.).

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-Ervilia loiseleurii (M.Bieb.) H.Schaef., Coulot & Rabaute VECCIA DI LOISELEUR (medico-botanico francese del XVIII°- XIX° sec.)

T scap – Euro-Medit. - III-VI – Non comune.

Erbacea annua, glabrescente, a fusto esile e solcato, alta 20-50 cm; molto simile a E. hirsuta dalla quale si differenzia soprattutto per: la forma delle stipole, lineari (lunghe 4-7 mm) e ciliate; per i racemi con resta apicale di 1,5 mm o più e con peduncoli per lo più inferiori al 30% rispetto alle foglie soggiacenti; i denti calicini più lunghi del tubo. Il legume, di forma rombica, presenta peli sparsi inizialmente e diviene glabro a maturità, è lungo ca. 1 cm e largo 3-4 mm ed “strozzato” in corrispondenza dello spazio tra i semi.

Habitat: incolti, radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra Castello di Luiccina (2019), sotto M. Salette (2021), da Fabbro a Migliana, da Migliana alle Cavallaie (2023) (Cantagallo); sentiero 00 a N Crocetta, sopra Montecuccoli (2018), CAI 16 vers. S.Ippolito, sopra il L. Verde verso S.Ippolito (2022) (Vernio).
  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016 (sub Vicia loiseleurii (M.Bieb.) Litv.): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Perizzi 2013a (sub Vicia loiseleurii (M.Bieb.) Litv.): Carmignano.
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub Vicia loiseleurii (M.Bieb.) Litv.) (S).
  • Rilievi a ovest di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023) (Vaiano).

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-Ervilia sylvatica (L.) Schur VECCIA SILVANA

H scap – Eurosiber. - VI-VIII – Rara.

Erbacea glabra, a fusti scadenti, alta 50-150 cm; foglie di 5-15 cm, alterne, con cirro terminale ramoso, a 4-10 paia di segmenti oblunghi, larghi 5-8 mm; stipole senza macchia scura del nettario, di forma a mezzaluna con denti allungati e raggianti nella parte inferiore e la superiore triangolare e quasi intera; fiori pedicellati (ca. 3 mm) e penduli – corolla grande di 10-15 mm, biancastra venata o tinta d'azzurro o violetto, con vessillo a lembo lungo ca. come l'unghia; calice con tubo di ca. 5 mm e denti inferiori maggiori dei superiori (fauce obliqua), il pedicello è inserito pressoché a metà della sua lunghezza - riuniti numerosi (8-30) in racemo allungato (fino a 25 cm), che a maturità supera la foglia ascellante; il legume si presenta appiattito, largamente lineare (0.5-1 X 2-3 cm), a 4-5 semi e nerastro a maturità.

Habitat: radure e margini boschivi di montagna.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub Vicia sylvatica L.): strada che collega Fossato al Tabernacolo; nuovi ritrovamenti: presso il Tabernacolo di Gavigno versante W a margine del bosco (2018), fonte dei Piani di Gavigno nel bosco (2020) (Cantagallo); sentiero CAI 20 sopra la strada per Mangona (2021) (Vernio).
  • ?Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Vicia sylvatica L.): solo qualche pianta a margine del bosco del vers. E del M. Mezzano.

 

Il genere Ervum

conta 3 o più specie a distribuzione paleotemperata (3 in Italia). Si tratta di piante erbacee, ancora appartenenti per alcuni Autori al genere Vicia. Presentano foglie paripennate a 4-32 segmenti e cirro semplice o biforcuto, infiorescenza a 1-6 fiori (brevemente pedicellati) con peduncoli assai sottili e lunghi come o più della foglia ascellante, fiori a corolla di colore lillà e lunga come o meno di 8 mm, legume di larghezza inferiore a 4 mm a maturità e contenente da 3 a 6 semi. Per distinguere le sue specie da quelle appartenenti al genere Vicia vedi a quest'ultima voce.

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-Ervum gracile DC. VECCIA GRACILE

T scap – Euro-Medit. - III-V – Rara.

Erbacea “gracile” e glabrescente, a fusti ascendenti sottili, alta 10-50 cm; foglie lunghe 2-3 cm, paripennate con 4-8 segmenti lineari, acuti e mucronati, con cirri semplici o a 2 branchie e stipole superiori intere; i fiori - generalmente più lunghi di 6 mm, con corolla bianco sporca e calice di 3 mm - sono riuniti in numero di 2-5 (rar. 1) in racemi più lunghi della foglia ascellante e terminati da una resta di 2-3 mm; legume (3-4 x 8-12 mm) subcilindrico, ben sviluppato, generalmente glabro o quasi, contenente 5-6 semi con ilo ovale.

Habitat: incolti, arbusteti, radure secche e assolate.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: CAI 16 vers. S. Ippolito (4-6-19).
  • Calvana: Gestri e Peruzzi 2016 (sub Vicia parviflora Cav.): a W del P. della Croce (Vaiano)

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-Ervum tetraspermum L. VECCIA A QUATTRO SEMI

T scap – Cosmop. - IV-VI – Non molto comune.

Erbacea glabrescente, gracile, a fusto sottile e ascendente, alta 20-50 cm; foglie con cirri semplici o bifidi, a 3-5 paia di segmenti di forma lineare-oblunga (larghi 0,3-3 mm e lunghi 8-22), ottusi all'apice; stipole intere; 1-2 fiori – calice glabro o quasi, a denti inferiori maggiori dei superiori (fauce obliqua), ma più brevi del tubo; corolla azzurro-viola chiaro con venature più scure, piccola (4-5 mm) - posti su un sottile peduncolo non aristato lungo poco meno o come la foglia ascellante; legume glabro, subcilindrico, di 3-5 X 9-16 mm, senza becco e a 4 semi con superficie d'attacco pressoché lineare.

Habitat: incolti e coltivi erbosi, soprattutto su terreni acidi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub Vicia tetrasperma (L.) Schreb.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: verso Migliana e a N della Chiesa (2013), da Migliana a Le Cavallaie (2018), Tabernacolo di Gavigno e verso Fognano (2024) (Cantagallo); CAI 16 verso S. Ippolito (2022), sotto S. Giuseppe verso Badia, dall'Alpe al M. Scoperta (2023), sopra il Gorandaccio (2024) (Vernio).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub Vicia tetrasperma); Gestri 2009 (sub Vicia tetrasperma (L.) Schreb.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Vicia tetrasperma (L.) Schreb.): Vaiano, Cantagallo.
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S) (sub Vicia tetrasperma (L.) Schreb.).

N.B.: sul Montalbano è stata osservata solo a Bibbiani (Capraia-Limite FI) [Gestri & Peruzzi 2013a: (sub Vicia tetrasperma (L.) Schreb.)].

 

Il genere Galega

conta 6 specie, distribuite in Europa, Asia e N-Africa (sulle montagne) (1 in Italia). Si tratta di erbacee a foglie imparipennate generalmente a più di 7 segmenti, con piccole stipole libere, fiori papilionacei – corolla bianca o blu-violacea, calice a campana con 5 denti ± uguali e 10 stami monodelfi – riuniti in racemi ascellari; legume cilindrico a più semi.

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-Galega officinalis L. CAPRAGGINE

H scap – E-Europ.-Pont. - V-VII – Comune.

Erbacea perenne, glabra, eretta e alta 50-100 cm; foglie imparipennate a 11-15 foglioline, oblungo-lanceolate, con stipole libere, astate e acuminate lunghe fino a 12 mm; i fiori - a corolla papilionacea bluastra o raramente biancastra di ca. 1 cm, calice con tubo di ca. 2 mm e denti di 2-3 – sono riuniti in grappoli piramidali lungamente pedicellati (più lunghi della foglia ascellante) fino a 15-20 cm; il legume, di 2-4 cm e glabro, ha forma lineare ed è un po' strozzato fra i 2-6 semi oblunghi che contiene.

Habitat: incolti e terreni aperti con un certo grado di umidità.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: abbondante da Montepiano al Gasperone e oltre (2024) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Capraggine): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al 2002: ex-Cava Cannatello e Pian di Gello (Prato).
  • Pianura: oss. Gestri 2017 Wikiplantbase#Toscana: zona del Calice (Prato).

P.S.: il nome generico deriva dalle sue proprietà galattofore (gala= latte e ago= smuovere) conosciute fin dall'antichità e che recenti ricerche sembrano confermare (anche se necessiterebbero ulteriori dati clinici). Alcuni suoi costituenti (derivati della guanidina) sembrano avere attività ipoglicemizzante per inibizione della produzione di glucagone da parte delle cellule ἁ del pancreas. E' specie foraggera.

 

Il genere Genista

conta poco meno di un centinaio di specie distribuite in Europa, bacino mediterraneo, Asia occidentale e N-Africa (una cinquantina in Italia). Le sue piante sono rappresentate da arbusti spinosi o inermi, a foglie intere semplici o trifogliate, spesso precocemente caduche, fiori con calice a due labbra (il superiore profondamente bidentato e l’inferiore tridentato) e corolla gialla e papilionacea, con peduncolo uguale o poco più lungo del calice rispettivo (il tubo per lo più inferiore al 50% della lunghezza del calice completo), infiorescenza a fiore singolo (raramente), a racemo, capolino o grappolo ascellare, legume deiscente o non, da ovato a lineare.

P.S.: in molte specie il fiore ha un meccanismo di rilascio del polline “esplosivo”, al momento in cui un insetto si posa sul fiore determinandone l'”innesco”.

N.B.: in Calvana, fuori dal nostro territorio provinciale, e precisamente in una cerreta sopra Carraia (Calenzano, Fi), è stata segnalata da Arrigoni & Bartolini 1997 Genista sericea Wulfen, presumibilmente per errore in quanto la specie non è presente né Toscana e né in tutta l'Italia centrale.

gen ger1

gen ger2

gen ger3

-Genista germanica L. GINESTRA SPINOSA

Ch suffr – C-Europ. - IV-VI – Relativamente comune.

Arbusto spinoso, caducifoglio, eretto, alto da 20 a 60 cm, a fiori ermafroditi che si caratterizza per: i giovani rami pubescenti, inermi e spesso eretti; foglie semplici, pelose, di forma lanceolata e subsessili; spine, semplici o ramificate, patenti e presenti sul fusto e sui rami maturi; l’infiorescenza è breve e senza foglie, formata da grappoli terminali; i fiori papilionacei con corolla pubescente e gialla e vessillo più breve della carena; legumi brevi (~1 cm o poco più) e irsuti, a 2-4 semi brunastri.

Habitat: radure, brughiere, prati su substrato acido.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Car. Herb.); Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Venturi 2006: Limentra orientale.
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Ginestra spinosa): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936 (sub G. g. L. var. typica Fiori); Biagioli & al. 2002: zone argilloso-calcaree e su gabbri alla Gretaia, Patriarchi e in vari sentieri boschivi (Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Poggio a Caiano: Maugini 1946: Poggio del Cerreto (a W del Barghetto).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: presso la Fattoria di Javello (2008), sotto Cicignano nei boschi (2024).

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-Genista januensis Viv. subsp. januensis GINESTRA TRIANGOLARE o GENOVESE

Ch suffr – SE-Europ. - IV-V – Localizzata, non molto comune.

Arbusto caducifoglio, glabro, privo di spine, alto 20-80 cm, con fusti eretti o patenti, a sezione triangolare ad angoli acuti e subalati; foglie sessili, semplici, da lanceolate ad ellittiche, lunghe fino a ca. 15 mm, a stretto margine cartilagineo- translucido, con stipole lesiniformi; fiori papilionacei – corolla gialla con vessillo di 10-12 mm, calice peloso con denti triangolari inferiori al tubo – riuniti in brevi racemi ascellari e fogliosi, con pedicelli di ca. 4 mm dotati di 2 bratteole; legume lungo fino a 2 cm ca., glabro e a 5-8 semi.

