Fabaceae 2
FAMIGLIA FABACEAE (2)
(Leguminosae o Papilionaceae)
Il genere Ononis
conta un'ottantina di specie originarie delle zone temperate di Europa, Asia e Africa soprattutto settentrionale (in Italia 25 con alcune sottospecie). Si tratta di erbacee annuali e perenni o piccoli arbusti (normalmente ghiandolosi e pelosi), a foglie imparipennate, generalmente trifoliate o raramente semplici, con segmenti dentellati e stipole saldate in basso al picciolo per più di 3 mm; i fiori – a calice profondamente diviso in 5 denti uguali, corolla variamente colorata (per lo più gialla o porpora) con ali libere e stami monodelfi – sono riuniti in pannocchie, spighe o racemi, ascellari o terminali; legume deiscente, spesso peloso, ovato o oblungo.
ex-Ononis natrix L. ONONIDE BACAJA
H caesp/Ch suffr – Euro-Medit. - IV-VII – Molto probabilmente estinta nel Pratese.
Suffrutice o erbacea cespitosa, vischiosa e spesso pelosa, a fusti eretti, legnosi alla base, alta 20-50 cm; foglie trifoliate (le superiori spesso semplici), picciolate, a segmenti di 1-2 cm da lanceolati a subrotondi, dentellati almeno in alto, con il terminale dotato di picciolo; stipole ovato-lineari, più brevi del picciolo; i fiori – a corolla gialla con striature porporine, di 1-2 cm, una volta più lunga del calice il quale si presenta a denti triangolari acuminati, assai più lunghi del tubo – sono riuniti in racemi fogliosi e densi, e ognuno posto su un peduncolo articolato e aristato; legume lineare (3-4 x 15-20 mm) un po' compresso, vellutato e pendente.
Habitat: prati, radure su terreni sabbiosi o roccaglie.
Distribuzione sul territorio:
- Pianura: Caruel 1860-64: nel letto del Bisenzio a Prato (Ric!).
Non ritrovato in seguito.
-Ononis pusilla L. subsp. pusilla ONONIDE PICCINA
H scap – Euro-Medit. - VI-IX – Abbastanza rara e localizzata.
Erbacea pelosa e ghiandolosa, a fusto eretto e ramoso, alta 10-30 cm; foglie lungamente picciolate, trifoliate a segmenti oblunghi, dentellati e con il terminale picciolettato; stipole di 5-7 mm, dentellate e assai più brevi del picciolo; i fiori – a corolla gialla di 5-12 mm, più breve del calice che si presenta a denti 1 o 2 volte più lunghi del tubo – si riuniscono in grappoli spiciformi all'ascella delle foglie; legume pubescente lungo come o meno del calice, nerastro a maturità.
Habitat: radure di bosco e arbusteti, prati.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 (sub O. p. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub O. p. L. s.l.): presso le Ginestre di Verghereto e bosco sopra Montalgeto (Carmignano).
- Pianura: Tozzi 1702 (sub piccolissimo Anonide): oltre Prato e guadato il Bisenzio (verosimilmente nella zona compresa fra l’attuale Ponte Datini e S. Lucia).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Quercia dei Termini (2022).
-Ononis spinosa L. ONONIDE SPINOSA, ARRESTABUE
Suffrutice alto 10-80 cm, a fusto eretto-ascendente, peloso per peli retrorsi un poco ghiandoloso e spinoso (spine lunghe 1-1,5 cm); foglie trifoliate a segmenti di 5 X 10 mm, ± ellittici e dentellati; stipole acute e sottili alla base del picciolo; i fiori – a corolla lunga 6-20 mm, di colore roseo-porporino, calice di 8-10 mm peloso e ghiandoloso normalmente inferiore alla corolla e con denti fino al doppio del tubo – sono inseriti singolarmente o a 2 a livello dei nodi a formare un lungo racemo bratteato; legume peloso, di 6-8 mm con 1 o pochi semi rotondeggianti, bruno-nerastri a maturità.
- - O. s. L. subsp. antiquorum (L.) Arcang. ONONIDE DEGLI ANTICHI
Ch suffr – W-Medit. - V-IX – Abbastanza rara.
Suffrutice alto 10-30 cm, che si differenzia dalla sottospecie nominale per: il fusto per lo più a zig-zag, legnoso con peli omotrichi (pelosità ± uniforme su tutta la circonferenza) e spine robuste; segmenti delle foglie di forma lineare spatolata; i fiori inseriti singolarmente sul fusto e con la corolla di 6-10 mm, appena più lunga del calice; legume ad 1 solo seme.
Habitat: garighe degradate, praterie mediterranee.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C).
P.S.: forse anche altrove.
- - O. s. L. subsp. spinosa
Ch suffr – Europ. - V-IX – Relativamente comune.
Suffrutice alto 15-40 cm, che si caratterizza per: il fusto robusto, non o poco a zig-zag, con spine robuste e con giovani rami a peli gonotrichi (su due linee opposte); fiori normalmente singoli con corolla lunga 12-20 mm, il doppio del calice; legume di 6-10 mm (più o meno quanto il calice) e contenente 2-4 semi.
Habitat: praterie e radure assolate, margine sentieri, macchie e garighe degradate.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino pratese principale: Porciatti 1959 (sub O. s. L. s.l.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub O. s. L. s.l.): Limentra orientale; Venturi 2006 (sub O. s. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Alpe Cavarzano (2018), da Montepiano a Gasperone ed oltre, strada dal P. Crocetta all'imbocco CAI 20 (2021), sentiero 58 Cai dal Gorandaccio a P. Mezzana (2023) (Vernio); verso il Tabernacolo di Gavigno (2019), Monte Scalette (2024) (Cantagallo).
- Calvana: Fiori 1914 (sub O. s. s.l.); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub O. s. L. s.l.); Gestri 2009 (sub O. s. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Arrestabue): AMPIL del Monteferrato.
- Monteferrato: Caruel 1860-64 (sub O. s. L. s.l.): a Prato sul Monteferrato … (Camp!); Fiori 1914 (sub O. s. s.l.); Messeri 1936 (sub O. s. L. s.l.), ma solamente citata come specie indicata da Fiori, in quanto per lei non presente sulle ofioliti; Biagioli & al. 2002 (sub O. s. L. s.l.): frequente nei luoghi erbosi aridi, anche sulle ofioliti.
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: presso Fattoria Javello (2023).
-Ononis viscosa L. subsp. breviflora (DC.) Nyman ONONIDE A FIORI BREVI
T scap – S-Medit. - V-VI – Rara.
Erbacea annua, vellutata e un po' vischiosa, di 15-50 cm di altezza, a fusti eretti o ascendenti, ramificati già dal basso; foglie mediane trifoliate, le superiori ed inferiori ad 1 segmento, questi (1-2 X 1.5-3 cm) si presentano ellittico-obovati e dentellati quasi su tutto il contorno, con stipole abbastanza grandi, lunghe fino a più di 1 cm; i piccoli fiori - a corolla gialla di 5-10 mm, inferiore al calice che ha il tubo di ca. 3 mm e denti sottili lunghi molto di più del tubo stesso – si inseriscono singolarmente su peduncoli articolati, generalmente di 5-18 mm, con resta di 10-25 mm, posta ca. a metà, a formare un grappolo fogliato terminale; legume, peloso e pendente, è lungo ca. il doppio del calice (3-5 X 6-16 mm) e contiene 6-7 semi.
Habitat: prati e radure aride e assolate.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: vers. SW di P. Secco, presso la Casa Rossa (Prato), sotto Fonte al Favo (Vaiano).
Il genere Ornithopus
conta 6 specie originarie di Europa, Asia, N. Africa e S. America (3 specie spontanee più una occasionale in Italia). Si tratta di erbacee annuali, a foglie imparipennate, dotate di piccole stipole libere e sottili, fiori – con calice a 5 denti ca. uguali, corolla gialla o bianco-rosata, con petali ad unghia breve, stami diadelfi – riuniti in numero di 1-8 in capolini ascellari; legume ad articoli, ristretto ai due bordi, cilindrico un po' compresso, evidentemente reticolato e arcuato, con arista sterile all'apice.
-Ornithopus compressus L. UCCELLINA COMUNE
T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Non comunissimo, ma a volte in popolamenti consistenti.
Erbacea a più fusti, alta 5-50 cm, con pubescenza biancastra; ha foglie alterne, imparipennate, composte da 7-18 paia di segmenti piccoli (2-3 X 4-6 mm), ellittici o ovati (gli inferiori picciolati); i fiori, piccoli (5-8 mm) a corolla papilionacea uniformemente gialla, sono riuniti a gruppi di 2-5 e sorpassati da una brattea a 7-9 segmenti; il legume (2-5 cm) è evidentemente compresso, arcuato, costituito da 5-8 articoli e con becco ricurvo di 3-20 mm.
Habitat: incolti, radure preferenzialmente su substrato acido.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra il Gallo di Vernio presso il crinale (2017), sopra Montecuccoli verso Le Soda (2022), sopra Luciana verso Cavarzano (2023) (Vernio); sopra Migliana verso le Cavallaie (2021) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb!).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2016: Carmignano, P. a Caiano; 3 oss. Roma-Marzio, Liguori, Caparelli & Peruzzi Wikiplantbase#Toscana: Prato Rosello (Carmignano); oss. Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: Prato Rosello (Carmignano).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013a (S).
-Ornithopus perpusillus L. UCCELLINA MINORE
T scap – Medit-Atl. - V-VI – Abbastanza raro.
Erbacea pubescente, di dimensioni spesso contenute (5-30 cm) e fusto eretto o ascendente; foglie stipolate imparipennate a 6-12 paia di segmenti di 2-7 mm, ovati-oblunghi, con le superiori sessili o quasi; i fiori – a calice con denti triangolari e molto inferiori al tubo, corolla piccola di 4-5 mm e di colore bianco-rosato – sono inseriti, in numero di 3-8, su peduncoli lunghi meno o più della foglia ascellante e con alla base delle brattee superiori ai fiori; legume di 1-2 X 13-18 mm, dritto o poco arcuato, diviso in articoli con all'apice un becco dritto di 2-3 mm.
Habitat: incolti e praterie aride e assolate.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Somm. herb!) (Vernio); Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Migliana verso le Cavallaie (2018) (Cantagallo).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Rilievi di Montemurlo: Sommier 1890: luoghi erbosi umidi nella macchia del Barone; Baroni 1897-1908: nella macchia del Barone e nel M. Javello sopra Prato (Somm. II e herb!); nuovi ritrovamenti e conferme: M. Javello (2002).