Habitat: luoghi rocciosi (anche di serpentino), radure, pascoli.

Distribuzione sul territorio:

  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908 (sub G. triangularis Willd.): a Prato (Somm.herb.).
  • Monteferrato: Tozzi 1702 (sub piccola [genista] angolusa); Fiori 1914 (sub G. j. s.l.); Messeri 1936 (sub G. j. Viv. s.l.): spesso affetta da galla sui rami giovani... spesso foglie molto strette: larghe 2,5 mm, lunghe 10 mm; Arrigoni & al. 1983 (sub G. j. Viv. s.l.); Biagioli & al. 1999 (sub Ginestra spinosa); Biagioli & al. 2002 (sub G. j. Viv. s.l.): frequente nelle pietraie ofiolitiche, più rara altrove (Prato, Montemurlo).
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: radure boschive presso loc. Gli Ortaggi (2023).

P.S.: sulla Calvana è presente a P. Farnetto e sotto la discarica di Torri nel comune di Calenzano (Fi) (Gestri & Peruzzi 2016 - sub G. j. Viv. s.l. -).

 

gen mo2

gen mon3

 

-Genista monspessulana (L.) L.Johnson GINESTRA DI MONTPELLIER

P caesp – Medit.-Macoron. - IV-V – Rara.

Arbusto inerme, eretto, assai ramificato, a corteccia bruna, con giovani rami pubescenti, alto 1-3 m; foglie alterne, picciolate, trifoliate a segmenti ovati-ottusi, mucronati, lunghi 6-7 mm e subuguali tra loro, con faccia inferiore pelosa e un po' più pallida; stipole piccole e caduche; i fiori – peduncolati con bratteole lunghe come il tubo del calice (peloso e a labbra ca. uguali), corolla papilionacea gialla, glabra, con vessillo appena superiore alla carena – sono riuniti in corimbi terminali brevi in numero massimo di 8; legume peloso, quasi dritto, lungo ca. 2 cm e a 4-6 semi.

Habitat: boschi di latifoglie mediterranei, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Rutaccio): AMPIL del Monteferrato.
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S): presso la Collina.

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ge pi3

-Genista pilosa L. GINESTRA TUBERCOLOSA

Ch suffr – C-Europ.(-Subatl.) - V-VII – Relativamente comune.

Arbusto caducifoglio, alto 15-50 cm, che si caratterizza per: l’assenza di spine, il tronco in basso legnoso e prostrato, poi ascendente, con rami peloso-sericei; le foglie semplici, subsessili, lanceolato-acute, alterne e pelose di sotto; i fiori papilionacei, lunghi poco più di 1 cm e disposti in 1-3 all'ascella delle foglie superiori, in racemo foglioso allungato; corolla gialla con vessillo e carena (circa della stessa lunghezza) pelosi al pari del calice e del frutto; i pedicelli fiorali brevi e senza bratteole; il legume, pubescente, bruno-nerastro, lungo sui 2 cm, con 3-8 semi.

Habitat: praterie aride, radure, lande.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montecuccoli alla Dogana (2018), sopra il Gorandaccio (2023), da Badia all'Alpe Cavarzano, Passo della Crocetta (2024) (Vernio); Migliana e sopra il paese (2022) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936; Corti 1975; Biagioli & al. 2002: zone pedecollinari argilloso-calcaree, anche verso il crinale di M. Mezzano dove affiorano i gabbri (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi a W di Vaiano: Baroni 1897-1908: sul M. Javello (Somm. herb.).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Le Cavallaie (2023), Pian dei Massi 2024 (Montemurlo).

gen sag

Foto M. Ziletti

?-Genista sagittalis L. GINESTRA ALATA

Ch suffr – CS-Europ. - VI-VII – Rarissima o assente dal nostro territorio.

Arbusto caducifoglio, alto 10-30 cm, a fusto prostrato, alato e legnoso, con rami ascendenti, erbacei, appiattiti e con 3 ali interrotte ai nodi; foglie semplici, ovato-ellittiche lunghe fino a 15 mm, sessili, leggermente pelose e presto caduche; i fiori, a corolla gialla di ca. 11 mm e calice di 6-7 mm, sono riuniti numerosi in racemi terminali serrati; legume (ca. 5 x 15-20 mm) peloso, con 1 (2) semi ovati.

Habitat: praterie, boschi chiari, lande assolate.

Distribuzione sul territorio:

  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: a margine di un sentiero sul versante meridionale del M. Chiesino (Prato).

gen ti1

gen ti2

-Genista tinctoria L. GINESTRA DEI TINTORI

Ch suffr – Eurasiat. - V-VII – Non molto comune.

Piccolo arbusto caducifoglio, alto da 20 a 70 cm, che si caratterizza per: l’assenza di spine; il fusto legnoso alla base con rami ascendenti; le foglie intere, di 2-3 cm di lunghezza, sessili e glabre sulle facce (pelose a volte sulla venatura principale e sul bordo); i fiori – papilionacei, a corolla gialla, lunga 12-15 mm, con vessillo glabro, eretto, ca. eguagliante la carena e con pedicelli provvisti di bratteole, lunghi ca. quanto il calice - sono riuniti in brevi grappoli terminali fogliosi; il legume lineare, lungo ca. 2,5 cm, glabro, a più semi.

Habitat: boschi chiari, praterie e radure soprattutto in area submediterranea

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: crinale a N de Le Soda, sopra il Passo della Crocetta (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano.
  • Monteferrato: Tozzi 1702 (sub Ginestrella tinctoria); Biagioli & al. 2002: bosco di villa Ciabatti, alle Porticciole, lungo la strada per C. Pianali... laghetto di Galceti (Prato, Montemurlo).
  • Poggio a Caiano: Maugini 1946: Poggio del Cerreto (a W del Barghetto).

P.S.: è pianta mellifera, officinale e tintoria (un tempo fiori e radice erano utilizzati per tingere lino e lana in giallo o in verde se mischiata ad altre erbe tintorie).

 

Il genere Gleditschia

conta una quindicina di specie che vegetano spontaneamente nelle regioni temperate delle due Americhe, Asia e Africa (1 specie esotica in Italia). Si tratta di specie legnose arboree o arbustive a tronchi e ramificazioni maggiori spesso dotate di grosse spine a volte ramificate, foglie composte bipennate a più di 20 foglioline di forma strettamente lanceolata e prive di stipole, fiori - non di aspetto papilionaceo, ma a 6-10 stami liberi e inclusi nella corolla, con perigonio a tepali disposti in 2 ranghi - riuniti in racemi ascellari.

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-Gleditschia triacanthos L. SPINO DI GIUDA

P caesp/P scap – Esotica coltivata e naturalizzata di orig. NC-Americ. - V – Non comunissima.

Albero caducifoglio che può raggiungere l’altezza di 20 m (normalmente 1-7 m); il tronco e i rami principali sono forniti di forti spine spesso dotate di due spine più brevi alla base; le ramificazioni superiori hanno andamento a zig-zag e sono provviste di spine semplici; le foglie sono composte, bipennate, alterne, e costituite da 8-10 segmenti portanti 12-20 foglioline, strettamente ellittiche lunghe ca. 1 cm e per lo più finemente dentate e sessili; i fiori, poligami e poco appariscenti (6-7 mm) a 3-5 petali rudimentali, hanno colore bianco-verdastro e sono riuniti in racemi all’ascella delle foglie; i legumi sono grandi e contorti, lunghi 20-40 cm e larghi 2-3 cm, di colore rosso-brunastro.

Habitat: coltivata a volte ai margini di sentieri, nelle siepi e nei giardini.

Distribuzione sul territorio:

  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; Arrigoni & Viegi 2011.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: qua e là nella cinta pedecollinare; Arrigoni & Viegi 2011.
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b: sotto Le Sacca (Prato).

 

Il genere Hippocrepis

conta poco più di una trentina di specie distribuite in Europa, in area mediterranea (N-Africa e W-Asia) e alle Canarie (5 in Italia). Si tratta di piante erbacee gracili e di dimensioni contenute (max. 40 cm di altezza); hanno foglie composte imparipennate, dotate di piccole stipole saldate al picciolo; i fiori - a calice con 5 denti di simili dimensioni e corolla gialla papilionacea, stami diadelfi - raramente si presentano solitari, più spesso sono riuniti in racemi ascellari; i frutti sono rappresentati da legumi lineari, compressi, un poco incurvati e con strozzature subcircolari in corrispondenza dell'intervallo fra i semi.

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-Hippocrepis biflora Spreng. SFERRACAVALLO MINORE o A DUE FIORI

T scap – Euro-Medit. - III-V – Abbastanza rara.

Erbacea con radice sottile, glabra, a fusto ± prostrato, alta 5-30 cm; foglie imparipennate a 9-15 segmenti lineari-oblunghi; fiori solitari o appaiati all'ascella delle foglie sono posti su peduncoli inferiori o ca. uguali a 5 mm, con calice a labbro superiore con denti distanziati e corolla gialla di ca. 4 mm; legume solitario o doppio (4-5 X 20-30 mm), dritto o un po' ricurvo, a 3-7 articoli con seni subcircolari a ferro di cavallo.

Habitat: zone erbose e radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: P. Castiglioni (Prato).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: P. alla Malva (Carmignano).
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

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-Hippocrepis comosa L. subsp. comosa SFERRACAVALLO COMUNE

H caesp – CS-Europ. - V-VIII – Assai comune.

Erbacea perenne glabrescente, a radice un po' lignificata, alta 15-30 cm; foglie lunghe 3-5 cm, imparipennate a 9-15 segmenti da ellittici a ovati, dotate di piccole stipole membranose; i fiori - con calice a labbro superiore a denti non divaricati e corolla gialla di ca. 10 mm - sono riuniti numerosi (5-12) in capolini posti su peduncoli nudi di 5-12 cm, assai più lunghi della foglia ascellante; legume (3-4 X 15-25 mm) coperto di papille rossastre, pendulo, un po' ricurvo e flessuoso, a 2-6 articoli separati da seni a forma di ferro di cavallo.

Habitat: prati e pascoli soprattutto su substrato calcareo.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Tozzi 1701 (sub ferro equino comoso): Calvana presso P. Castiglioni; Fiori 1914 (sub H. c. s.l.); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub H. c. L. s.l.); Gestri 2009 (sub H. c. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908 (sub H. c. L. s.l.): Prato (Somm. herb.); Biagioli & al. 1999 (sub Sferracavallo): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub H. c. L. s.l.): Carmignano.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub H. c. s.l.); Messeri 1936 [sub H. c. L. var. genuina Rouy et F. (glabra in tutte le sue parti!)]; Arrigoni & al. 1983 (sub H. c. L. s.l.); Biagioli & al. 2002 (sub H. c. L. s.l.): negli incolti pedecollinari, anche su serpentino (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: da Schignano verso Migliana (2023)
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra Montemurlo verso Cicignano (2024).

 

Il genere Laburnum

conta due sole specie sud-europee, entrambi presenti in Italia. Si tratta di piccoli alberi o arbusti a foglie picciolate e trifogliate (le più grandi maggiori di 2 cm di lunghezza), fiori a corolla gialla, calice campanulato e stami monodelfi, riuniti in più di 12 a costituire infiorescenze a grappolo non foglioso e pendule a maturità; legume deiscente un po' strozzato fra i semi (numerosi e compressi).

N.B.: le sue specie sono estremamente tossiche in ogni loro parte.

lab alp

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-Laburnum alpinum (Mill.) Berchtold & j. Presl. MAGGIOCINDOLO DI MONTAGNA

P caesp/P scap – Orof. S-Europ. - V-VII – Raro, localizzato in alta montagna.

Arbusto o piccolo albero caducifoglio, alto 1-6 m a fusto eretto; foglie lungamente peduncolate (2-5 cm) e trifoliate a segmenti ellittici, acuti, di 2-3 X 3-6 cm; i fiori - pedicellati, a corolla gialla, lunga 13-15 cm, calice glabro o a pelosità appressata - sono riuniti in dense infiorescenze pendule; legume glabro, lungo fino a 5 cm, con sutura superiore sottile ed alata (in L. anagyroides la sutura superiore è spessa e non alata). Oltre all'aspetto della sutura superiore del legume il nostro si distingue da L. anagyroides per le foglie verdi su entrambe le facce, glabre o con margine a peli patenti (invece che glauche e a pelosità appressata), fiori più piccoli 13-15 (invece che 15-20 mm) con grappoli glabri (non setolosi), legume glabro e lucente (invece che pubescente prima della maturità, poi anch'esso glabrescente).

Habitat: boschi montani sopra i 500 m di altitudine.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2017) (Cantagallo); sopra Montecuccoli verso Le Soda (2022) (Vernio).

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-Laburnum anagyroides Medik. subsp. anagyroides MAGGIOCIONDOLO COMUNE

P caesp/P scap – Orof. S-Europ. - V-VI – Abbastanza comune.

Arbusto o albero, caducifoglio, alto da 1 a 6 m, a tronco eretto e spesso flessuoso, corteccia liscia, bruno-giallastra, con giovani rami vellutati; le foglie, alterne, sono caratteristicamente costituite da 3 segmenti ovali simili fra loro, a margine intero e pelose sulla faccia inferiore; i fiori papilionacei, con lungo peduncolo a corolla gialla di 1,5-2 cm, sono riuniti in lunghi (fino a 30 cm) grappoli pendenti di 10-40 unità; il legume, appiattito, con spesse suture prive di ali, ha un colore che da verde diviene nerastro a maturità, è lungo 4-7 cm, appare da giovane pubescente per poi farsi glabro a maturità (vedi di sopra, alla voce L. alpinum L., per i caratteri differenziali).

Habitat: boschi soprattutto su substrato calcareo.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub L. a. Medik. s.l.), Arrigoni & al. 2002 (sub L. a. Medik. s.l.) (sorgenti Bisenzio, Vespaio, presso Fregionaia, rio Ceppeta ecc.) e Arrigoni & al. 2005 (sub L. a. Medik. s.l.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub L. a. Medik. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montecuccoli alla Dogana (2020), vecchio sentiero da Montepiano a Sasseta (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Cytisus laburnum), Gestri & Lazzeri 2021 (sub L. a. Medik. s.l.).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub L. a. Medik. s.l.); Gestri 2009 (sub L. a. Medik. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub L. a. Medik. s.l.) e Biagioli & al. 1999 (sub Maggiociondolo): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub L. a. Medik. s.l.): P. a Caiano.
  • Monteferrato: Messeri 1936 (sub Cytisus laburnum L.); Ricceri 1993 (sub L. a. Medik. s.l.); Biagioli & al. 2002 (sub L. a. Medik. s.l.): sporadico alle ex-cave Guarino e pian di Gello e al Palco di Galceti (Prato, Montemurlo).

 

Il genere Lathyrus

conta circa 150 specie distribuite in Europa, Asia, N-Africa e (solo alcune specie) America settentrionale e meridionale (35 specie ed alcune sottospecie in Italia). Si tratta di entità vegetali annuali o perenni, a fusto erbaceo e solitamente esile, alato o meno; le foglie per lo più sono paripennate (da 1 a 6 paia di segmenti interi) e terminate da un cirro o da un mucrone, le foglioline solitamente presentano venature parallele; alla base di esse sono in genere presenti delle stipole spesso sagittate; i fiori – ermafroditi, a calice a 5 denti uguali o diversi fra loro, corolla papilionacea di colore variabile, stami diadelfi - appaiono solitari o riuniti in racemi lassi ascellari; legumi spesso oblunghi e compressi, contenenti più semi. I caratteri che distinguono questo genere da Vicia non sono molto evidenti: in Vicia la corolla ha ali unite alla carena (non unite in Lathyrus), fusto mai alato, tubo staminale troncato obliquamente (in Lathyrus troncato a 180°), le foglioline non hanno venature parallele (come in Lathyrus). Nei simili generi Ervum ed Ervilia il tubo staminale è troncato obliquamente e generalmente le foglie più grandi sono formate da 2-16 paia di segmenti ad 1 sola nervatura o a nervatura pennata.

P.S.: le entità di questo genere sono tutte foraggere ed alcune sono utilizzate nell’alimentazione umana e animale.

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Foto B. Pierini

?-Lathyrus angulatus L. CICERCHIA ANGOLOSA

T scap – NW-Medit. - V-VI – Rarissimo o assente nel territorio provinciale.

Erbacea a fusto angoloso, scadente e priva di ali, alta 20-50 cm; foglie a 1 sola coppia, segmenti assai stretti, allungati ed acuti, quelle superiori hanno foglioline larghe meno di 2 mm e terminano in un cirro ramificato con stipole lunghe ca. come il picciolo; i fiori – a corolla rosso-bluastra di ca. 9 mm, calice a denti uguali fra loro e più lunghi del tubo – si presentano solitari su un lungo (2-7 cm) e sottile peduncolo, che supera abbondantemente la foglia ascellante e fino a 4-6 volte il picciolo; termina in una lunga arista; legume allungato di 2-5 cm, giallo a maturità, senza striature evidenti e con semi angolosi e tubercolati.

Habitat: terreni aridi e assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Cavana: Gestri 2009: ritrovato a Poggio Secco (Prato) nel maggio del 2006 e non più ritrovato (da ricercare).

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-Lathyrus annuus L. CICERCHIA PALLIDA

T scap – Euro-Medit. - III-VI – Comune.

Erbacea annuale (come ci ricorda l’aggettivo specifico), alta da 20 a 60 cm, glabra, con fusto sottilmente alato; foglie a 1 solo paio, linaeri-lanceolate di 5-15 cm, terminanti in un cirro ramificato, le inferiori con picciolo alato; stipole astate e sottili; i fiori - a corolla lunga 1-1,5 cm e gialla, spesso venata di rosso e calice con denti uguaglianti il tubo – sono riuniti in numero di 1-3 su peduncoli di 2-6 cm, comunque inferiori o al massimo uguali alla foglia; il legume è glabro, lungo 4-8 cm, largo ca. 1 e contiene 5-9 semi.

Habitat: incolti erbosi, campi, margini coltivi e sentieri.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Montepiano verso il Gasperone (2018), dal Gorandaccio a Montepiano (2022) (Vernio); dal Fabbro verso Migliana (2018), nei pressi di Migliana (2019) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: soltanto lungo il Rio Castello a Figline (Prato).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

lat ap1 lat ap2

-Lathyrus aphaca L. subsp. aphaca CICERCHIA BASTARDA

T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Comune.

Erbacea annuale di 10-30 cm di altezza, glabra; il fusto angoloso è ramificato alla base; le foglie sono costituite dal solo cirro e sostituite da 2 grandi stipole fogliacee opposte, lunghe 1-1,5 cm e di forma astata; fiori piccoli (8-10 mm) a corolla gialla superante di poco il calice (che ha denti superiori al tubo) e disposti a 1-2 su lunghi peduncoli non aristati, superanti sia le stipole che i cirri; legume di 15–35 mm, glabro e arcuato.

Habitat: incolti, campi aridi e assolati (tendenzialmente calcicola).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Migliana alle Cavallaie (2018) (Cantagallo); sopra Montepiano (2022), all'Alpe di Cavarzano (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub L. a. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub L. a. L. s.l.).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub L. a. s.l.); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub L. a. L. s.l.); Gestri 2009 (sub L. a. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021 (sub L. a. L. s.l.).
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908 (sub L. a. L. s.l.): Prato (Somm. herb.).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub L. a. L. s.l.): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub L. a. s.l.); Messeri 1936 (sub L. a. L. s.l.); Biagioli & al. 2002 (sub L. a. L. s.l.): comune in campi ed incolti aridi (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C).

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lat ci2

lat ci3

-Lathyrus cicera L. CICERCHIA CICERCHIELLA

T scap – Euro-Medit. - III-VI – Poco comune.

Erbacea glabra, alta 20-60 cm, a fusto scadente ed alato (come anche i piccioli); foglie 1 solo paio (rar. 2) a segmenti allungati da lanceolati a lineari, acuti; cirri evidenti e ramificati; stipole lanceolate, lunghe 1-2 cm ca., uguaglianti il picciolo; i fiori – a corolla color porpora e di ca. 1,5 cm, calice a denti (5 mm) più lunghi del tubo – sono disposti solitari su un peduncolo di 1-3 cm, superiore al picciolo e inferiore alla foglia; legume lungo 2-4 cm e largo ca. 1, glabro, con solco dorsale lungo la “spessa” sutura, contenente 3-5 semi di ca. 5 mm di diametro.

Habitat: campi, margini coltivi, incolti aridi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: sporadico nei coltivi marginali.

N.B.: sul Montalbano questa specie è stata osservata solo in territori della provincia di Firenze e Pistoia (Gestri & Peruzzi 2013a).

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lat cl2

-Lathyrus clymenum L. CICERCHIA PORPORINA

T scap – Medit. - IV-VI – Comune.

Erbacea annua, glabra, alta da 20 a 130 cm; le foglie basali sono sostituite dall’allargamento ad ala del rachide (fillopodio), quelle superiori hanno 2(-4) paia di segmenti lineari o lanceolati (larghi 2-15 mm) e terminate da un cirro ramificato; i fiori - a corolla  papilionacea, di 12-22 mm, di colore porporino o bluastro e ali più pallide, il vessillo è retuso e mucronato in alto - sono riuniti in infiorescenze di 1-5 su peduncolo di 1,5-12 cm, uguagliante o superante le foglie; il legume, lungo 3-8 cm, è glabro, con sutura dorsale a due solchi, senza ali.

Habitat: zone erbose, pascoli, radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: dal Fabbro a Migliana (2021), Gricigliana (2024) (Cantagallo); Rocca di Vernio, innesto del sentiero CAI 20 strada per Mangona; crinale sopra Le Soda (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub L. articulatus L.); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Cicerchia porporina): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; non ritrovato da Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: sporadico, non direttamente su ofioliti.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi a ovest di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023) (Vaiano).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: radure e prati dalla scuola elementare di Montemurlo a sotto Cicignano (2024).

P.S.: sembra una specie in espansione sul territorio.

lat het.

-Lathyrus heterophyllus L. CICERCHIA A FOGLIE VARIATE

H scand – Europ. - VI-VIII – Abbastanza raro.

Erbacea glabra, a fusto scadente lungo 50-250 cm, appiattito e con due ampie ali opposte; le foglie inferiori ad un solo paio di unità e le medie e superiori a 2-3, foglioline lanceolate con picciolo alato (ala uguale o superiore ad 1 mm), cirro ramificato e stipole larghe ca. come le ali del fusto; i fiori – corolla rosa e lunga 1,5-2 cm – sono lassamente riuniti in numero di 4-10 in racemi con peduncolo assai più lungo delle foglie; legume di 1 X 6-8 cm, glabro, allungato, con il dorso munito di 3 coste un po' in rilievo. Si differenzia dalle simili specie congeneri, L. latifolius L. e sylvestris L., per avere le foglie medie e superiori a 2-3 paia di segmenti (invece che tutte ad 1 paio) ed il peduncolo superiore alle foglie.

Habitat: ambienti sassosi soprattutto su substrato calcareo.

Distribuzione su territorio:

  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: stazione di Carmignano.
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C): presso Cerreto.

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-Lathyrus hirsutus L. CICERCHIA PELOSA

T scap – Euro-Medit. -IV-VII – Poco comune.