Il genere Robinia
conta 5 o 6 specie originarie del N-America (1 naturalizzata, 2 invasive, 1 occasionale con alcuni ibridi, pure occasionali-coltivati, in Italia). Si tratta di alberi o arbusti caducifogli, con foglie imparipennate a segmenti pedicellati e margine intero, spesso con stipole setolose o spinose; fiori – a corolla papilionacea, bianca, rosa o porporina, calice campanulato bilabiato a 5 denti di cui 2 superiori subconnati e 3 inferiori, stami diadelfi – riuniti in racemi ascellari penduli, con brattee membranose caduche; il legume appare compresso, lineare o oblungo, alato sulla sutura ventrale, deiscente e contenente 3-10 semi.
-Robinia pseudacacia L. ROBINIA, ACACIA
P caesp/P scap – Neofita di orig. N-Americ. fra le più invasive in Italia - V-VI – Comunissima.
Albero caducifoglio che può raggiungere l’altezza di 25 m, a tronco eretto spesso biforcato e a corteccia assai solcata e rugosa, grigio-brunastra; ha forti spine alla base delle foglie; il suo apparato radicale è molto esteso e da esso nascono getti in grado di colonizzare, in breve, ampi tratti di terreno; le foglie, alterne, lunghe fino a 30 cm, sono costituite da 11-21 segmenti da ellittici a ovati, verde chiari, a breve peduncolo e margine intero; i fiori, papilionacei e molto profumati, a calice ampiamente campanulato e corolla bianca o rosata, sono riuniti in numero di 15-25 in lunghi racemi penduli; il legume (5-10 cm) è coriaceo, compresso, liscio, di colore bruno-rossastro a maturità e contiene da 4 a 10 semi reniformi e durissimi.
Habitat: incolti, argini di fiumi, scarpate, margini stradali ecc.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & Menicagli 1999: Cantagallo, Vernio; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (da Cascina Vespaio verso Le Barbe), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuove segnalazioni: dal Fabbro verso Migliana (2018), da Usella verso il Santo (2020) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Cenni 1990; Boretti & al. 2006; Foggi & Venturi 2009; Gestri & Lazzei 2021.
- Localizzazioni generiche: Ricceri 1998; Biagioli & al. 1999 (sub Robinia): AMPIL del Monteferrato; 5 oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: comune di Prato.
- Montalbano: Maugini 1946: Bosco di Bonistallo (P. a Caiano); Arrigoni & Menicagli 1999: Carmignano; Arrigoni & Viciani 2001 e Viciani 2001: Fornia (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: piante solitarie, piccoli gruppi o boschetti puri anche su serpentino (per es. sul vers. S Cassapanaca) ecc... (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
P.S.: il giardiniere J. Robin (da cui il nome generico) la introdusse per fini ornamentali nei giardini di Parigi nel 1601; in Italia è stata coltivata nell'orto botanico di Padova poco dopo la metà del XVII° secolo; da allora, favorita anche dai boscaioli per la qualità del legno da ardere e in seguito anche dai produttori di miele, è stata impiantata e si è ampiamente diffusa in tutta l'Italia (ed Europa) con grave danno alla biodiversità vegetale. Si tratta infatti di una delle piante arboree più nefaste per la naturalità di un territorio: è altamente invasiva e dove riesce ad affermarsi e a creare dei boschi puri, essi divengono il cimitero della biodiversità in quanto quasi nessun’altra specie vegetale riesce a svilupparvisi.
-Robinia x ambigua Poiret (R. pseudacacia x viscosa) CASCIA AMBIGUA
P caesp/P scap – Occasionale di origine antropica (cultivar) – VI – Rarissima.
Piccolo albero o arbusto caducifoglio, che somiglia assai a R. pseudoacacia, dalla quale si distingue soprattutto per avere i rami (specialmente i più giovani) vischiosi per la presenza di ghiandole (come nell'altra specie parentale, R. viscosa Ventenat) e la corolla dei fiori da biancastra a rosa intenso; le foglie sono di dimensioni un poco inferiori, lunghe ca. 24 cm, con 6-10 paia di segmenti picciolati di forma ellittica; i grandi fiori sono raggruppati in grappoli penduli. La nostra pianta presenta rami spinosi. Potrebbe trattarsi del cultivar R. x ambigua 'Purple Robe'.
Habitat: è un cultivar essenzialmente coltivato in giardini e parchi.
Distribuzione sul territorio:
- Rilievi sopra Figline di Prato: nuovo ritrovamento: sopra Capraia a W di Villa Biagioli (2023).
Il genere Scorpiurus
conta 4 specie originarie dell'area Euro-mediterranea (tutte presenti in Italia). Si tratta di erbacee annuali, a foglie semplici di forma ellittica e con 3-5 evidenti nervature; le stipole sono libere; i fiori - a corolla papilionacea gialla o violacea, calice a 5 denti uguali fra loro (i due superiori saldati fino alla loro sommità) e stami diadelfi - si presentano solitari o riuniti fino a 4 su peduncoli ascellari; il legume, indeiscente, molto più lungo che largo, appare ricurvo o contorno ± a spirale, con 8 coste longitudinali spinose o tubercolate.
-Scorpiurus muricatus L. ERBA LOMBRICA COMUNE
T scap – Euro-Medit. - IV-V – Abbastanza comune.
Erbacea annuale di 5-40 cm, a fusto eretto-ascendente, ramificato dal basso, tendenzialmente glabra; foglie a lamina spatolata più lunga del picciolo, intera ai margini (1-3 x 4-12 cm) e terminata da un mucrone; stipole sottili ed acuminate, lunghe fino a poco più di 2 cm; fiori papilionacei, a corolla gialla venata di bruno-porpora, calice con tubo di 3-4 mm e denti di 3-5, di forma lineare; questa specie si differenzia dalle altre due presenti nel Pratese per l'infiorescenza generalmente a 2-5 fiori (brevemente pedicellati), con vessillo di 9-13 mm e posti su un peduncolo che alla fruttificazione supera la foglia ascellante; legume del diametro di ca. 2,5-3,5 mm, contorto e coperto da tubercoli di forma conica, a volte bifidi; semi a mezzaluna, lunghi 4,2-4,8 mm.
Habitat: incolti aridi, macchie, garighe.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Usella al Santo (2018) (Cantagallo).
- Calvana: Fiori 1914 (sub S. subvillosus); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub S. subvillosus); Messeri 1936 (sub S. subvillosus L. var. genuinus Rouy et F. s.var. leicocarpus Rouy et F.); Biagioli & al. 2002: negli incolti pedecollinari, all'ex-cava di Gello, nell'area di Villa Baylon (Prato).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
N.B.: la suddivisione delle due specie S. muricatus e subvillosus è stata chiarita (anche se non trova tutti gli Autori concordi) negli ultimi anni, quindi non dovrà stupire se abbiamo inserito sotto questa voce segnalazioni di Fiori e Messeri di S. subvillosus! L'aspetto delle piante che abbiamo incontrato in Calvana e sul Monteferrato corrispondono a S. muricatus secondo la descrizione che si trova attualmente in Pignatti 2017.
-Scorpiurus subvillosus L. ERBA LOMBRICA VILLOSA
T scap – Medit. - IV-V – Abbastanza rara.
Erbacea annuale alta 5-50 cm, molto simile a S. muricatus dal quale si differenzia soprattutto per il vessilo più breve, 5-9 mm, e per il legume contorto, assai villoso, che raramente supera il diametro di 2,5 mm e che è coperto sulle creste esterne di spine lunghe fino a 2,5 cm (come il diametro del frutto); semi lunghi 2,5-3,2 mm. Rispetto a S. vermicolatus ha infiorescenza normalmente con 2-5 fiori e un aspetto diverso del legume (vedi la descrizione della specie successiva).
Habitat: incolti aridi e assolati.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo, Vaiano.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C): alla Paleosa.
-Scorpiurus vermiculatus L. ERBA LOMBRICA UNIFLORA
T scap – S-Medit. - IV – Rarissima.
Erbacea annuale di 5-40 cm, simile alle specie precedenti dalle quali si distingue soprattutto per i fiori isolati (molto raramente 2) su peduncoli che sono sempre inferiori alla foglia corrispondente ed il legume (contorto a spirale e del diametro 5-7 mm) ricoperto fittamente da tubercoli a forma di fungo.
Habitat: incolti, oliveti, pratelli aridi e assolati.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2012a: oliveta da P. alla Malva verso Prato Rosello (Carmignano).
Il genere Securigera
conta 12-13 specie essenzialmente Europeo-mediterranee (3 in Italia). Si tratta di piante erbacee annuali o perenni con foglie imparipennate a molti segmenti e stipolate, i fiori – papilionacei a corolla gialla o rosata, calice bilabiato e stami monodelfi – sono riuniti in capolini ascellari; legume lineare arcuato uncinato in alto o diviso in diversi articoli, ognuno contenente un seme e che si separano a maturità.
-Securigera securidaca (L.) Degen & Dörfl. CORNETTA SECURIDACA
T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Non comune.
Erbacea di 20-60 cm a fusti prostrati o ascendenti; foglie imparipennate, lunghe 5-15 cm, a 5-7 paia di segmenti (5-15 X 15-25 mm) oblunghi troncati o smarginati all'apice; i fiori – calice breve (ca. 1,5 mm), bilabiato con i 2 denti superiori lungamente saldati fra loro, corolla gialla di ca. 1 cm – sono riuniti in capolini in numero di 4-8 su peduncoli robusti, lunghi più o quanto la foglia ascellare; legume compresso, allungato, senza evidente divisione in articoli, un po' ricurvo e con un lungo becco ritorto di 1-3 cm all'apice.
Habitat: margine coltivi, campi, incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: presso il cimitero di Carteano (Prato), S. Leonardo (Vaiano).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: fra P. dell'Orto e Verghereto, P. alla Malva (Carmignano); oss. Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: Prato Rosello (Carmignano).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b ©.
- Pianura: oss. Gestri 2023 Wikiplantbase#Toscana: Castelnuovo a margine strada a S della rotonda di via Roma (2023) (Prato).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: verso Cicignano (2024).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: dalla Collina verso Schignano.