Erbacea pubescente, a fusto scadente, dotato di ali (1-2 mm) e lungo 30-120 cm; foglie con picciolo alato a 1 paio (rar. 2-4) di segmenti da lanceolati a oblunghi, di 5-8 cm, con cirro ramificato e stipole lanceolate (2-3 X 12-18 mm); i fiori – a corolla da violetta, a rosa, a bluastra, di ca. 1 cm e calice a denti ca. uguali al tubo – sono riuniti in racemi di (1-) 2-3 con lungo peduncolo sottile, superante abbondantemente le foglie; legume lungo 35-50 mm e largo poco meno di 1 cm, peloso e rossastro a maturità.

Habitat: incolti, pascoli e margini di coltivi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: fra Casalino e Acqua (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: dalla Crocetta verso Tavianella (2021) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Cascine di Tavola: osservato nel 2022, dopo la pubblicazione di Gestri & Lazzeri 2021 ed inserito nell'elenco del sito del Comune di Poggio a Caiano “Piante Vascolari” del Bargo e delle Cascine della Villa Medicea di P. a Caiano.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: da Maliseti a Galcetello (2023), Bocca Vittoria per P. a Caiano (2024) (Prato).

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-Lathyrus inconspicuus L. CICERCHIA A PICCOLI FIORI

T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Raro e localizzato.

Erbacea glabra, a fusti angolosi, scadenti e lunghi 10-50 cm; foglie a 1 solo paio, con segmenti (3-4 x 15-30 mm) strettamente lanceolati, acuto-mucronati ed a 5 nervature; cirro per lo più assente; stipole sottili e più lunghe del picciolo; i fiori – piccoli (4-6 mm), con corolla di colore lillà ± chiaro, calice a denti di poco inferiori al tubo (2,5 mm ca.) – sono disposti da singoli su un breve (1-3 mm) o brevissimo peduncolo non aristato; legume lineare (3-8 x 35-50 mm), spesso pubescente, con 5-10 semi.

Habitat: campi, margini coltivi, incolti assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuove segnalazioni: Cavarzano (2011), da Montepiano al Gasperone (2018), sentiero per la Rocca di Vernio e verso Gorandaccio (2022) (Vernio).

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-Lathyrus latifolius L. CICERCHIA A FOGLIE LARGHE

H scand – S-Europ. - V-VIII – Non molto comune.

Erbacea glabra, di 50-250 cm, a fusto scadente, robusto, piatto e con 2 ali opposte, dentellate e larghe fino a 3 mm; foglie a 1 solo paio di segmenti da ovati a lanceolati (sia le inferiori che le superiori e questo lo distingue da L. heterophyllus con 2 paia di segmenti nelle superiori), con picciolo alato, cirro ramoso e stipole più larghe della metà del fusto (nel simile L. sylvestris le stipole sono più strette della metà del fusto); i fiori di 2-2,5 cm – a corolla rosa vivace, a volte bianca (ma mai non “sporcata” di verde) con venature porporine, calice a denti superiori piccoli, gli inferiori di ca. 5 mm e tubo di 4 mm – sono riuniti in racemi di 5-15 assai su peduncoli robusti e assai più lunghi delle foglie ascellanti; legume (ca 1 x 5-10 cm) subcilindrico, glabro, a tre coste sulla sutura dorsale, con la mediana saliente, contenete 10-15 semi tubercolati. Si differenzia da L. sylvestris anche per i fiori, in quest'ultimo più piccoli (14-18 mm), di un colore rosa ± intenso, spesso "sporcato" di verde, e per il legume più breve (5-6 mm) e con le tre coste dorsali poco salienti.

Habitat: incolti, radure, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: verso Migliana (2023) (Cantagallo); da Vernio verso la Rocca (2024).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: specialmente nelle zone pedecollinari.
  • Rilievi a W di Vaiano: presso Schignano (2024).

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-Lathyrus linifolius (Reich.) Bässler CICERCHIA A FOGLIE DI LINO

G rhiz – C-Europ. - IV-VI – Relativamente comune.

Erbacea glabra, a radice rizomatosa, stolonifera e a fusto gracile e alato, alta 20-50 cm; foglie costituite da (1-) 2-4 paia di segmenti glauchi sulla faccia inferiore, di forma lanceolata e mucronati all'apice, lunghi ca. 1-7 cm, con picciolo alato e stipole da lanceolate a sagittate; i fiori di 1-1,5 cm – corolla roseo-violaceo, opaca all'inizio e poi tendente al bluastro dopo la fecondazione, calice a denti triangolari, i superiori lunghi ca. come il tubo e gli inferiori di meno – sono riuniti in racemi di 3-6 su peduncolo più lungo della foglia; legume glabro e lungo 3-5 cm, nerastro a maturità.

Habitat: boschi mesofili, soprattutto di latifoglie decidue.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub L. montanus Bernh.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub L. montanus Bernh.): Limentra orientale; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: crinale presso Passo del Treppio (2018), CAI 16 nel bosco sul versante di Migliana (2019), sopra Migliana verso Le Cavallaie (2024) (Cantagallo); Cavarzano, sopra il Gallo (2017) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo (in cerrete acidofile).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub L. montanus Bernh.); Messeri 1936 (sub L. montanus Bernh. var. genuinus Godr.); non ritrovatao da Biagioli & al. 2002 (sub L. montanus Bernh.).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S): poggio Alto e versante Case Serilli.
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Pian dei Massi, Le Cavallaie (2024).

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lat ni2

-Lathyrus niger (L.) Bernh. CICERCHIA NERA

G rhiz – Europ.-Caucas. - V-VI – Poco comune.

Erbacea rizomatosa, glabra ed alta 15-90 cm, a fusto un po’ lignificato in basso, angoloso, eretto e non alato; le foglie, prive di cirri, sono paripennate a 6-12 segmenti ellittici, ottusi e mucronati, con picciolo non alato e molto più lungo delle stipole - lineari - soggiacenti; i fiori - papilionacei, piccoli, a corolla (1-1,5 cm) di colore rosso, che diviene in seguito nero-bluastra, e calice glabrescente a denti acuti - sono riuniti in grappoli densi di 4-8 con peduncolo più lungo della foglia; legume glabro, nero a maturità e lungo 4-6 cm. E' pianta annerente all'essiccazione.

Habitat: boschi di latifoglie tendenzialmente a substrato acido.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Montecuccoli verso Dogana (2018), Luciana (2020) (Vernio); Terrabianca (2019), a E del M. Bucciana (2021) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano.
  • Rilievi di Montemurlo: sopra il paese verso Cicignano (2024).

N.B.: in Calvana è stato osservato nel territorio di Calenzano (Fi) da Arrigoni & Bartolini 1997, Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016.

lat ni1

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-Lathyrus nissolia L. CICERCHIA SEMPLICE

T scap – Euro-Medit. - IV-VII – Abbastanza raro.

Erbacea glabra a fusto eretto, angoloso e privo di ali, alta 20-80 cm; foglie semplici, assai sottili e allungate (4-5 X 50-100 mm), praticamente ridotte al solo picciolo appiattito (fillodio), a nervature parallele, acuminate senza o con stipole molto piccole (1-2 mm); cirri assenti; i fiori - a corolla porporina (8-15 mm) e calice con denti ca. uguali al tubo - sono posti, 1-2, su un lungo peduncolo filiforme e mucronato di 2-11 cm, di poco inferiore alla foglia; legume (ca. 4 x 30-60 mm) sottile, dritto e con 8-16 semi.

Habitat: incolti e campi umidi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: tra Casalino e il bivio per Fossato (Limentra orientale, Cantagallo); Gestri in Peruzzi & al. 2024: Foraceca  (2024) nell'Appennino di Vernio, sull'esatto confine con la Calvana di Cantagallo; nuovi ritrovamenti: Montepiano, sopra il Gasperone verso l'Alpe (2018) (Vernio).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Poggetto di P. a Caiano.
  • Rilievi di Montemurlo: Sommier 1890: macchia al Barone; Baroni 1897-1908: sopra al Barone (Somm. herb.).

P.S.: l'epiteto specifico è una dedica del famoso botanico Tournefort a G. Nissole (1647-1734) professore a Montpellier.

LAT OC1

lat oc2

-Lathyrus ochrus (L.) DC. CICERCHIA PISELLINA

T scap – Medit. - IV-VI – Relativamente comune.

Erbacea glabra, alta da 20 a 60 cm; il fusto è gracile e prostrato; le foglie inferiori sono ridotte al solo picciolo allargato ed alato di 1-2 cm (fillodio), decorrente; le superiori presentano 2-3 segmenti alterni, irregolari, larghi sui 2 cm e terminano in un cirro ramificato; i fiori - a corolla papilionacea (1,5-2 cm) giallastra e calice a tubo più lungo (ca. 4 mm) dei denti acuminati - si presentano solitari (o più raramente 2) su brevi peduncoli (4-25 mm) più corti delle foglie; legume lineare-compresso, glabro, lungo 1-1,5 cm.

Habitat: margini sentieri, incolti, radure e prati.

Distribuzione sul territorio:

  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Pianura: Caruel 1870: P. a Caiano (Lev.); Baroni 1897-1908: P. a Caiano (Lev. in Car. II).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra il paese (2024).

 

-Lathyrus oleraceus Lam. PISELLO

Erbacea glabra, alta 30-200 cm, a fusto prostrato e alato come il picciolo; foglie medie più grandi a 2(-4) paia di segmenti ovati, lunghi fino a 2,5 cm; le superiori (minori) a 2-3 paia di segmenti lanceolati ed acuti, tutte dotate di cirri ramosi; stipole più grandi delle foglie, le medie dentate e semiamplessicauli; i fiori - corolla biacastra o bicolore a vessillo da bianco a violaceo e bilobo ed ali da bianche a rosso-nerastre - sono inseriti in numero di 1-2 (-3) su peduncoli di 3-4 cm.

lat ol bi1

lat ol bi2

- - L. o. Lam. subsp. biflorus (Raf.) H. Schaef., Coulot & Rabaute

T scap – Medit.-Turan. - IV-VI – Localmente relativamente comune.

Erbacea alta 50-200 cm, che si caratterizza per: le stipole tutte inferiori ai 6 cm di lunghezza, almeno alcuni peduncoli superanti le foglie ascellari corrispettive, fiori a corolla con vessillo violaceo ed ali porporine, legume per lo più inferiore ai 12 mm di larghezza a maturità, con semi papillosi.

Habitat: incolti, margini sentieri, radure, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 (sub Pisum sativum L. subsp. biflorum (Raf.) Soldano) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Pisum sativum L. subsp. biflorum (Raf.) Soldano): Prato, Vaiano.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub Pisum sativum L. subsp. biflorum (Raf.) Soldano): Carmignano, P. a Caiano.

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- - L. o. Lam. subsp. oleraceus

T scap – Archeofita casuale Subcosmop. (coltivata fin da tempi remoti nella Penisola e a volte subspontaneizzata) – IV-VI – Raro.

Erbacea alta 50-100 cm si caratterizza per: i fiori disposti a 1-2 su peduncoli lunghi ca. come le stipole (6-9 cm) e le foglie ascellanti, la corolla bianca o biancastra (raramente rosata), il legume largo a maturità 1,5-2 cm con semi lisci, verde-chiari e non variegati.

Habitat: ambienti antropizzati o vicini a coltivi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: qua e là a margine del sentiero 58 che sale da S. Quirico alla Rocca di Vernio (2022-2024).

lat pal

?-Lathyrus palustris L. CICERCHIA PALUSTRE

H scap – Circumbor. - VI-VIII – Rarissimo.

Erbacea a radice sottile, fusto gracile, ascendente e spesso alato (ala di ca. 1 mm), alta 30-60 cm; foglie a 1-2(-4 paia) di segmenti da oblunghi a lanceolati con mucrone apicale, picciolo un poco alato e terminante in un cirro semplice o ramoso, stipole lanceolate e dentellate; i fiori – a corolla prima porporina e poi bluastra di 13-16 mm – sono riuniti in racemo lasso di 3-8 su peduncoli lunghi come o poco più delle foglie; legume lungo 30-40 cm e largo ca. 7, glabro, nerastro a maturità.

Habitat: prati e praterie umide, margine stagni, fossi.

Distribuzione sul territorio:

  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b: rr sopra Bellosguardo in un fosso.

lat pr1

lat pr2

lat pr3

-Lathyrus pratensis L. subsp. pratensis CICERCHIA DEI PRATICAMENTE

H scap – Paleotemp. - V-VIII – Abbastanza comune.

Erbacea perenne, alta 20-40 cm, a fusti non alati ed eretti; le foglie a 1 paio di segmenti sottili (2-3 x 20-40 mm) e terminate da un cirro ramificato, con alla base delle stipole strette e astate (lunghe 1-3 cm); i fiori - a corolla giallo-viva di 12-20 mm, calice con tubo di 3 mm e denti poco più brevi - sono riuniti in infiorescenze di (2-)5-12 su peduncoli di 6-8 cm; legume sui 3 cm, glabro o peloso, annerente a maturità.

Habitat: incolti erbosi, prati, radure, siepi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al 2001(sub L. p. L. s.l.), Arrigoni & al. 2002 (sub L. p. L. s.l.) (presso Le Cave) e Arrigoni & al. 2005 (sub L. p. L. s.l.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub L. p. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2014), sopra Montepiano e verso il Gesperone (2022), da Montepiano a Sasseta (2023), sentiero 58 Cai da Gorandaccio a P. Mezzana, sopra Montecuccoli verso Le Soda (2024)(Vernio); verso il Tabernacolo di Gavigno e Roncomannaio (2019), verso S. Ippolito (2023) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub L. p. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021(sub L. p. L. s.l.).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub L. p. L. s.l.); Gestri 2009 (sub L. p. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub L. p. L. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub L. p. L. s.l.).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub L. p. L. s.l.): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al 2002 (sub L. p. L. s.l.): qualche esemplare vicino alle fosse di sgrondo delle strade campestri.

lat sat1

lat sat2

-Lathyrus sativus L. CICERCHIA COMUNE, PEPE NERO

T scap – Coltivata e a volte presenza occasionale, di orig. sconosciuta – III-V – Probabilmente scomparsa.

Erbacea glabra, alta 30-60 cm, a fusto scadente ed evidentemente alato; foglie a 1 paio di segmenti lineari-lanceolati, con picciolo alato e cirri ramificati; i fiori - a corolla di ca. 15 mm, da azzurro ± chiara a rosata e calice a denti superiori al tubo - si inseriscono solitari su un peduncolo più lungo del picciolo e inferiore alla foglia; legume glabro, di forma ovato-rombica con 2 ali sulla sutura dorsale e lungo 2-4 cm.

Habitat: coltivato a volte subspontaneizzato o occasionale presso coltivi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009

lat spha1

lat spha2

lat sph3

-Lathyrus sphaericus Retz. CICERCHIA SFERICA

T scap – Euro-Medit. - V-VI – Abbastanza comune.

Erbacea gracile, glabra, alta 10-50 cm, a fusto scadente e angoloso (ma senza ali); foglie a 1 solo paio di segmenti sottili, allungati ed acuti (3-4 x 25-40 mm), su picciolo lungo ca. come le stipole (lanceolate) e con breve cirro; i fiori – a corolla papilionacea rossa (di ca. 1 cm) e calice di 7 mm a denti simili fra loro, stilo dritto – sono posti isolati su peduncoli lunghi ca. come il picciolo (5-20 mm), articolati ca. a metà e con evidente resta terminale; legume 4-5 X 40-50 mm, un po' compresso, glabro e venato longitudinalemente; semi tondeggianti.

Habitat: incolti, radure, margine di campi e siepi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montepiano verso il Gasperone (2018), sotto Cavarzano, CAI 16 vers. S.Ippolito (2022), sopra Montecuccoli verso Le Soda (2023) (Vernio); Cantagallo, sopra Gricigliana (2022) (Cantagallo); da Migliana a Le Cavallaie (2024) (Cantagallo, Montemurlo).
  • Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaino, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb.).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936 (sub L. s. Retz. var. genuinus Rouy et F.); Biagioli & al. 2002: frequente nelle aree coltivate ed anche nelle cave abbandonate (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

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-Lathyrus sylvestris L. subsp. sylvestris CICERCHIA SILVESTRE

H scand – Europ.-Caucas. - V-VII – Relativamente comune.

Erbacea perenne, glabra, alta 0,5-2 m, a fusto scadente e appiattito con ali di ~3 mm, opposte e a margine dentellato; foglie a 2 segmenti opposti lineari-lanceolati (5-12 x 50-200 mm) con picciolo alato; stipole lineari-lanceolate (2-5 x 10-30 mm) non superanti la metà della larghezza del fusto e cirri ramificati; i fiori - a corolla di 13-20 mm, da rosea a porpora spesso venata di verde - sono riuniti in infiorescenze di 3-12 su peduncoli appena superiori alle foglie; legume lungo 5-6 cm, glabro e provvisto sul dorso di 3 coste poco salienti e dentellate.

Habitat: radure boschive, prati, incolti aridi, siepi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub L. s. L. s.l.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub L. s. L. s.l.): Limentra orientale;Venturi 2006 (sub L. s. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Migliana verso le Cavallaie (2021), via di Codilupo in alto verso Migliana (2023) (Cantagallo); sentiero 58 Cai da Gorandaccio a P. Mezzana e oltre (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub L. s. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub L. s. L. s.l.).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub L. s. L. s.l.); Gestri 2009 (sub L. s. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub L. s. L. s.l.): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub L. s. L. s.l.): versante W di M. Mezzano (Montemurlo), Pian di Gello (Prato).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: boschi a N della Fattoria di Javello (2021).

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-Lathyrus venetus Mill. (Wohlf.) CICERCHIA VENETA

G rhiz (H scap) – Pont. - V-VI – Abbastanza comune.

Erbacea galbra, alta 10-50 cm, a fusto eretto e angoloso; foglie paripennate a 2-4 paia di segmenti ovati e brevemente acuminati lunghi 4-6 cm, con picciolo privo di ali e terminante in un mucrone di 2-4 mm; stipole superiori di ca. 4 X 16 mm; i fiori – a corolla di 11-14 mm, da porporina a variegata di viola-bluastro, carena biloba, calice a denti diversi fra loro e poco inferiori al tubo di ca. 4 mm – sono riuniti in densi racemi di 7-20 (fioritura quasi contemporanea) con peduncolo superante la foglia ascellante; legume a più semi, lungo 4-5 cm, largo 3-6 mm e coperto di piccole ghiandole nerastre. Per la distinzione dal simile L. vernus vedi sotto a quest'ultima voce.

Habitat: boschi di latifoglie soprattutto dell'area submediterranea.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub L. variegatus Gren. et Gord.): Montepiano (Car. e Somm. herb.); Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Migliana a Le Cavallaie (2024) (Cantagallo, Montemurlo); dall'Alpe verso il Tabernacolo Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo); sopra Fabbro (2019), dal Castello Luicciana a P. Pescine presso il sentiero cai 52 (2020), Fossato (2023) (Cantagallo); vecchia strada da Montepiano a Sasseta (2023), Luciana (2024) (Vernio).
  • Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: alcuni individui presso il sentiero dei Patriarchi (Montemurlo).
  • Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi a ovest di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023) (Vaiano).

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-Lathyrus vernus (L.) Bernh. CICERCHIA PRIMATICCIA

G rhiz – Eurasiat. - IV-VI – Relativamente comune.

Erbacea a radice rizomatosa, glabra, alta 15-50 cm, fusto eretto e angoloso; foglie paripennate a 2-4 paia di segmenti lanceolato-ovati, lungamente acuminati (in L. venetus brevemente!) e con picciolo non alato e terminante in un breve mucrone; stipole ovato-lanceolate; i fiori – a corolla di 14-18 mm, rosa violaceo-bluastra, calice a denti disuguali e con tubo di 4-5 mm più breve degli inferiori – sono riuniti in racemi lassi di 3-8 (fioritura che inizia dai fiori inferiori a salire) su robusto peduncolo; legume glabro (senza ghiandole scure come L. venetus!), lungo 40-60 mm e largo 5-6, con più semi giallastri.

Habitat: boschi di latifoglie soprattutto montani.

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Sopra Montecuccoli (2017), dal Ponte Bisenzio a S. Ippolito, Terrabianca (2019), P. Roncomannaio (2020) da Luciana a P. di Petto (2021), da Sassetta a Montepiano (2023) (Vernio); da Migliana alla Fonte delle Cavallaie (2020) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo, Vaiano.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub L. v. (L.) Bernh. subsp. vernus): Carmignano.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).

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Genere Lens:

-Lens ervoides (Brign.) Grande è stata osservata da Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 in Calvana, ma solo in territorio fiorentino: margini strada bianca dal P. Croce a Pimonte (Barberino di Mugello).

 

Il genere Lotus

ha distribuzione olartica e conta poco meno di un centinaio di specie (32 spontanee più una occasionale in Italia). Si tratta di specie erbacee annuali o perenni, con foglie imparipennate a 5 segmenti dei quali i 2 inferiori imitano le stipole (che in realtà sono rudimentali o assenti); i fiori hanno aspetto papilionaceo, con corolla gialla, a volte rosata ± intensamente, a volte bianca e calice bilabiato o a denti raggiati, stami diadelfi; si presentano solitari e ascellari o riuniti in infiorescenze a capolino o ombrella terminale, composte da 3-10 fiori, con alla base una brattea fogliacea a 1-3 elementi; il frutto è un legume ± cilindrico od ovoide (a volte a sezione quadrangolare), deiscente, contenente numerosi semi.

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-Lotus angustissimus L. GINESTRINO SOTTILE

T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Non comune.

Erbacea eretta o prostrato-ascendente, lunga da 5 a 50 cm, che si caratterizza per: i segmenti fogliari oblungo-lanceolati (3-5 X 5-8 mm); le stipole più lunghe del picciolo; i fiori gialli e piccoli (6-7 mm), posti in numero di 1-3 su esili peduncoli più lunghi o più brevi delle foglie; il calice di ca. 6 mm presenta denti sottili, più lunghi del tubo; la corolla con carena a becco dritto, rimane gialla (o rosata) anche dopo l'essiccazione; il legume gracile, diritto e allungato (ca. 1 x 14-28 mm), è assai più lungo del calice e contiene più di 15 semi.

Habitat: incolti, prati, radure fresco-umide.

Distribuzione sul territorio:

Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: strada da Migliana alle Cavallaie (2018), da Le Scalette a Fossato (2020), Terrabianca (2021) (Cantagallo); da Luciana a P. di Petto (2021), sopra Montepiano, sentiero 00 per l'Alpe di Cavarzano (2022), sotto Cavarzano (2023) (Vernio.

Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.

Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.

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-Lotus corniculatus L. subsp. corniculatus GINESTRINO COMUNE

H caesp – Paleotemp. - IV-IX – Comunissimo.

Erbacea perenne, assai polimorfa, alta 10-40 cm, pubescente (nell’arido) o glabra (in zone umide) e che è caratterizzata da: fusti erbacei prostrati o ascendenti, spesso lignificati in basso; foglie alterne spesso inferiori agli internodi, con segmenti fogliari obovati o oblunghi, brevemente picciolati, i segmenti delle foglie più grandi sono spesso maggiori di 6 mm di lunghezza; i fiori - a corolla di 1-1,5 cm, gialla a volte arrossata (diviene verdastra all’essiccazione) e con carena incurvata ad angolo retto, il calice a denti superiori lunghi ca. come il tubo - sono riuniti in ombrelle di 3-6 su lunghi peduncoli che superano le foglie; il legume dritto, lineare, di colore bruno è lungo 20-35 mm.