-Securigera varia (L.) Lassen CORNETTA GINESTRINA
H scap – SC-Europ.-SW-Asiat. - V-VII – Relativamente comune.
Erbacea glabra di 30-70 cm, a fusti prostrati o ascendenti, ramoso-diffusi; foglie alterne, imparipennate a 7-12 paia di segmenti (4-8 X 6-11 mm) di forma ellittico-oblunga, smarginati in alto e con breve picciolo in basso (i due inferiori assai prossimi al fusto); stipole libere e lineari; i fiori – papilionacei a corolla bianco-roseo-violacea di ca. 1 cm, calice di 2-3 mm e pedicelli superanti il calice stesso – sono riuniti a ombrella di 10-20 su peduncoli più lunghi (6-9 cm) della foglia ascellante; il legume di 3-6 cm, a sezione ± quadrangolare, un po' sinuoso, diviso in 3-6 articoli, termina in un becco sottile un po' ricurvo.
Habitat: prati, radure, ambienti rupestri o sassosi, incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Coronilla varia L.); Arrigoni & al. 2005 (sub Coronilla varia L.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: presso il Tabernacolo di Gavigno e sentiero CAI 64 (2020), Codilupo, verso Luicciana (2023), Migliana, a W e a S. Ippolito (2024) (Cantagallo); sopra Montepiano verso il Gasperone, da Sassetta verso Gorandaccio, sopra Vernio (2022), sentiero CAI 58 da Montepiano al Gorandaccio (2023), da Cavrazano all'Alpe (2024) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al.1999 (Vecciarini): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: al Poggetto (P. a Caiano).
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Coronilla varia L.): osservata in aree marginali (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C): presso il cimitero di S. Lucia (Prato).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: ciclabile "Binda" verso Iolo (2024) (Prato).
Il genere Spartium
è monospecifico. Rispetto agli altri generi della Famiglia si caratterizza per essere un arbusto inerme, con le foglie semplici ed effimere, il fiore a corolla papilionacea, gialla , a 10 stami monodelfi, e con calice (carattere fondamentale) dorsalmente aperto fino alla base; inoltre il legume è assai eccedente il calice.
-Spartium junceum L. GINESTRA ODOROSA
P caesp – Euro-Medit. - V-VI – Comune.
Arbusto non spinoso, alto da 1 a 3 m; il fusto si presenta eretto o ascendente e assai ramificato: i rami sono cilindrici e verdi; le foglie sono semplici, lineari-oblunghe ed effimere (sono pressoché scomparse alla fioritura); i fiori - papilionacei a corolla giallo-brillante di 2-2,5 cm, con calice glabro di ca. 4 mm diviso superiormente fino alla base e con piccoli denti raggruppati nella parte ventrale – sono assai odorosi e si inseriscono solitari su un peduncolo di 3-6 mm a formare racemi terminali; il legume, lungo 5-8 cm, è appiattito, eretto e un po’ ricurvo, nerastro a maturazione, con 10-18 semi, scuri e lucenti.
Habitat: arbusteti e ai margini di praterie e boscaglie assolate.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (da Case Rio a rio Ceppeta), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuovi ritrovamenti: da Fabbro a Migliana (2022), sotto Codilupo (2023) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914; Biagioli & Gestri 1992; Arrigoni & Bartolini 1997; Foggi & Venturi 2009; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: Bifolchi (Prato).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 e Biagioli & al. 1999 (sub Ginestra odorosa): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Tozzi 1702 (sub Ginestra); Fiori 1914; Messeri 1936; Arrigoni & al. 1983; Ricceri 1993; Biagioli & al. 2002: è l'arbusto più comune del Monteferrato... (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Biagioli & Gestri 1992: M. Le Coste; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
Il genere Sulla
conta ca. 7 specie di origine mediterranea (3 in Italia). Si tratta di piante erbacee, annuali o perenni, molto simili a quelle del genere Hedysarum dal quale sono ritenute attualmente distinte (senza l'accordo di tutti gli Autori); se ne differenziano essenzialmente per avere i legumi spinulosi sulle facce e sui margini. Hanno foglie stipolate, imparipennate a più segmenti e prive di cirri; i fiori – calice a 5 denti pressochè uguali e con tubo lungo ca. quanto il proprio diametro, corolla papilionacea a diversa colorazione, stami diadelfi – sono riuniti in racemi ascellari pluriflori; legume, oltre che spinuloso, appare diviso in articoli.
-Sulla coronaria (L.) Medik. SULLA COMUNE
H scap – W-Medit. (da noi spesso coltivata e inselvatichita) - IV-V – Relativamente comune, localizzata.
Erbacea perenne, prostrata-ascendente, alta da 30 a 100 cm, con foglie imparipennate di 4-10 cm, a 5-13 segmenti ellittico-obovati, ottusi o smarginati in alto, setolosi sulla faccia inferiore; i fiori (15-20 mm), papilionacei e a corolla da rosso chiaro a porpora intenso, sono riuniti in racemi ascellari multiflori di forma ovata, su peduncoli di 5-10 cm; il legume è appiattito, discoidale, glabro e cortamente spinuloso al margine e sulle facce, costituito da 1-4 articoli.
Habitat: campi, prati, incolti soprattutto su terreno pesante e argilloso.
Distribuzione sul territorio:
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Sulla comune): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Hedysarum coronarium L.): all'ex-cava delle Volpaie su terra di riporto (Montemurlo).
Il genere Trifolium
conta ca. 290 specie a diffusione Eurasiatica, Americana ed Africana (regione boreale temperata e montuosa tropicale); la zona mediterranea è uno dei centri di maggiore biodiversità di questo genere (in Italia si contano ca. 120 entità fra specie e sottospecie!). Si tratta di piante erbacee annuali, bienni o perenni, non molto elevate in altezza (normalmente sotto i 30 cm) che, come sottolinea il nome, hanno foglie trifogliate (assai raramente digitate a 5-8 foglioline), con segmenti a margine intero o dentellato e stipole ± saldate al picciolo; i fiori - porporini, gialli o bianchi, hanno calice tubuloso o a campana con 5 denti uguali o diversi e corolla spesso precocemente marcescente e a petali saldati fra loro e al tubo staminale, stami diadelfi (filamenti concresciuti in due fasci) - sono riuniti in capolini o in brevi spighe (raramente solitari); il legume è spesso piccolo e contenuto nel calice, per lo più indeiscente e con pochi semi [1-4(-10)].
N.B.: nel nostro territorio, come in molti altri almeno in Italia, Trifolium è il genere più ricco in specie!
P.S.: i trifogli sono erbe ottime foraggere.
?-Trifolium alexandrinum L. TRIFOGLIO D'ALESSANDRIA
T scap – E-Medit. (spesso coltivato ed inselvatichito) – IV-VI – Rarissimo o assente.
Erbacea a steli eretti e ramificati, con sparsi peli appressati; foglie ciliate a segmenti oblunghi-lanceolati (15-25 x 5-10 mm), con le due superiori del fusto subopposte; le parti libere delle stipole si presentano di aspetto lesiniforme; i fiori – a calice peloso con denti disuguali, subspinosi alla fruttificazione, l'inferiore è lungo ca. quanto il tubo ed è trinervato almeno alla base, gli altri più brevi e mononervati, presenta fauce aperta priva di calli, con un solo anello di brevi peli; la corolla di 8-10 mm è lunga circa il doppio del calice ed ha colorazione bianco-giallastra – sono riuniti in un capolino ovato di 15-25 mm, su peduncolo lungo fino a 3 cm; il legume a maturità sporge appena dalla fauce bilabiata del calice.
Habitat: incolti, campi (a volte coltivato come erba foraggera).
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: campo presso il torrente Furba (Carmignano).
?-Trifolium alpestre L. TRIFOGLIO ALPESTRE
H scap – Europ.-Caucas. - V-VIII – Molto raro.
Erbacea a fusto eretto o ascendente, legnoso in basso e ramificato, alta 10-40 cm; foglie alterne lungamente picciolate (2-3 cm) con stipole pubescenti, saldate fino ad oltre la metà, lesiniformi in alto e i segmenti fogliari ellittici (5-7 x 24-35 mm a volte più grandi), dentellati e acuti all'apice; fiori – calice a tubo peloso e con 20 nervi, il dente superiore lungo fino a 5 mm e gli altri fino a 2, tutti a lunghe ciglia; corolla roseo-porporino-violacea – sono riuniti in un unico capolino terminale (raramente 2) del diametro di ca. 2 cm; legume ad un solo seme.
Habitat: radure boschive, incolti oltre i 600 m di altitudine e fino a 2000.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
N.B.: la sua presenza in Toscana è incerta o “assolutamente rara” come afferma lo stesso Arrigoni 2018!
-Trifolium angustifolium L. subsp. angustifolium TRIFOGLIO A FOGLIE STRETTE
T scap – Euro-Medit. - IV-VII – Comune.
Erbacea annuale a fusto eretto e ramificato, alta 10-50 cm, con pelosità a peli appressati; si caratterizza per le foglie tutte alterne a segmenti interi, lineari o lanceolati, stretti e acuti (2-4 X 20-80 mm), con stipole ± lungamente adnate, lanceolato-lesiniformi, e picciolo eretto-patente; i fiori - peduncolati, piccoli, a corolla lunga ca. 8-15 mm, rosea e ± eguagliante il calice, che si presenta a 10 nervi, peloso-setoloso, con denti ciliati, lineari, ineguali (l'inferiore lungo 5-8,5 mm e i superiori 3,5-7) a punta giallastra e glabra; all’incirca tutti i fiori si aprono nello stesso momento a formare capolini solitari allungati e terminali, di 2-8 cm, con peduncolo di 1-5; il piccolo legume rimane incluso nel calice e contiene 1 solo seme.
Habitat: incolti, zone marginali, radure, prati assolati e aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: dal Gorandaccio a Montepiano (2023), sopra la Rocca di Vernio (2024) (Vernio); strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2018), sotto Codilupo (2023), strada per Gavigno (2024) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub T. a. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub T. a. L. s.l.).
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub T. a. L. s.l.); Gestri 2009 (sub T. a. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub T. a. L. var. typicum Fiori); Biagioli & al. 2002 (sub T. a. L. s.l.): rari individui alla Gretaia e alle ex-cave Guarino e di Gello … (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: da Fornacette alla Fattoria di Javello (comune) (2023).
-Trifolium arvense L. subsp. arvense TRIFOGLIO ARVENSE
T scap – Paleotemp. - IV-VI – Abbastanza comune.