Habitat: campi, prati, coltivi, ambienti ruderali.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub L. c. L. s.l.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub L. c. L. s.l.): Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001 (sub L. c. L. s.l.), Arrigoni & al. 2002 (sub L. c. L. s.l.), Arrigoni & al. 2005 (sub L. c. L. s.l.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub L. c. L. s.l.): Limentra orientale; Foggi & Venturi 2009 (sub L. c. L. s.l.): Gasperone, a NW di Montepiano ecc.; nuovi ritrovamenti: presso il P. della Crocetta, strada per l'Alpe e sopra l'Alpe di Cavarzano (2019), Montepiano (2021), Cavarzano (2022), sopra il Gorandaccio (2024) (Vernio); da Fabbro verso Migliana (2018), Terrabianca (2022) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub L. c. s.l.); Gestri & Lazzeri 2022 (sub L. c. L. s.l.).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub L. c. s.l.); Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 (sub L. c. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Stampi 1967 ((sub L. c. L. s.l.); Gestri & Lazzeri 2022 (sub L. c. L. s.l.).
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub L. c. L. s.l.); Biagioli & al. 1999 (sub Ginestrino comune): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub L. c. s.l.); Messeri 1936 (sub L. c. L. var. arvensis Ser. s.var. crassifolius Ser. e s.var. parvifolius Rouyet F.); Arrigoni & al. 1983 (sub L. c. L. s.l.); Biagioli & al. 2002 (sub L. c. L. s.l.): frequente in tutta l'area, anche su substrato serpentinoso.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S); nuovi ritrovamenti: Vainella (2017).

 

-Lotus dorycnium L.

Suffrutice o erbacea scaposa, alto 20-50 cm, che si caratterizza per: il fusto legnoso almeno alla base o fino ai rami, ascendente e ramificato, con rami eretti e pelosi; foglie persistenti a 5 segmenti vellutati, oblughi-obovati e più lunghi del picciolo, i 2 inferiori, inseriti alla base del picciolo stesso, simulano 2 stipole; i fiori riuniti a 4-10 o fino a 20 in capolini subsferici su peduncoli più lunghi delle foglie; il calice a denti più lunghi del tubo, la corolla sui 15 mm, bianca venata di rosso con ali più scure e saldate all’apice; il legume (6-12 mm) ovoide, rigonfio, a stilo persistente e nerastro a maturità.

Le due sottospecie presenti nel nostro territorio (per alcuni Autori sono specie diverse, rispettivamente Lotus dorycnium L. e Lotus herbaceus (Vill.) Peruzzi):

 

- - L. d. L. subsp. dorycnium (Dorycnium pentaphyllum Scop. subsp. pentaphyllum) TRIFOGLINO LEGNOSO

Ch suffr – SE-Europ. - V-VII – Relativamente rara.

Si caratterizza, rispetto alla successiva, per essere solitamente più elevata in altezza, fino 10-80 cm, per avere la parte legnosa dei rami fioriferi (eretti o ascendenti) assai superiore a quella verde (fusti lignificati fino ad una certa altezza sui rami); peli omogeneamente appressati su fusti e margini fogliari; l'infiorescenza per lo più costituita da 5-12 fiori posti su peduncoli subnulli.

Habitat: prati e radure fresco-umide.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sentiero CAI 16 versante S. Ippolito (2019) (Cantagallo); strada per l'Alpe da Cavarzano (2024) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 (sub Dorycnium pentaphyllum Scop.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub L. dorycnium L. s.l.): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Dorycnium pentaphyllum Scop.): zone pedecollinari in incolti argillosi, non frequente.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: da Schignano verso Migliana (2023).

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- - L. d. L subsp. herbaceus (Dorycnium pentaphyllum Scop. subsp. herbaceum (Vill.) Rouy) TRIFOGLINO ERBACEO

H scap/Ch suffr – S-Europ.-Pont. - V-VII – Relativamente comune.

Si caratterizza, rispetto alla precedente, per essere generalmente meno elevata in altezza, da 10 a 30 cm, per avere la parte legnosa dei rami fioriferi (spesso prostrati) assai inferiore a quella verde (lignificati solo in basso); peli appressanti con isolati peli patenti lunghi 0,3-0,4 mm; l'infiorescenza per lo più costituita da 10-20 fiori, posti su peduncoli uguali o maggiori del tubo del calice.

Habitat: prati e radure aride e assolate (soprattutto su substrato siliceo).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Dorycnium herbaceum Vill.) e Arrigoni & al. 2005 (sub Dorycnium herbaceum Vill.): presso un ruscello alle Barbe (riserva naturale Acquerino-Cantagallo); Venturi 2006 (sub Dorycnium herbaceum Vill.): presso il M. Scalette (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: a S dell'Alpe di Cavarzano (Vernio); strada per Gavigno (2022) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016 (sub L. herbaceus (Vill.) Jauzein): Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Caruel 1860-64 (sub Dorycnium herbaceum Vill.): M. Ferrato a Prato (Ant. Targ.!); Fiori 1914 (sub Dorycnium herbaceum Vill.): citato al Monteferrato, ma da lui non ritrovato; Messeri 1936 (sub Dorycnium suffruticosum Vill. var. frutescens Rouy et F.); Biagioli & al. 2002 (Dorycnium pentaphyllum Scop. subsp. herbaceum (Vill.) Rouy): aree ofiolitiche aride e sassose... più frequente della subsp. nominale.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C); oss. Franzoni 2021 Wikiplantbase#Toscana: a W di Case Butia (Vaiano).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: nei pressi di Schignano (2023).

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-Lotus hirsutus L. (Dorycnium hirsutum (L.) Ser.) TRIFOGLINO IRSUTO

Ch suffr – Euro-Medit. - V-VI – Comune.

Erbacea alta 20-50 cm, che si caratterizza per: il fusto legnoso alla base, ascendente e ramificato con rami eretti e pelosi; foglie persistenti, a 5 segmenti vellutati, oblughi-obovati e più lunghi del picciolo; i fiori - calice a denti più lunghi del tubo, corolla sui 15 mm, bianca venata di rosso con ali più scure e saldate all’apice - riuniti a 4-10 (sempre meno di 15) in capolini subsferici posti su peduncoli più lunghi delle foglie; il legume (6-12 mm) ovoide, rigonfio, a stilo persistente e nerastro a maturità.

Habitat: prati, incolti aridi, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Dorycnium hirsutum); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Fiori 1914 (sub Dorycnium hirsutum); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub Dorycnium hirsutum (L.) Ser.); Gestri 2009 (sub Dorycnium hirsutum (L.) Ser.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub Dorycnium hirsutum (L.) Ser.); (Biagioli & al. 1999 (sub Trifoglino irsuto): AMPIL del Monteferrato.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub Dorycnium hirsutum); Messeri 1936 (sub Dorycnium hirsutum Ser. var. italicum Asch. & Gr.); Arrigoni & al. 1983 (sub Dorycnium hirsutum (L.) Ser.); Biagioli & al. (sub Dorycnium hirsutum (L.) Ser.): frequente in tutta l'area, anche sugli ofioliti...(Prato, Montemurlo).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Dorycnium hirsutum): Poggio del Cerreto (a W del Barghetto).

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-Lotus hispidus DC. GINESTRINO PELOSO

T scap – Medit. - IV-VI – Abbastanza raro.

Erbacea vellutato-irsuta, a fusto ascendente o prostrato, alta 10-50 cm; foglie a 3 segmenti superiori obovato-oblunghi e 2 inferiori stipuliformi, ovati e superanti il picciolo; fiori – a corolla di 7-8 mm, gialla (verdastra alla disseccazione), con vessillo curvo ad angolo assai ottuso e superante evidentemente la carena (nel simile L. angustissimus non superante la carena), calice a denti sottili e più lunghi del tubo – riuniti in 2-4 (in angustissimus 1-2) su peduncoli superanti la foglie 2-3 volte; legume lungo 8-15 mm, solo 1-2 volte superiore al calice (in angustissimus 4-6 volte e più sottile), cilindrico e dritto. Il fiore di L. angustissimus rimane giallo alla disseccazione.

Habitat: ambienti assolati e aridi in terreni sabbiosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sentiero dei Tabernacoli di Migliana in alto (2023)(Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri 2022: Piante vascolari in “Conosci la Città” sul sito del Comune di Poggio a Caiano.
  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: Ponte a Tigliano (2023).

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-Lotus ornithopodioides L. GINESTRINO A PIE' D'UCCELLO

T scap – Medit. - IV-V – Non comune.

Erbacea pubescente, a fusti prostrati o ascendenti, alta 10-50 cm; foglie a 5 segmenti, i superiori (4-10 X 8-20 mm) di forma largamente romboidale e cuneati alla base, gli inferiori, stipuliformi, ovato-rombici, appena più lunghi del picciolo; i fiori – a calice di 5-6 mm, bilabiato, con i denti laterali inferiori più brevi degli altri e ottusi, corolla gialla di ca. 8 mm con vessillo orbicolare e carena ricurva ad angolo di ca. 90° - sono riuniti in numero di 2-5 su peduncolo più lungo della foglia; legume di 3-4 cm, cilindrico-compresso, arcuato, di colore bruno-porporino a maturità e con strozzature nell'intervallo fra i diversi semi.

Habitat: incolti sabbiosi ed erbosi, radure, prati, soprattutto su calcare.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino pratese principale: nuovi ritrovamenti: sentiero CAI 58 dal Gorandaccio a Montepiano
  • (2024) (Vernio).
  • Calvana: Fiori 1914; Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano; nuovi ritrovamenti: Calvana di Cantagallo alla Valle di Sotto (2023).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi a W di Montemurlo: Rocca di Montemurlo (2023), sopra il paese verso Cicignano (2024).

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-Lotus pedunculatus Cav. GINESTRINO PEDUNCOLATO

H scap – Paleotemp. - V-VII – Rarissimo (o sfuggito all'osservazione).

Erbacea perenne a radice stolonifera, simile a L. corniculatus, ma più robusta (alta 30-80 cm), a fusti ascendenti, tubulosi (carattere importante per la distinzione) e glabri o poco pelosi; foglie a 5 segmenti obovato-lanceolati (5-15 x 2-5 mm), glabrescenti inferiormente; i fiori – calice lungo 5-6 mm con denti aperti a stella prima della fioritura, poco diversi fra loro e ca. uguali al tubo, corolla di 6-12 mm, gialla, a volte rosata (verdeggiante alla disseccazione) – sono riuniti in numero di 6-12 su robusti peduncoli molto più lunghi della foglia ascellante, fino a 3-4 volte; legume di 2-3 cm, cilindrico e dritto.

Habitat: prati e incolti umidi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Lotus uliginosus Schkuhr): osservato lungo il rio Castello e nel prato sottostante il laghetto di Galceti (Prato).

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Le due foto inferiori di B. Pierini

-Lotus rectus L. TRIFOGLINO PALUSTRE

H scap/Ch suffr – Medit. - V-VI – Rarissimo o assente.

Erbacea perenne a volte sufruticosa, pubescente, a rami legnosi alla base con ramificazioni erbacee, glabrescenti ed angolose, alta 30-150 cm; foglie a 5 segmenti con i 3 superiori assai più grandi (1-1.5 X 2-3 cm), di forma oblanceolata ed acuti in alto, e i 2 inferiori stipuliformi, più piccoli e lunghi ca. come il picciolo; i fiori – piccoli di 3-5 mm, con corolla a carena porporino-nerastra e il resto bianco e/o rosato, calice di 3 mm – sono riuniti da 18 a 40 in densi capolini emisferici di 1-1,5 cm di diametro; legume (1-1.5 X 8-12 mm) cilindrico, glabro, nerastro e lucente a maturità e con all'apice lo stilo a forma di mucrone.

Habitat: zone umide, presso fossi o corsi cd'acqua.