Erbacea annua o bienne, gracile, eretta o diffusa, per lo più pubescente (a peli appressati), alta 5-40 cm e che si caratterizza per: le foglie (le superiori subsessili, le altre brevemente picciolate) a segmenti stretti (2-3 X 14-19 mm), con stipole sottili nella parte superiore; i fiori - a calice con denti di 3-4 mm, piumosi, sottili e più lunghi del tubo (2 mm e con 10 nervi) e a corolla di 2-4 mm, più breve dei denti del calice, biancastra o roseo-violacea - sono riuniti in capolini ovoidi o oblunghi (1-2 cm), peduncolati e vellutato-setolosi; il legume, incluso nel calice, indeiscente a un solo seme globoso.
Habitat: campi, incolti, soprattutto su substrato siliceo.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub T. a. L. s.l.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub T. a. L. s.l.): Limentra orientale; Venturi 2006 (sub T. a. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sotto Codilupo (2023) (Cantagallo); sopra il P. della Crocetta (2017), a w della Dogana (2019), sentiero 58 Cai da Gorandaccio a P. Mezzana (2020) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub T. a. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub T. a. L. s.l.).
- Calvana: Gestri 2009 (sub T. a. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub T. a. L. s.l.): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021 (sub T. a. L. s.l.): cassa di espansione dell'Ombrone.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. a. L. s.l.): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub T. a. s.l.); Messeri 1936 (sub T. a. L. var. typicum Bech. f. agrestinum Rouy et F.); Biagioli & al. 2002 (sub T. a. L. s.l.): frequente nei luoghi aridi e sassosi, anche su serpentino... (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
-Trifolium bocconei Savi TRIFOGLIO DI BOCCONE (esploratore della flora mediterranea del XVII° sec.)
T scap – Medit. - IV-VII – Rarissimo.
Erbacea irsuta a fusto eretto o ascendente e poco ramificato, alta 3-20 cm; foglie a segmenti (quelli delle superiori lunghi 7-23 mm) obcuneati, dentellati in alto, a venature secondarie quasi dritte, glabri sulla faccia superiore e glabri o a sparsi peli su quella inferiore; stipole lanceolate fuse al picciolo in basso e bruscamente assottigliate in alto; fiori - senza bratteole alla base, con corolla (4-5 mm), rosata, lunga ca. come il calice, che si presenta a 10 nervi, con tubo pubescente, maggiore dei denti e che alla fruttificazione appare non rigonfio, ma cilindrico e con denti eretto-conniventi – si riuniscono numerosi in capolini sessili, cilindrici, ovoidi o a cono, di 1-1,5 cm, specialmente i superiori spessissimo gemini ed ineguali; il legume è piccolo e contiene 1-2 semi.
Habitat: incolti aridi soprattutto su substrato siliceo.
Distribuzione sul territorio:
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946.
- Montalbano: Baroni 1897-1908: fra Montelupo e Verghereto (?), S. Piero a Verghereto (Somm.herb.); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano (assai raro).
-Trifolium campestre Schreb. TRIFOGLIO CAMPESTRE
T scap – W-Paleotemp. - IV-VIII – Comunissimo.
Erbacea alta 5-30(-50) cm a fusti semplici o ramificati dal basso (ogni ramo con 1-2 capolini subsferici che superano le foglie corrispondenti); foglie tutte alterne con segmenti obovati e dentellati [il centrale brevemente, ma evidentemente picciolato (1-2 mm)] e stipole allargate in basso a mo' di orecchietta; i fiori - a calice con tubo a 5 nervi, denti diversi e più lunghi del tubo stesso, corolla giallo-oro (diventa brunastra a maturità) con vessillo striato e ripiegato verso il basso solo all'apice, di 3-6 mm e persistente nel frutto – sono riuniti numerosi (20-30) in densi capolini ascellari di forma subglobosa (ca. 15 mm); frutto incluso nel calice, con stilo persistente lungo ca. ¼ del frutto stesso e contenente 1 solo seme.
Habitat: incolti, radure, margini prativi aperti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Montecuccoli (2019) (Vernio); da Fabbro verso Migliana (2020), da Usella verso il Santo (2022) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936 [sub T.c. Schreb. var. genuinum Rouy et F. e sub T. c. Schreb. var. pseudoprocumbens Asch. et Gr. (herb. Levier!), quest'ultimo da lei non ritrovato]; Biagioli & al. 2002: più frequente nelle aree pedecollinari, ma anche sulle serpentine … (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S/C).
-Trifolium cherleri L. TRIFOGLIO DI CHERLER (naturalista svizzero, 1570-1610)
T scap – Euro-Medit. - III-V – Raro.
Erbacea a fusto irsuto, ± prostrato, alta 5-20 cm; foglie alterne, picciolate, a segmenti da obovati a oblanceolati, dentellati in alto e ad apice ottuso o smarginato; i fiori - senza bratteola alla base e sessili, a corolla biancastra, di 10-15 mm, più breve o ca. uguale ai denti calicini; calice con tubo a 20 nervi, fauce chiusa da un anello di peli (alla fruttificazione i denti calicini pelosi si fanno eretti) – formano capolini multiflori, sessili, più larghi che lunghi (ovati), avvolti, come fossero brattee, dalle stipole subrotonde delle foglie superiori (a maturità il capolino si distacca in blocco con queste stesse stipole), le stipole delle foglie mediane invece si presentano ovate ed acute all'apice; legume ovato ad 1-2 semi.
Habitat: incolti aridi, su terreni acidi e sabbiosi.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Sandri & Fantozzi 1895: luoghi arnosi asciutti sotto Pietramarina; Baroni 1897-1908: M. Albano sotto Pietramarina (Sandr. e Fant.); Gestri & Peruzzi 2013a: Fornia, Prato Rosello (Carmignano).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C): Spazzavento vers. S, rarissimo.
-Trifolium dubium Sibth. TRIFOGLIO DUBBIO
T scap – Europ.-Caucas. -V-IX – Non comune.
Erbacea annuale, glabra o pelosa, a fusto esile e un po' a zig-zag, alta 5-40 cm, che si caratterizza per: le foglie tutte alterne e provviste di picciolo, a segmenti (4-6 X 8-10 mm) obovati, dentellati in alto e tutti provvisti di breve picciolo; i fiori - corolla gialla lunga 2,5-3,5 mm, con vessillo piegato longitudinalmente e a nervature poco evidenti, quasi liscio - riuniti in capolini (6-9 mm di diametro) poveri (2-20 fiori con pedicello sottile, rigido ed eretto); legume inferiore alla corolla.
Habitat: incolti e prati fresco-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Terrabianca (2018), Roncomannaio, strada bianca per le Cascate del Carigiola (2019), dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo); Alpe di Cavarzano (2018), sentiero per la Rocca di Vernio (2023) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: Caciaio e Fattoria.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: nei poderi Baylon e Pianali, all'ex-cave di Figline, anche a margine di ambienti umidi su terra di riporto (Prato, Montemurlo).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Cavallaie (2022).
-Trifolium echinatum L. TRIFOGLIO ECHINATO
T scap – Turan-SE-Europ. - V-VII – Relativamente comune.
Erbacea annuale, a fusti semplici, prostrati o ascendenti, alta 10-60 cm, che si caratterizza per: le foglie a segmenti obovati o lanceolati, denticolati al margine e le due superiori subopposte; i fiori riuniti in capolini terminali, ovati o globosi di 8-15 mm di diametro e con peduncolo ± breve; il calice è dotato di 5 denti di cui l’inferiore è più lungo del tubo (a 10 nervi) e gli altri ± uguali; al momento della fruttificazione il calice presenta una sottile fessura delimitata da un callo; la corolla (~ 1 cm) è rosea o color crema e lunga il doppio del calice; il legume incluso nel calice.
Habitat: incolti, radure preferenzialmente su substrato non calcareo.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936 [citato (herb. Levier!), ma da Lei non ritrovato]; Biagioli & al. 2002: ambienti erbosi umidi (Pianali, Gretaia) (Prato, Montemurlo).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: presso cimitero Chiesa Nuova (2022) (Prato).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: da Fornacette alla Fattoria di Javello (2019).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: da Schignano a Migliana (2022), verso Grisciavola (2024).
-Trifolium fragiferum L. subsp. fragiferum TRIFOGLIO A FRAGOLA
H rept – Paleotemp. - IV-VII - Non molto comune.
Erbacea pubescente di 10-40 cm, a fusti prostrati e radicanti; foglie a segmenti di 5-14 X 10-20 mm, ovati, dentellati e assai nervati, con picciolo di 5-15 cm; stipole lanceolate acuminate e scariose; i fiori di ca. 6 mm - gli inferiori si presentano con grandi brattee fogliacee lanceolate, disposte intorno alla loro base a formare come un involucro lungo ca. come il calice, le bratteole dei fiori superiori invece sono ridotte e membranacee; il calice ha 2 labbra e 10 nervi, rigonfio a vescica membranosa e venata a rete alla fruttificazione; la corolla è rosea, lunga il doppio del calice – sono riuniti in capolini subglobosi (nel frutto spesso un po' allungati fino a 3 cm), vellutati, posti all'ascella fogliare, e peduncoli lunghi fino a 2 cm; il legume, a 1-2 semi, è privo di becco ed incluso. Questa specie somiglia ad altri due trifogli a calice rigonfio alla fruttificazione (T. tomentosum e resupinatum), dai quali si distingue, oltre ad essere pianta perenne a fusti radicanti alla base e per l'aspetto delle bratteole inferiori lunghe come il calice (capolino involucrato), per i peduncoli ed i piccioli pelosi.
Habitat: incolti, prati, radure fresco-umide.
Distribuzione sul territorio:
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub T. f. L. s.l.); Gestri 2022 (sub T. f. L. s.l.): Piante vascolari in “Conosci la Città” sul sito del Comune di Poggio a Caiano.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. f. L. s.l.): P. a Caiano; nuovi ritrovamenti: oliveta a margine strada che sale a Carmignano dal Parco Martini (2024) (Carmignano).
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub T. f. L. s.l.): nelle cave abbandonate, ai bordi delle strade bianche.
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: da Fornacette alla Fattoria di Javello (2024).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: ciclabile Iolo, giardini presso via Ciliani (2023) (Prato). Carmignano
-Trifolium glomeratum L. TRIFOGLIO GLOMERATO
T scap – Euro-Medit. - IV-VI - Relativamente comune.
Erbacea annuale, glabrescente, alta da 10 a 35 cm, con fusti numerosi, prostrati o ascendenti, e che si caratterizza per: le foglie stipolate, a segmenti di 0,5-1 cm, ovati o obcordati, troncati o ottusi all'apice e a margine dentellato-mucronulato; i peduncoli di quelle superiori risultano più brevi degli internodo fino a quasi mancare; i fiori, sessili e bratteati - con calice a 10 nervi e non rigonfio alla fruttificazione, venature evidenti e a denti (1-1,7 mm) subuguali fra loro, patenti e inferiori al tubo; la corolla (4.3-8 mm) rosea e poco più lunga del calice – sono riuniti in capolini densi, globosi (ca. 1 cm di diam.), subsessili, ascellari o terminali; legume piccolo, con breve mucrone e contenente 1-2 semi.
Habitat: prati, incolti soprattutto su substrato acido.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: verso Gricigliana (2024) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Baroni 1897-1908: S. Piero a Verghereto (Somm. herb.); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Baroni 1897-1908: M. Ferrato a Prato (Gemmi in Gib. E Belli IV); Fiori 1914 (citato, ma da Lui non ritrovato); Biagioli & al. 2002: relativamente frequente negli incolti pedecollinari... (Prato. Montemurlo).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C).
ex-Trifolium hirtum All. TRIFOGLIO IRTO
T scap – Euro-Medit. - V-VI – Verosimilmente scomparso dal nostro territorio.
Erbacea annua, irsuta, a fusto eretto e ramificazioni patenti, alta 20-50 cm; foglie a segmenti obovati, lunghi 8-16 mm, dentellati, ad apice ottuso o smarginato e a nervature evidenti; stipole dell'involucro ovate ed acuminate in alto, le mediane si attenuano in una parte libera assai sottile e superiore ai 7 mm; i fiori – a corolla di 12-15 mm, porporina, più lunga dei denti del calice, che si presenta obconico, peloso e con denti sottili e ciliati, simili fra loro ed eretti, più lunghi (3-8 mm) fino al doppio del tubo (a 20-30 nervi) – si riuniscono in un capolino solitario, subgloboso di 1-2 cm, terminale, sessile e racchiuso in basso dalle stipole delle 2 foglie superiori, allargate e a punta acuminata; legume incluso nel calice e sessile.
Habitat: incolti erbosi, olivete e margini di coltivi, su substrato acido.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Caruel 1860: Micheli "… copiosissimo, poi, in un podere della cura di S. Piero a Verghereto, detto il podere del Pozzo" (Cat. ms. agr. Flor.) (Carmignano); Sommier 1898: S. Piero a Verghereto nel podere detto del Pozzo; Sommier 1900: loc. Etruria - Prov. di Firenze: San Piero a Verghereto di Carmignano, in cultis prope ecclesiam et in podere del Pozzo dicto, alt. 300 m. — 9 Jun. 1912. (Carmignano); Baroni 1897-1908: "abbondante presso S. Piero a Verghereto dal Sig. Sommier (XXII e herb.) nella precisa località indicata dal Micheli” (Carmignano); non ritrovato, nonostante ricerche specifiche, da Gestri & Peruzzi 2013a.
-Trifolium hybridum L. s.l.
Erbacea perenne di 10-20 cm, a foglie con segmenti a 20-40 paia di nervature, quasi tanto larghi che lunghi (8-15 X 15-22 mm) con il centrale sessile; stipole in alto lungamente filiformi; fiori – a corolla bianco-roseo-porporina che persiste nel frutto in aspetto cartilagineo, calice a 5 nervi – riuniti in capolini solitari su lungo peduncolo nudo.
Habitat: prati, margini coltivi, incolti erbosi, radure.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2005.
- - T. h. L. subsp. elegans (Savi) Ascherson et Graebner TRIFOGLIO ELEGANTE
H caesp – S-Europ. - V-VIII – Abbastanza comune.
Caratteri distintivi di questa sottospecie: fusto non fistoloso, ramoso, prostrato-ascendente; i segmenti fogliari presentano 40 venature per lato; i fiori hanno una corolla lunga ca. 5 mm e formano capolini del diametro di 1,6-2 cm.
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2018), dagli Acquiputoli al Faggione (2019), versante W del M. Bucciana (2023), M. Scalette (2024) (Cantagallo); Montepiano (2018), sentiero 58 Cai da Gorandaccio a P. Mezzana (2021), dal Gorandaccio a Montepiano (2020), Fonte del Romito, Alpe Cavarzano (2021) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Rio Alesse, Colle (Cantagallo).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Rilievi di Montemurlo: strada bianca da Fornacette alla Fattoria di Javello (2023)
- - T. h. L. subsp. hybridum TRIFOGLIO IBRIDO
H caesp – Medit.-Atlant. - V-VIII – Relativamente raro.
Caratteri distintivi di questa sottospecie: fusto fistoloso, poco ramificato ed eretto-ascendente; i segmenti fogliari presentano 20 venature per lato; i fiori hanno una corolla lunga 7-8 mm e formano capolini del diametro di 2-2,5 cm.
NB: è specie anche coltivata ed a volte inselvatichita.
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub T. h. L.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sentiero CAI 16 vers. S.Ippolito (2019) (Cantagallo).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: argine cassa espansione Ombrone (Prato).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Podere dell'Orto su terreno cacareo (Carmignano).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
-Trifolium incarnatum L. s.l.
Erbacea pubescente a peli appressati, fusto semplice, eretto e robusto, alta 15-50 cm; foglie tutte alterne, con picciolo di 2-4 cm, segmenti (lunghi fino a 25 mm) obovati-obcordati, denticolati in alto, con stipole grandi, ovato-lanceolate e con la parte libera subulata breve; i fiori – corolla rossa o bianco-rosea, oltrepassante il calice, il quale si presenta peloso, a fauce aperta, con denti eretti, sottili e ca. uguali, più lunghi del tubo (a 10 nervi, oblungo alla fruttificazione) – si riuniscono in un denso capolino terminale, da conico-oblungo a cilindrico (ovvero più lungo che largo) e solitario a lungo peduncolo.
Distribuzione sul territorio:
Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale.
Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; non ritrovato da Gestri & Lazzeri 2021.
- - T. i. L. subsp. incarnatum TRIFOGLIO INCARNATO
T sca/H bienn – Archeofita naturalizzata di orig. S-Europ. - IV-VI - Non molto comune e localizzata.
Caratteri distintivi di questa sottospecie: fusto tendenzialmente eretto, segmenti delle foglie lunghi fino a 2 cm, fiori a calice con tubo lungo circa come i denti e corolla di ca. 9 mm, rosso-porporina ad inizio fioritura, lunga circa come il calice o poco meno.
Habitat: incolti, prati e campi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: dall'Alpe di Cavarzano alla Scoperta (2015), presso Le Soda, sopra Luciana verso Cavarzano (2016), sopra il Gorandaccio di Vernio (2022), da Montepiano al Gasperone e verso S. Giuseppe (2024) (Vernio); strada verso Gavigno (assai comune) (2017), Terrabianca (2018), sopra il Fabbro verso Migliana (2020) (Cantagallo).
- - T. i. L. subsp. molinerii (Hornrm.) Ces. TRIFOGLIO DI MOLINERI (giardiniere ed esperto conoscitore della flora piemontese, vissuto nel XVIII° sec.)
T scap/H bienn – Euro-Medit. - IV-VI – Abbastanza comune.
Caratteri distintivi di questa sottospecie: fusto prostrato e spesso ramificato in basso, segmenti delle foglie lunghi fino a ca. 1 cm, spesso di meno, fiori a calice con tubo lungo circa il doppio dei denti e corolla di ca. 13 mm, bianco-giallastra o rosea a inizio fioritura (poi vira al rosso), molto più lunga del calice.
Habitat: incolti, prati, campi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2019), a N Passo della Crocetta (2021) (Vernio); sopra il Castello di Luicciana (2018), da Usella verso il Santo, dal Fabbro a Migliana (2020), Fossato sotto il paese (2022) (Cantagallo).
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Sommier 1898 (sub T. i. L. subvar. stramineum Gib.e Belli): S. Piero a Verghereto sopra Carmignano; Baroni 1897-1908 (sub T. i. L. subvar. stramineum Gib.e Belli): S. Piero a Verghereto (Somm. XXII e herb.) (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub T. i. L. s.l.): osservata intorno a Villa Ciabatti e nell'ex-cava di Pian di Gello; nuovi ritrovamenti: presso Pian di Gello con conferma della sottospecie (2022).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
-Trifolium lappaceum L. TRIFOGLIO LAPPACEO
T scap – Euro-Medit. - IV-V – Poco comune.
Erbacea poco pubescente, a fusti ascendenti, alta 5-30 cm; foglie a segmenti (3-5 X 5-8 mm) obovati, ottusi o smarginati e dentellati in alto, le superiori si presentano subopposte e sessili; stipole a parte libera acuminata e breve; i fiori - senza brattea alla base e sessili, con corolla di 4,5-8,5 mm, roseo-biancastra e lunga come o poco meno del calice, che ha fauce chiusa da un anello di peli, tubo glabro a 20 nervi e denti (3-6 mm) ca. uguali fra loro, sottili, ciliati e superiori al tubo - sono riuniti in capolini solitari terminali, ovati (ca. 1,5 cm di diametro) con peduncolo spessissimo di lunghezza uguale o maggiore del capolino corrispondente; legume ovato con 1 solo seme.
Habitat: incolti, radure, margini prativi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009: Prato, Vaiano; Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Messeri 1936 lo cita in herb. Levier (FI), ma da Lei non ritrovato
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: da Fornacette alla Fatt. di Javello (2023).
-Trifolium ligusticum Loisel. TRIFOGLIO LIGURE
T scap – Medit. - IV-VI – Abbastanza raro.
Erbacea annuale, con sparsi peli patenti, a fusto ascendente o diffuso, gracile, lungo 10-50 cm; le foglie si presentano dotate di picciolo, tutte alterne, con le superiori ravvicinate, i segmenti sono largamente obovati (generalmente larghi ca. metà della lunghezza) e denticolati; stipole ovate ad apice sottile; i fiori piccoli - calice (7 mm) a 10 nervature, peloso, calloso alla fauce, con denti sottili, ca. uguali, in alto divergenti e più lunghi del tubo; corolla (3 mm) rosea e superata dai denti calicini - sono riuniti in capolini piccoli e allungati (ovoidi o oblunghi), peduncolati quegli ascellari e subsessili i terminali; legume ad 1 seme.