Distribuzione sul territorio:

Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Dorycnium rectum (L.) Ser.): Le Barbe (Cantagallo) e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Bettini & al. 2009 (sub Dorycnium rectum (L.) Ser.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo.

?-Monteferrato: Arrigoni 2018 (sub Dorycnium rectum (L.) Ser.) include nell'elenco delle località toscane dove è presente questa specie anche il M. Ferrato, però senza specificare la fonte (sic!); di contro non vi inserisce la riserva naturale dell'Acquerino-Cantagallo dove (vedi sopra) è stata da lui segnalata!

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-Lotus tenuis Waldst. et Kit. ex Willd. GINESTRINO TENUE o GLABRO

H scap – Paleotemp. V-VIII – Abbastanza comune.

Erbacea perenne, glabrescente, alta 20-30 cm, che si caratterizza per: il fusto cavo, molto ramificato, gracile, prostrato o ascendente; le foglie a segmenti verde-scuri, glabri o pelosi sulla nervatura centrale, lineari o quasi (larghi 1-5 mm e lunghi 8-15 mm) quelli delle foglie superiori e medie; i fiori sono riuniti in infiorescenze di 1-5 all’ascella delle foglie; la corolla gialla, a volte arrossata, è lunga 7-12 mm; il calice ha denti subuguali, più corti o uguaglianti il tubo (~3 mm); il legume glabro, dritto, cilindrico è lungo 10-25 mm.

Habitat: incolti, radure e prati umidi.

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2005 (sub L.glaber Mill.): Loc.Pellacchia strada di Luogomano (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: da Migliana verso Le Cavallaie (2018) (Cantagallo); presso il Gasperone (2024) (Vernio).
  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: cassa d'espansione dell'Ombrone.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: specialmente alla Gretaia e nelle ex-cave Guarino e di Gello (Prato, Montemurlo).
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: incolto umido presso il cimitero di Chiesa Nuova, e presso il Campo di Atletica leggera (2024) (Prato)
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: margine strada da Vaiano a Schignano (2023).

 

Il genere Lupinus

conta circa 580 specie (per altri Autori 200) originarie dell'Europa, America e Africa, ma introdotte un po' in tutti i continenti (5 specie spontanee, 2 sottospecie di cui un'archeofita e una specie esotica naturalizzata in Italia). Si tratta soprattutto di piante erbacee pelose (rar. arbusti), caratterizzate dalle foglie digitate a 5-9 segmenti interi, con stipole presenti e saldate in basso sul picciolo; i fiori – papilionacei, a calice bilabiato, corolla di vario colore con vessillo carenato dorsalmente, ali saldate in alto e carena arcuato-acuminata, stami monodelfi – sono riuniti ± numerosi in racemi (o spighe) terminali; il legume abbastanza grande, si presenta deiscente e compresso.

P.S.: alcune proteine presenti in queste specie hanno un alto potere allergizzane e possono essere causa di allergie alimentari soprattutto in età pediatrica.

lup al

-Lupinus albus L. subsp. albus LUPINO BIANCO

T scap – Archeofita naturalizzata, talvolta sfuggita alla coltivazione di orig. Medit.-orient. - IV-V – Rarissimo o scomparso.

Erbacea a fusto eretto e ramificato in alto, pubescente a peli eretto-patenti o appressati ed alta 20-40 cm; foglie palmate a 7 segmenti obovati, interi lunghi 2-3,5 cm, glabri sulla pagina superiore, posti su picciolo di 3-5 cm; i fiori – a corolla bianca screziata di azzurro di ca. 14 mm, calice bilabiato, lanoso, lungo ca. la metà della corolla, con pedicelli più brevi del calice – sono riuniti (singoli o a 2) in breve racemo terminale; legume, di 1-2 X 5-10 cm, si presenta pubescente, apicolato, contenente 2-4 semi lenticolari e bianchi.

Habitat: campi, prati, incolti erbosi.

  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: subspontaneo sopra Prato … (Somm. herb).

P.S.: sul Montalbano è stato ritrovato abbondante in un prato a S. Lucia sopra Vinci (Firenze) (Gestri & Peruzzi 2013a).

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-Lupinus gussoneanus J. Agardh LUPINO DI GUSSONE o IRSUTO

T scap – Medit. - IV-V – Raro e localizzato.

Erbacea coperta di lunghi peli patenti, alta 5-40 cm, a fusto breve, superato dalle foglie con il loro lungo picciolo di 3-7 cm; esse si presentano palmate a 7 segmenti lineari-spatolati, acuti e pelosi sulle due facce, lunghi 2,5-3,5 cm; stipole lineari; i fiori – a corolla blu-violacea macchiata di bianco,  lunga ca. 1 cm, calice bilabiato a tubo di 5 mm e denti di 2 mm – riuniti in racemo che si allunga alla fruttificazione (5-10 cm); legume di 8 X 25-35 mm, irsuto e contenente 3-5 semi lisci.

Habitat: incolti e radure di macchie assolate e su substrato acido.

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Sandri & Fantozzi 1895 (sub L. angustifolius L.): a Montalbano in un luogo ombroso sotto Pietramarina (Carmignano); Baroni 1897-1908 (sub L. angustifolius L.): nella val di Nievole a m. Albano sotto Pietramarina (Sandr. e Fant.) (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano (qui è abbastanza ben rapprentato soprattutto a Prato Rosello; sul Montalbano è presente anche in altri comuni del Pistoiese e Fiorentino).

P.S.: quelle del Montalbano sono le segnalazioni di questa specie più settentrionali del territorio italiano.

 

Il genere Medicago

conta poco più di 80 specie originarie di Asia, Europa e N-Africa (una trentacinquina di specie spontanee, 1 archeofita e 3 casuali in Italia). È rappresentato da piante erbacee, annuali o perenni, e più raramente da piccoli arbusti: le foglie, dotate di picciolo a cui sono saldate in basso le stipole, sono trifogliate a segmenti dentellati in alto; i fiori hanno calice campanulato e terminato da 5 denti  ca. uguali, la corolla (per lo più gialla, a volte violacea), caduca e di forma papilionacea, ha ali libere in avanti e carena ottusa, inoltre gli stami sono diadelfi; l’infiorescenza è costituita da corti racemi peduncolati all’ascella delle foglie; il legume, molto più lungo del calice e per lo più indeiscente, non è mai completamente dritto (reniforme, falcato, a elica ecc..), è spesso spinoso e contiene numerosi semi.

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-Medicago arabica (L.) Huds. ERBA MEDICA ARABA

T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Abbastanza comune.

Erbacea annuale, alta 20-60 cm, glabrescente, prostrata e caratterizzata da: foglie alterne e trifoliate a segmenti obcordato-cuneati (più larghi che lunghi), dentellati in alto e caratteristicamente macchiati di nero al centro (ma non sempre!); stipole dentellate; fiori, con calice a pedicelli più lunghi del tubo e corolla piccola e gialla (5-7 mm), riuniti in numeroro di 1-5 su peduncoli terminati da un’arista e più brevi della foglia ascellante; legume grande (4-7 mm di diametro comprese le spine), un po’ appiattito, a spirale (5-7 spire) con spine distiche, arcuate e divergenti.

Habitat: aree ruderali, incolti e campi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuovi ritrovamenti: da Fabbro verso Migliana (2022) (Cantagallo); sopra S. Quirico di Vernio verso la Rocca (2023) (Vernio).
  • Calvana: Fiori 1914; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: i Bifolchi (Prato).
  • Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: zone pedecollinari ...
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

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-Medicago falcata L. subsp. falcata ERBA MEDICA FALCATA

H scap – Eurasiat. - III-VI – Abbastanza rara.

Erbacea a radice robusta e allungata, pubescente, a fusto spesso arrossato, assai ramoso, ascendente, lungo 20-80 cm; foglie trifoliate a segmenti di 2-3 x 10-12 mm, oblunghi, dentellati nel terzo superiore, con picciolo di ca. ½ cm e con stipole lanceolate di ca. 7 mm; i fiori – a corolla gialla di ca. 8 mm e calice di ca. 4, su pedicelli più lunghi del calice stesso – sono riuniti numerosi (10-30) in densi racemi ovati; legume pubescente, lungo 5-10 mm, caratteristicamente ripiegato a falce (da cui l'epiteto specifico), a volte si presenta dritto, contiene 2-5 semi.

Habitat: prati, radure, soprattutto su terreni pesanti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub M. f. L. s.l.); Gestri 2009 (sub M. f. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.

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-Medicago lupulina L. ERBA MEDICA LUPULINA

T s c a p ( H s c a p ) - Paleotemp. - IV-VII – Comunissima.

Erbacea annuale, bienne o perenne, pubescente, a fusto prostrato o eretto, alta da 5 a 60 cm e caratterizzata da: foglie trifogliate, alterne, più brevi del peduncolo dell’infiorescenza e a segmenti obovati, dentati in alto e spesso mucronati, con stipole intere o dentellate; i fiori, molto piccoli (2-3 mm) e numerosi, con calice più breve della corolla (papilionacea e gialla), sono raggruppati in racemi lungamente peduncolati di 10-50 unità; i legumi, piccoli e reniformi, non hanno spine, e presentano sulle facce un reticolo di nervature arcuato-concentriche: contengono un solo seme tubercolato.

Habitat: incolti erbosi, coltivi, zone marginali e ruderali.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: “Caverzano (Somm. herb.)” (Vernio); Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Gasperone (2021), P. della Crocetta (2023) (Vernio); da Fabbro verso Migliana (2022) (Cantagallo).
  • Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: ...comune, anche su serpentino (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: nuovi ritrovamenti: verso la Fattoria di Javello (2024).

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-Medicago minima (L.) L. ERBA MEDICA MINIMA

T scap – Euro-Medit.-C-Asiat. - V-VII – Comune.

Erbacea pubescente-setolosa, prostrata, lunga 5-40 cm e caratterizzata da: foglie alterne, picciolate (lunghe come o poco meno delle infiorescenze), trifogliate a segmenti obovati o obcordati, piccoli (inferiori a 8 mm) e dentellati in alto; stipole intere o poco dentellate; fiori con calice a pedicelli più corti del tubo e corolla piccola (4-5 mm) e gialla, raggruppati in racemi di 1-6; legume piccolo (diametro ca. 5 mm comprese le spine) pubescente, globoso, a spine erette (un po' ricurve all'apice), ravvicinate e numerose.

Habitat: praterie, aree rocciose, incolti, soprattutto su substrato calcareo.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Cavarzano (2021), sentiero per la Rocca di Vernio (2023), presso il Gorandaccio (2024) (Vernio); da Usella verso il Santo, sotto M. il Scalette (2022), da Carmignanello a Gricigliana (2024) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Messeri 1936 (sub M. m. Gruff. var. longiseta DC.); Biagioli & al 2002: nelle cave abbandonate, ai bordi delle strade, in incolti molto aridi.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

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-Medicago orbicularis (L.) Bartal. ERBA MEDICA ORBICOLARE

T scap – Euro-Medit. - IV-V – Abbastanza comune.

Erbacea glabrescente, a fusti prostrato-ascendenti, alta 20-60 cm; foglie trifoliate, alterne, a segmenti di 6-8 X 7-9 mm, obvato-cuneati e denticolati; stipole costituite da lacinie sottili; i fiori – piccoli, a corolla di ca. 3 mm, gialla con ali inferiori alla carena e pedicelli superiori al tubo calicino - si presentano in racemi lassi di 1-5 su un peduncolo più breve della foglia ascellante e terminante in un'arista; legume grande (diametro ca. 1-2 cm), di forma lenticolare (da cui l'epiteto specifico: orbicularis = a disco) a spirale di 3-5 giri, senza spine e con le facce dotate di nervature raggiate evidenti, contente semi verrucosi.

Habitat: zone erbose coltivate e incolte.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sotto Codilupo (2018) (Cantagallo); strada per la Rocca di Vernio (2022).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Erba Medica orbicolare): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: incolti aridi e coltivi...anche su serpentino (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (S).