Habitat: incolti, radure soprattutto su substrato acido.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Castello di Luicciana (2018) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (S/C).
-Trifolium medium L. subsp. medium TRIFOGLIO MEDIO
G rhiz – W-Eurasiat. - V-VIII – Non comune e localizzata.
Erbacea perenne, poco pelosa, rizomatosa, a fusto eretto-ascendente, flessuoso, con ramificazioni ± patenti, alta 20-40 cm; foglie (le superiori subopposte) picciolate a segmenti poco o niente dentatellati e di forma ellittico-allungata (molte volte più lunga che larga: 20-60 x (5-)9-30 mm); stipole a parte libera lanceolato-acuminata; fiori di 15-20 mm, privi di brattea basale, sessili, a corolla porporina, calice con tubo glabro (carattere distintivo più evidente per distinguerlo da T. pratense!), a 10 nervi e fauce tappata da un anello di peli, denti ciliati sottili ed ineguali; il capolino, ± globoso, appare solitario, terminale, sessile o brevemente peduncolato; legume longitudinalmente deiscente.
Habitat: soprattutto oltre i 600 m di altitudine, in prati, radure e margini boschivi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub T. m. L. s.l.) e Arrigoni & al.2005 (sub T. m. L. s.l.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub T. m. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montepiano a Sasseta (2019), da Sassetta al Gorandaccio, Alpe di Cavrazano e dall'Alpe alla Scoperta (2023), Gasperone (2024) (Vernio); da Migliana alle Cavallaie (2023) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; ma non ritrovato da Gestri & Peruzzi 2013a, né da Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Baroni 1897-1908 (sub T. flexuosum Jacq.): S.Piero a Verghereto (Somm.herb.); Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. m. L. s.l.): Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub T. m. L. s.l.): sentieri boschivi e margine di coltivi … (Prato. Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S):
-Trifolium micranthum Viv. TRIFOGLIO A PICCOLI FIORI
T scap – Paleotemp. -V-IX – Non molto comune.
Erbacea annuale assai gracile, glabra e prostrato-diffusa, alta 5-25 cm; si caratterizza per: le foglie, tutte alterne, a segmenti di forma obvata e denticolati, i 2 laterali brevemente picciolati e il superiore subsessile; stipole allungate-acute, saldate fino a metà e con parte libera superante il picciolo; i fiori – calice a 5 nervi, denti diversi fra loro, l’inferiore più lungo del tubo, e corolla giallo pallida e poi biancastra, persistente alla fruttificazione – riuniti in capolini di 2-6, laterali al fusto, a pedicelli (1 mm come il tubo calicino) sottili, piccoli, lassi e più lunghi della foglia ascellante.
Habitat: prati, margini di coltivi, campi fresco-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub T. filiforme L.): Montepiano (Somm. herb!); nuovi ritrovamenti: CAI 20 sopra LE SODA (2021) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946, ma non ritrovato da Gestri & Peruzzi 2013a, né da Gestri & Lazzeri 2021.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub T. filiforme L.), non ritrovato da Gestri & Lazzeri 2021.
-Trifolium nigrescens Viv. subsp. nigrescens TRIFOGLIO ANNERENTE
T scap – Euro-Medit. - III-VI – Comunissimo.
Erbacea annuale, glabra, a fusto pieno, eretto o prostrato-ascendente, alta 5-40 cm e caratterizzato da: foglie a segmenti (7-15 mm) obovati (quasi lunghi quanto larghi), dentellati e a volte maculati di nero; stipole scariose, bruscamente acuminate; fiori, con alla base un piccola brattea - a corolla (6-9 mm) bianca o bianco-rosata, con pedicelli lunghi come il tubo calicino (7-10 mm), a maturità riflessi in basso; calice a 10 nervi, glabro, di 2-3 mm e a denti ineguali, lunghi ca. altrettanto - riuniti in capolini ascellari, lungamente peduncolati e globosi, di 1-2 cm di diametro; legume saliente e crenulato nel bordo inferiore.
Habitat: radure, prati e luoghi erbosi fresco-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub T. n. Viv. s.l.) e Arrigoni & al. 2005 (sub T. n. Viv. s.l.) (a Le Cave accanto al Lab. Ed. amb.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuovi ritrovamenti: Terrabianca (2021) (Cantagallo) e in molte altre località del comune di Vernio e Cantagallo.
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021 (sub T. n. Viv. s.l.).
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016 (sub T. n. Viv. s.l.): Vaiano.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub T. n. Viv. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub T. n. Viv. s.l.).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. n. Viv. s.l.): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub T. n. s.l.); Messeri 1936 (sub T. n. Viv. s.l.): Biagioli & al. 2002 (sub T. n. Viv. s.l.): incolti, zone pedecollinari (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: sopra la Briglia (2024).
-Trifolium ochroleucon Huds. TRIFPGLIO BIANCO-GIALLO
H caesp – Euro-Medit.-Pont. - V-VI – Comune.
Erbacea perenne, pubescente, con fusto ascendente, alta 10-50 cm e che si caratterizza per: le foglie (le due superiori subopposte) a foglioline intere, obovate o oblunghe di 1,5-3,5 cm di lunghezza, pelose, con stipole lanceolate ad apice acuminato; i fiori – senza brattee alla base, a calice con tubo di ca. 5 mm, a 10 nervi, denti ineguali (l’inferiore più lungo del tubo) e con alla fauce due callosità laterali; corolla bianco-giallastra, lunga (15-20 mm) il doppio del calice - riuniti in capolini (20-40 mm) terminali, subsessili o a breve peduncolo, prima globosi e poi un po' allungati.
Habitat: radure, prati, incolti erbosi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuovi ritrovamenti: dall'Alpe a Cavarzano, crinale sopra l'Alpe (2018), altarini a W di Vernio (2019), da Sassetta al Gorandaccio (2022), CAI 58 dal Gorandaccio a Montepiano (2023) (Vernio); dal Faggione agli Acquiputoli (2019), a Migliana, da Migliana alle Cavallaie (2021), presso il Tabernacolo di Gavigno, Roncomannaio e strada per Gavigno in basso (2022) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Caruel 1860-64: al M. Ferrato di Prato!; Baroni 1897-1908: M. Ferrato di Prato (Somm. herb! e in Gib. et Belli III); Fiori 1914: citata per il Monteferrato (da Lui non ritrovata); Messeri 1936: cita inoltre T. o. Huds. var. roseum Guss. dell'herb. Levier da lei non ritrovato; Biagioli & al. 2002: … crinale di M. Mezzano e M. Chiesino … (Prato e Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: via di Guzzano a S della F. di Javello (2022); alle Cavallaie (2023).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: Schignano (2023).
-Trifolium pallidum Waldst.et Kit. TRIFOGLIO PALLIDO
T scap/H bienn – Euro-Medit. - IV-VII – Raro.
Erbacea annuale, pubescente, a fusti ascendenti o diffusi, alta 10-40 cm; foglie lungamente picciolate, con densi peli patenti, a segmenti ovati di 8-12 X 10-20 mm; stipole ovate con parte libera brevemente ristretta in una resta; i fiori - senza brattea alla base, corolla di 10-12 mm, da biancastra a roseo-giallastra, lunga ca. il doppio del calice; quest'ultimo si presenta con il tubo a 10 nervi, a fauce aperta alla fruttificazione, denti triangolari, ciliati, più lunghi del tubo fino a 2 volte e con base dilatata a 5 nervature - sono riuniti numerosi in capolini (15-25 mm) solitari, subglobosi (larghi ca. come lunghi), sessili e solo terminali.
Habitat: incolti, prati, radure soprattutto su substrato acido.
Distribuzione sul territorio:
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub T. p. Waldst.et Kit. var. flaveascens Rouy et F.: in herb. Levier!, ma non ritrovato da Lei; nuovi ritrovamenti: Poggio Cassapanca (2023).
- Pianura: Caruel 1860-64: P. a Caiano (Cal!).
ex-Trifolium patens Schreb. TRIFOGLIO PATENTE
T rept – S-Europ. - VI-VII – Rarissimo o scomparso dal nostro territorio.
Erbacea gracile, con fusti diffusi o eretti di 20-50 cm; foglie tutte alterne, a segmenti obovati, allungati fino a 18 mm, ottusi e dentellati in alto (quello centrale per lo più picciolato), con stipole alla base allargate in forma di orecchiette; i fiori - con calice glabro, di 1,6-3 mm e a tubo a 5 nervi, denti superiori 0,5-1 mm e gli inferiori 1-2 mm; corolla di 5-7 mm, gialla (virante all'arancio a fine fioritura), persistente alla fruttificazione in aspetto cartilagineo - formano capolini (9-12 mm) da subsferici inizialmente a subcilindrici a maturità, laterali al fusto e con pochi fiori (10-15), a peduncolo del superiore generalmente più lungo fino a 1 volta e mezzo la foglia ascellante; legume con stilo persistente e lungo più di 0,8 mm e ca. come il frutto stesso.
Habitat: prati e campi umidi.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (presso le risaie sperimentali di allora, adesso scomparse!); non ritrovato da Gestri & Lazzeri 2021.
- Pianura: Caruel 1860-64: P. a Caiano (Mich.)
-Trifolium pratense L. subsp. pratense TRIFOGLIO ROSSO
H scap – Eurosib. - I-XII – Comunissimo.
Erbacea perenne, con rizoma verticale e un po' lignificato e fusto non fistoloso, eretto o ascendente, alta 10-50(-100); si caratterizza per: le foglie (le superiori subopposte e subsessili, le altre lungamente picciolate) a segmenti ovali o ellittici, non o poco dentellate; stipole lanceolate di 15-22 mm e brevemente aristate; i fiori - calice con 10 nervi, peloso, a fauce con anello calloso e a denti sottili, ciliati, di cui l’inferiore maggiore del tubo; corolla (12-12 mm) rosso-violacea a volte biancastra e persistente alla fruttificazione - riuniti in grandi capolini (2-4 cm di diametro) terminali, per lo più solitari, globosi o un po’ allungati e subsessili (assomiglia a T. medium che ha calice glabro, senza callosità alla fauce e foglie tutte picciolate).
Habitat: prati, incolti, bordi stradali, di sentiero, di coltivi ( a volte coltivata a foraggera).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub T. p. L. s.l.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub T. p. L. s.l.): Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001 (sub T. p. L. s.l.), Arrigoni & al. 2002 (sub T. p. L. s.l.), Arrigoni & al. 2005 (sub T. p. L. s.l.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub T. p. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Castello di Luicciana (2018) (Cantagallo); sopra Montecuccoli (2017), da Montecuccoli alla Dogana (2019), sopra Montepiano, S. Ippolito (2020), sotto Cavarzano e qua e là (2022) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub T. p. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub T. p. L. s.l.)
- Calvana: Fiori 1914 (sub T. p. s.l.); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub T. p. L. s.l.); Gestri 2009 (sub T. p. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub T. p. L. s.l.); Gestri & Lazzeri 2021 (sub T. p. L. s.l.).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub T. p. s.l.); Messeri 1936 (sub T. p. L. var. collinum Gib. Et Belli); Biagioli & al. 2002 (sub T. p. L. s.l.): ...podere Baylon, presso Figline (Prato) …. i Pianali (Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
N.B.: è assai comune anche in pianura e in molte altre parti del nostro territorio!
-Trifolium repens L. TRIFOGLIO BIANCO
H rept – Subcosmop. - IV-X – Comunissimo.
Erbacea glabra, di 10-40 cm, con fusti striscianti e radicanti ai nodi; foglie a lungo picciolo (5-12 cm), con segmenti (12-16 X 14-20 mm) largamente obovati, a volte maculati di bianco, con molte nervature e dentellati al margine; stipole lanceolato-acuminate; i fiori – con pedicelli di 2-5 mm, maggiori del tubo calicino, inseriti alla base di una piccola brattea, corolla bianca o un po' rosata, lunga 8-13 mm, calice glabro (non rigonfio alla fruttificazione) a tubo di 10 nervi, lungo 2-3 mm e con denti ineguali – si riuniscono numerosi in capolini lassi, subglobosi di ca. 15-20 mm, con peduncoli lunghi come o più della foglia ascellante (i fiori si riflettono via via dopo la fioritura a iniziare da quelli inferiori); legume allungato a 3-4 semi.
Habitat: incolti erbosi, prati, radure, margini di sentieri e di coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Somm. herb.); Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (Fonte Acerelli), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: dal Gorandaccio a Montepiano (2023) ed anche altrove...
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 (sub t. r. L. subsp. repens): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936: citato, ma da Lei non ritrovato; Biagioli & al. 2002: comune nei prati da foraggio … (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: da Galcetello a Maliseti (2019) (Prato) ed anche altrove...
-Trifolium resupinatum L. TRIFOGLIO RISUPINATO
T rept/H rept – Paleotemp. IV-VII – Relativamente comune.
Erbacea glabra, a fusto ascendente, eretto o prostrato, flaccido, lungo 10-40(-60) cm, che si caratterizza per: le foglie a segmenti picciolati, obovato-cuneati, dentellato-spinulosi, con evidenti e numerose nervature; stipole lanceolato-acuminate; i fiori sessili - con piccola brattea alla base, calice rigonfio e piriforme alla fruttificazione (più largo che lungo), a 10 nervi, e con all’apice due punte divaricate di 1,5-2 mm, corolla roseo-rossastra (spesso capovolta, da cui l'epiteto resupinatum = rivolto in giù) - riuniti in capolini (8-25 mm) prima emisferici e alla fruttificazione subglobosi, densi e pelosi e con peduncolo più lungo o poco più breve della foglia ascellante.
Si distingue dalle due specie morfologicamente più vicine come segue: da T. fragiferum per essere piante annuale non radicante ai fusti, con peduncoli e piccioli glabri e con capolini non distintamente involucrati (senza lunghe brattee sui fiori inferiori); da T. tomentosum per i peduncoli più lunghi della foglia adiacente e per l'aspetto dei capolini fruttiferi che appaiono vellutati, con calice a fauce aperta, attenuato verso l'alto e terminato da due punte calicine, ben evidenti e divaricate.
Habitat: radure, prati, incolti fresco-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: Caruel 1860-64: verso Poggio a Caiano!; nuovi ritrovamenti: alveo del Bisenzio lungo V. Galilei (2024) (Prato).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra Montemurlo verso Cicignano (2024).
-Trifolium rubens L. TRIFOGLIO ROSSEGGIANTE
H scap – C-Europ. -V-VIII – Non molto comune.
Erbacea perenne, glabra, a fusto robusto ed eretto, alta 20-60 cm; si caratterizza per: le foglie (le superiori subopposte) a segmenti lunghi fino a 7 cm, coriacei, glabri e oblungo-lanceolati a margine dentellato-spinuloso, con evidenti venature; stipole saldate per ca. la metà al picciolo, poi libere e lanceolato-acuminate; i fiori – senza brattea alla base, calice a fauce aperta e pelosa, con tubo a 20 nervi, glabro e denti con lunghe ciglia: l’inferiore molto più lungo degli altri (questi simili fra loro); corolla di 12-15 mm e rossa - riuniti in capolini oblungo-cilindrici con numerosi fiori, lunghi 3-6 cm, peduncolati, terminali, solitari o gemini e sormontati in alto dai denti inferiori dei calici.
Habitat: radure boschive e arbustive solitamente sopra i 200 m di altitudine.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmigano.
- Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936 (sub T. r. L. f. genuina Pospich.), Biagioli & al. 2002: soprattutto lungo i sentieri dei boschi occidentali.
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: da Fornacette alla Fattoria di Javello (comune) (2023), sopra Montemurlo verso Cicignano (2024).
-Trifolium scabrum L. TRIFOGLIO SCABRO
T rept/T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Relativamente comune.
Erbacea annuale, con pelosità appressata e fusto prostrato-ascendente, gracile, alta 5-25 mm; si caratterizza per: le foglie alterne a piccoli decrescenti dal basso aal'alto, con segmenti obovati, coriacei, dentellati ai bordi, venature arcuate; stipole ovato-oblunghe ad apice sottile; i fiori piccoli, senza brattea basale - corolla (4-5 mm) più breve del calice e biancastra, calice a fauce tappata da un anello di peli, a 10 nervi, peloso alla fruttificazione con denti induriti, spinulosi, curvati in fuori: l’inferiore più lungo del tubo – riuniti in capolini pauciflori, subglobosi, sessili, sia ascellari che terminali (coperti in basso dalla stipola della foglia superiore).
Habitat: incolti e radure aride.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Terrabianca, presso Migliana (2018), sopra Luciana verso Cavarzano (2019), sotto Codilupo (2023), strada per Gavigno (2024) (Cantagallo); sentiero per la Rocca di Vernio (2022), verso il Gorandaccio e sopra di esso (2024) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb! Grov. herb!).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Baroni 1897-1908: al M. Ferrato (Gemmi in Gib. et Belli III); Fiori 1914 (citato al Monteferrato, ma da Lui non ritrovato); Messeri 1936 (sub T. s. L. var. typicum Fiori f. hirticaulis Lindl.); Biagioli & al. 2002: frequente spec. Nei luoghi aridi argillosi.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub T. s. L. subsp. scabrum) (C/S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra la cittadina di Montemurlo (2023).
ex-Trifolium spumosum L. TRIFOGLIO SPUMOSO
T scap – Medit. - IV-V – Rarissimo, scomparso o indicato per errore.
Erbacea annuale, glabra, di 10-30 cm, a fusti prostrato-ascendenti o eretti; foglie a segmenti obovati (1-2 cm) ca. tanto lunghi che larghi, con ampiezza massima verso l'apice, dentellati e con venature tenui; fiori inseriti alla base di una piccola brattea, con calice a tubo ovale di 24 nervi longitudinali e due volte più lungo dei denti (che sono uguali fra loro), rigonfio alla fruttificazione; corolla rossastra, di 12-16 mm, sorpassante il calice di meno di 8 mm (nel simile T. vesiculosum assai di più di 8 mm); capolini di ca. 2 cm in apparenza terminali, inizialmente globosi, poi un po' allungati; legume più lungo del calice, a 3-4 semi.
Habitat: incolti asciutti e prati.
Distribuzione sul territorio:
- Cascine di Tavola: Stampi 1967, non ritrovato da Gestri & Lazzeri 2021.
N.B.: è considerato di dubbia presenza in tutto il territorio toscano.
-Trifolium squamosum L. TRIFOGLIO SQUAMOSO
T scap – Euro-Medit. - IV-V – Abbastanza raro.
Erbacea annuale, eretta o ascendente, alta 10-40 cm, pubescente, che si caratterizza per: le foglie pubescenti, picciolate (con piccioli inferiori più lunghi), le superiori subopposte, le stipole lineari in alto, i segmenti obovati o lanceolati (più lunghi che larghi almeno 1,5 volte: 6-8 X 10-20 mm) e minutamente dentellati; i fiori - a corolla due volte più lunga del calice che misura ca. 7 mm, di colore bianco-roseo; calice fruttifero aperto a campana (a differenza del simile T. squarrosum che presenta il tubo orceolato, ovvero ristretto in alto), a 10 nervi, con denti patenti, pelosi, con l’inferiore più lungo (2-5,5 mm) degli altri e che uguaglia ca. il tubo – riuniti in capolini terminali e solitari, più lunghi che larghi, quasi sempre peduncolati, di 1-2 cm di diametro alla fruttificazione; semi inferiori ai 2 mm (in squarrosum superiori a 2 mm).
Habitat: prati, incolti erbosi ed umidi, in pianura o bassa collina.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino pratese principale: nuovi ritrovamenti: sopra il Gallo presso il crinale e sopra Montecuccoli (2023).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Pianura: nuovi ritrovamenti: Poggio a Caiano (2022)
-Trifolium squarrosum L. TRIFOGLIO SQUARROSO
T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Poco comune.
Erbacea robusta, annuale, pelosa almeno in alto, a fusto eretto o ascendente, alta 20-80 cm e che si caratterizza per: le foglie picciolate (piccioli ca. di uguale lunghezza su tutte le foglie) con le superiori opposte e i segmenti di 7-11 X 20-30 mm, oblunghi e poco dentellati; stipole di 2-4 cm ad apice libero; i fiori - a corolla lunga ca. come il calice (questo di 6-12 mm a 10 nervi), bianca o bianco-rosata, e calice fruttifero ristretto alla fauce in un lungo collo, vellutato a denti ineguali (l’inferiore maggiore, lungo 3,5-8 mm e un po’ riflesso) – riuniti in capolini (1,5-3 cm di diametro) terminali, solitari, ovoidi su peduncoli di 1-6 cm; semi maggiori di 2 mm.