N.B.: Baroni 1897-1908 (sub M. o. All. var. marginata Willd.) cita questa specie (Somm. herb.) genericamente sul Montalbano (!).

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-Medicago polymorpha L. ERBA MEDICA POLIMORFA

T scap – Subcosmop. - III-V – Abbastanza comune.

Erbacea annuale di 20-40 cm di altezza, a fusto angoloso, prostrato-ascendente; si caratterizza per: le foglie alterne, con segmenti triangolari cuneati alla base e dentellati in alto; le stipole laciniato-sfrangiate; i fiori, con calice di 2 mm, a pedicelli più corti del tubo, e corolla gialla e di ca. 4 mm, che si riuniscono in racemi di 2-4 con peduncoli uguali o poco più lunghi delle foglie ascellanti; legume (7-10 mm) cilindrico, formato da 4-6 spire serrate e con spine erette, assai robuste e acute alla sommità.

Habitat: campi, prati, incolti, radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Usella verso il Santo (2020), Terrabianca (2021), ; da Carmignanello a Gricigliana (2023) (Cantagallo); Montepiano (2019), sopra Vernio (2022).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub M. denticulta); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908 (sub M. hispida Gaertn.var.denticulata Willd.): a Prato (Somm. herb!).
  • Montalbano: Gestri 2013a: Carmignano, Poggio a Caiano.
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi di Montemurlo: sopra il paese verso Cicignano (2024).

med pra

-Medicago praecox DC. ERBA MEDICA PRECOCE

T scap – Medit. - III-IV – Rarissima.

Erbacea di aspetto gracile, con fusto striato e prostrato, alta 10-30 cm; foglie alterne, a segmenti lunghi fino a 5 mm, obovati, cuneati in basso e dentellati in alto, con stipole (2-4 mm) laciniate; i fiori – a corolla gialla di 2-3 mm e con ali inferiori alla carena, calice di ca. 2 mm, a denti e pedicello ca. uguali – sono posti su peduncoli (meno di 6 mm) più brevi del picciolo della foglia, in numero di 1-2; legume glabrescente, piccolo (diametro con le spine uncinate fino a 8 mm), a spirale di 2-3 giri un po' separati fra loro.

Habitat: ambienti incolti aridi e assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Podere dell'Orto (Carmignano).

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-Medicago rigidula (L.) All. ERBA MEDICA RIGIDETTA

T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Abbastanza comune.

Erbacea pubescente, a fusto prostrato-ascendente, alta 10-50 cm; foglie alterne, a segmenti inferiori al cm, obovato-triangolari e smarginati; stipole laciniate (a volte dentellate); i fiori – a corolla gialla di ca. 4 mm e calice di 2 – sono posti su peduncoli aristati, in numero di 1-2 (raramente di più fino a 6), inferiori alla foglia all'antesi e superiori alla fruttificazione; legume polimorfo, disciode-subcilindrico, a 4-6 spire serrate, dotato di spine ricorve in alto, coniche, patenti.

Habitat; incolti, radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino pratese principale: Venturi 2006: presso Fossato (Cantagallo).
  • Calvana: Fiori 1914; Gestri 2009: non ritrovata; Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmigano.
  • Monteferrato: Messeri 1936 (sub M. r. Desr. var. agrestis Burnat); Biagioli & al. 2002: sporadica ...
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

med sat

med sat2

-Medicago sativa L. subsp. sativa ERBA MEDICA

H scap – Archeofita naturaliz. di orig. Eurasiat. - IV-VII – Comunissima.

Erbacea perenne, glabrescente, eretta o ascendente, ramosa e alta 30-80 cm, che si caratterizza per: le foglie alterne con stipole dentate in basso e lungamente acuminate, trifogliate a segmenti oblaceolati dentellati all’apice che a volte appare troncato; i fiori, a corolla (6-11 mm) violacea o bluastra, raggruppati in racemi di 5-40 unità con peduncoli (30-40 mm) lunghi ca. come la foglia soggiacente; il legume, senza spine, falcato o a spirale di 2-3 giri aperta al centro.

Habitat: campi, prati, margini coltivi, strade e sentieri.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Venturi 2006 (sub M.s. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montepiano verso il Gasperone (2018), verso Fonte al Romito (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1947 (sub M.s. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021(sub M.s. L. s.l.).
  • Calvana: Gestri 2009 (sub M.s. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub M.s. L. s.l.): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Stampi (sub M.s. L. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub M.s. L. s.l.): coltivi e incolti … (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: incolti e campi fra Iolo e Caserane (2024).

N.B.: è specie spesso coltivata e che sul territorio si è naturalizzata da secoli.

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med cs3

med sc4

-Medicago scutellata (L.) Mill. ERBA MEDICA SCUDATA

T scap – Euro-Medit. - IV-V – Rara.

Erbacea peloso-ghiandolosa, a fusti prostrati o ascendenti, di 20-60 cm; foglie alterne a segmenti da obovati a toneggianti (lunghi 1-1,5 cm ca.) dentellati in alto, con alla base del picciolo stipole dentellate di ca. 1 cm; i fiori – a corolla gialla (o aranciata) di 5-8 mm e calice di 3 mm, più lungo del pedicello e con denti completamente pelosi – sono disposti 1 (-3) su peduncoli con lunga arista e più brevi delle foglie ascellanti; legume di forma lenticolare-emisferica, a spirale di 5-6 giri “incastrati” fra loro (a scodella; da cui l'epiteto specifico), grosso (ca. 1,5 cm di diametro), privo di spine, peloso-ghiandoloso, che vira dal verde al giallastro a maturità.

Habitat: praterie, radure, incolti.

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Bonistallo (P. a Caiano).

N.B.: è specie assai rara in tutta la Toscana, con la maggior parte delle segnalazioni di antica data!

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-Medicago x varia Martyn ( M. falcata L. × M. sativa L.) ERBA MEDICA IBRIDA

H scap – Arceofita di orig. W-Asiat. - Rara.

Erbacea ibrida, alta 20-80 cm, simile alle due specie progenitrici: da M. sativa si distingue soprattutto per il colore della corolla, variabile anche nella stessa popolazione o addirittura nello stesso individuo (da biancastra, a giallo vivo o spento, a verdastra, violacea ecc.), per la lunghezza della stessa - 5-7 mm - (in sativa il colore è viola-porporino e la lunghezza 7-11 mm) e per il legume privo di ghiandole e fatto a spirale da ½ a 2 (-3) giri, per alcuni autori solo falcato (in sativa 1-3 spire in tutti i frutti); e da M. falcata si distingue perché quest'ultima ha corolla di ca. 8 mm, di colore sempre giallo vivo e legume non ghiandoloso e sempre con meno di 1 giro.

Habitat: incolti erbosi e aree ruderali.

Distribuzione sul territorio:

  • Pianura: nuove segnalazioni: al Podere della Chiesa sull'argine dell'Ombrone (2019), proprio sul confine con il comune di Quarrata (alle Caserane) in provincia di Pistoia.

N.B.: questa entità a volte è trattata come sottospecie di M. sativa: M. sativa L. nsubsp. media (Pers.) Schübl. & G. Martens, o nsubsp. ambigua (Trautv.) Tutin.

 

Il genere Onobrychis

conta da 130 a ca. 200 specie, originarie di Europa, Asia e Africa (9 con diverse sottospecie in Italia). Si tratta di erbacee annuali o perenni, a foglie imparipennate a 6-14 paia di segmenti, alterne e dotate di stipole libere o connate (il segmento superiore è simile a tutti gli altri); i fiori – a corolla variamente colorata, raramente gialla, e unghia assai breve, calice a 5 enti uguali fra loro e stami diadelfi – sono riuniti ± numerosi in racemi all'ascella fogliare; legume ad un solo articolo, indeiscente, compresso e suborbicolare, spesso dentato tutt'attorno e con superficie venata a reticolo, contenente 1(-3) semi.

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-Onobrychis arenaria (Kit.) DC. subsp. arenaria LUPINELLA DEI COLLI

H scap – S-Europ.-S-Siber. - IV-VII – Abbastanza rara.

Erbacea, alta 10-80 cm, a radice breve, fusto robusto, ascendente e ramificazioni erette o quasi; le foglie, imparipennate a 9-12 paia di segmenti glabrescenti, oblunghi e ± sottili (2-5 X 10-25 mm); i fiori – a corolla con colore di fondo rosa chiaro, a vessillo subuguale alla carena e ali (6-7 mm) inferiori al calice che si presenta a tubo (ca. 2 mm) glabro e con peli di 0,3-0,4 mm solo sul bordo e sui denti (3-4 mm) – in maggioranza lunghi 7-9 mm e riuniti in racemi serrati (più stretti alla fruttificazione che procede dal basso verso l'alto) su peduncoli di 10-30 cm; legume di 4-6 mm con dentellatura di 0,5-2 mm. Si differenzia dalla simile O. viciifolia, pianta eretta, soprattutto per il colore di fondo dei fiori, rosa vivace o porpora (venato), e la loro lunghezza, per la maggior parte compresa fra 10 e 13 mm; inoltre per il legume di 6-8 mm a denti al più lunghi 1 mm.

Habitat: incolti erbosi, prati preferenzialmente su substrato calcareo.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: presso Gavigno, al M. Scalette (2024) (Cantagallo); sopra Luciana verso Cavarzano (2024) (Vernio).
  • Rilievi a W di Vaiano: Gestri in Peruzzi & al. 2024: subito a sud di Schignano, marginale tra strada e bosco.

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-Onobrychis caput-galli (L.) Lam. LUPINELLA CRESTA DI GALLO

T scap – Medit. - IV-V – Non rara.

Erbacea a pubescenza biancastra, senza rigetti sterili, a fusti prostrato-ascendenti e assai ramificati, alta 10-60 cm; foglie imparpennate a 9-15 segmenti di 1-3 X 7-18 mm; i fiori – a corolla di ca. 8 mm, porporina, calice con denti fino a 2 volte più lunghi del tubo di 3-4 mm – sono riuniti in 2-7 in racemi abbastanza sottili, su peduncoli lunghi fino a 8-10 cm alla fruttificazione; legume di ca. 6 x 8 mm, a denti aculeati alti fino 4 mm, peloso, con fossette e rilievi salienti sulle facce.

Habitat: incolti, radure, margine sentieri e arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartoloni 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: non trovata su serpentino...
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra il paese verso Cicignano (2024).

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-Onobrychis viciifolia Scop. LUPINELLA COMUNE

H scap – SE-Europ.-W-Asiat. - V-VII (-X) – Relativamente comune.

Erbacea alta 30-100 cm, a fusti eretto-ascendenti, ramificati e tomentosi in alto; foglie imparipennate a 11-25 segmenti ellittico-oblunghi (0,5-1 x 1-3 cm), le superiori più strette; i fiori – a corolla di 10-13 mm a colore di fondo rosa vivace o porporino (venato), calice completamente tomentoso, con peli patenti lunghi ca. 0.6-0.9 mm , a tubo di 2 mm e denti di 3-4 mm – sono riuniti in dense infiorescenze ascellari su peduncoli di 10-20 cm alla fruttificazione; legume suborbicolare lungo 6-8 mm a denti al più lunghi 1 mm e con pelosità appressata. Per la differenziazione dalla simile O. arenaria vedi a quest'ultima voce.

Habitat: pascoli, radure, prati.

Distribuzione sul territorio:

Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: dal Lago verde verso S. Ippolto in alto( 2022), strada per Gavigno (2023) (Cantagallo).

Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.

Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.

Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Fieno santo): AMPIL del Monteferrato.

Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.

Monteferrato: Biagioli & al. 2002: frequente nelle zone pedecollinari, ma anche sulle ofioliti (Porticciole, Pian di Gello) (Prato, Montemurlo).

Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C).

 

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