Habitat: prati, pascoli, incolti caldi e aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2005: vicino a Le Cave direzione SW (riserva naturale Acquerino-Cantagallo); nuovi ritrovamenti: via delle Soda presso il valico (2017), al Passo di S. Ippolito (2018) (Vernio).
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: versante S di M. Maggiore (Vaiano).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Prato Rosello, Podere dell'Orto (Carmignano).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: via E. Berliguer, margine stradale (Montemurlo) (2024), presso il cimitero di Chiesa Nuova (2024) (Prato).
-Trifolium stellatum L. TRIFOGLIO STELLATO
T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Comunissimo.
Erbacea annuale, pubescente a pelosità patente, fusto ascendente, alta 5-20 cm; foglie tutte alterne, con segmenti di 5-7 X 6-9 mm, obovati larghi ca. la metà della lunghezza, dentellati e smarginati; stipole di forma rombica, venate di scuro e con parte libera dentellata e ottusa; i fiori – a corolla roseo-biancastra, lunga 9-18 mm, ca. come il calice, che si presenta col tubo setoloso a 10 nervi e fauce circondata da lunghi peli biacastri, e con i denti ca. uguali fra loro, di 7-12 mm, lanceolato-acuminati e superiori al tubo, a maturità appaiono aperti a stella (da cui l'epiteto specifico) – sono riuniti in capolini solitari, terminali, subsferici e lungamente peduncolati.
Habitat: incolti, prati, radure aride.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: qualche popolazione abbastanza consistente, anche su serpentino (Sassi Neri) (Montemurlo, Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilevi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Reticaia (2024).
N.B.: presente sicuramente in altre aree del nostro territorio.
-Trifolium striatum L.
T scap – Paleotemp. - IV-VII – Relativamente comune
Erbacea annuale, pubescente, di 5-50 cm, a fusto esile-flessuoso e prostrato-ascendente; foglie piccole con segmenti obovati, coriacei, denticolati in alto, vellutati di sopra e a nervature evidenti e arcuate; stipole ovato-lanceolate e acuminate all'apice; i piccoli fiori - a corolla biancastro-rosata, di 3-5 mm, ca. uguale al calice; quest'ultimo a 10 nervi, peloso, a fauce chiusa da due callosità, alla fruttificazione un po' rigonfio con i denti molli e spinulosi aperti a stella – sono riuniti, poco numerosi, in capolini di 9-15 mm di diametro, sia ascellari che terminali, ovati, sessili con la base circondata dalle stipole superiori.
Habitat: incolti, radure, prati aridi, soprattutto su terreno siliceo.
- - T. s. L. subsp. striatum TRIFOGLIO STRIATO
Si distingue dalla sottospecie successiva per essere di altezza ridotta (fino a 20-30 cm) con fusti prostrati, capolini quasi sferici che a maturità si allungano un poco e per i fiori a corolla più lunga del calice che ha denti inferiori al tubo.
Distribuzione sul territorio:
Appennino pratese principale: nuovi ritrovamenti: Terrabianca (2015).
Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub T. s. L. s.l.); Gestri 2009 (sub T. s. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub T. s. L. s.l.).
Monteferrato: Messeri 1936 (sub T. s. L. var. elongatum Rouy et F.); Biagioli & al. 2002: sporadica presso ex-coltivi, cave abbandonate e prati pedecollinari (Galceti) (Prato, Montemurlo).
Rilievi di Montemurlo: Baroni 1897-1908: M. Javello (Somm. herb!); nuova riconferma: Javello (2022).
- - T. s. L. subsp. tenuiflorum (Ten.) Kožuharov TRIFOGLIO A FIORI TENUI
Si distingue dalla sottospecie nominale per essere pianta generalmente più robusta ed alta (fino a 50 cm), con fusti eretto-ascendenti, capolini ovato-cilindrici, corolla uguale o pochissimo superiore al calice che presenta denti di lunghezza ca. uguale al tubo.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2014), Montepiano (2018), Badia di Montepiano, Gasperone (2023),Gorandaccio (2024) (Vernio); Fossato (2022) (Cantagallo).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b: rarissmo, Case Serilli (S).
-Trifolium subterraneum L. subsp. subterraneum TRIFOGLIO SOTTERANEO
T rept – Euro- Medit. - IV-VI – Comune.
Erbacea annuale, vellutata, a radice esile e fusti prostrati di 3-25 cm; foglie tutte alterne, a lungo picciolo (fino a 20 cm dopo la fioritura) con segmenti (8-18 X 5-15 mm) obcordati, smarginati all'apice e oscuramente denticolati; stipole ovate acute o brevemente acuminate all'apice; fiori su peduncoli ascellari, senza brattee alla base, a corolla di 8-12 mm, biancastra e calice di 6-7 mm a 10 nervi, con fauce chiusa da un anello di peli e denti ca. uguali fra loro e al tubo; capolini adagiati al suolo e poco forniti (2-7 fiori fertili periferici ed altri, centrali, sterili ridotti al solo calice e che si accrescono assai dopo la fecondazione ed aiutano la fissazione del frutto al suolo); dopo la fecondazione i peduncoli fiorali si riflettono e i frutti si incuneano al di sotto del terreno; legume monospermo, incluso nel calice.
Habitat: incolti, prati, zone di transizione aride, soprattutto su terreni silicei.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub T. s. L. s.l.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Terrabianca (2018), dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo); sopra Montepiano (2021), strada per l'Alpe da Cavarzano (2023) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 (sub T. s. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908 (sub T. s. L. s.l.): Prato (Somm. herb!).
- Montalbano: Baroni 1897-1908 (sub T. s. L. s.l.): M. Albano (Somm. herb!); Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. s. L. s.l.): Carmignano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub T. s. s.l.); Messeri 1936 (sub T. s. L. var. brachycladum Gib. et Belli); Biagioli & al. 2002 (sub T. s. L. s.l.): incolti erbosi dell'area pedecollinare, frequente anche pesso le cave abbandonate (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S/C).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: sopra la Collina di Schignano 2024.
-Trifolium tomentosum L. TRIFOGLIO TOMENTOSO
T rept – Paleotemp. IV-VI – Raro.
Erbacea annua, glabra, di 5-15 cm, a fusti prostrati o ascendenti e non radicanti; foglie peduncolate ed alterne, a segmenti obovati, denticulati e con evidenti nervature; fiori inseriti alla base di una piccola brattea, corolla semicapovolta e rosseo-carnicina di 3-5 mm, con calice a 10 nervi, alla fruttificazione rigonfio a vescica membranoso-cotonosa, venata, poco più lunga che larga; capolini laterali al fusto ed ai rami, quasi sessili o su peduncoli inferiori alla foglia ascellante.
Si distingue dalle due specie morfologicamente più vicine come segue: da T. fragiferum per essere pianta annuale non radicante ai fusti, con peduncoli e piccioli glabri e con capolini non distintamente involucrati (senza lunghe brattee ai fiori inferiori); da T. resupinatum per i peduncoli più brevi delle foglie adiacenti e per i capolini alla fruttificazione sferici e tomentoso-cotonosi, con calice rigonfio reticolato e terminato da due punte brevi, coperte dal tomento.
Habitat: incolti, radure aride.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Fiori 1914; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
- Montalbano: Sandri & Fantozzi 1895 e Baroni 1897-1908: M. Albano sotto Pietramarina (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: qua e là in luoghi aridi, anche ofiolitici.
-Trifolium vesiculosum Savi TRIFOGLIO VESCICOLOSO
T scap – N-Medit. - IV-VI – Abbastanza raro.
Erbacea annuale, glabra, alta 20-70 cm, a fusto eretto; foglie picciolate, le 2 superiori subopposte, a segmenti superiori ellittico-ovati a larghezza maggiore un poco sotto il centro e gli inferiori obovati, hanno tutti margine dentellato-spinulato e facce evidentemente nervate; stipole inferiori al picciolo; i fiori - inseriti alla base di un piccola brattea, a corolla rosa-porpora, lunga (13-17 mm) 1-2 volte il calice; questo presenta 5 denti subuguali e il tubo con 24-35 nervi longitudinali e altri trasversi (aspetto a reticolo) e che si rigonfia a vescica, un po' ristretta all'apice, alla fruttificazione – si riuniscono numerosi a formare capolini pseudoterminali su fusto e ramificazioni principali, lunghi a maturità fino a 6 cm; legume a 2-3 semi, superante il calice e con becco terminale.
Habitat: incolti e margini di coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Localizzazioni generiche: Caruel 1860-64: tra Pistoia e Prato (Mich. Sec. Savi),
- Montalbano: Caruel 1860-64: presso Firenze “nella fattoria delle Ginestre non distante da S. Piero a Verghereto in un podere detto il pozzo” (Mich. cat. plant. agr. flor.) (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013: fra l’Arno e Poggio alla Malva (Carmignano); nuovi ritrovamenti: Cave della Gonfolina a N della necropoli di Prato Rosello (Carmignano).
N.B.: sul Montalbano è stato osservato anche a Vinci (FI) (Gestri & Peruzzi 2013a) e, dopo il 2013 da chi scrive, a Porciano e presso Lamporecchio sempre sul Montalbano (2023).
Il genere Trigonella
conta un'ottantina di specie (incluse quelle che fino a pochi anni fa erano ritenute appartenere ad un genere autonomo, Melilotus) a distribuzione europea, asiatica e N-africana (14 native, 1 archeofita naturalizzata e altre 3 naturalizzate o occasionali in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni, bienni e annuali che odorano (almeno alcune) di cumarina, anche dopo essere state essiccate; hanno foglie prive di cirri, a 3 segmenti simili tra loro, a nervature laterali che raggiungono il margine (spesso dentellato) e non acuminati; stipole saldate alla base del picciolo; fiori a corolla zigomorfa di tipo papilionaceo e caduca, calice campanulato a 5 denti uguali o diversi, 10 stami di cui 9 a filamenti saldati fra loro e 1 libero (diadelfi); infiorescenza priva di brattee e per lo più a racemo (Melilotus) o in capolini peduncolati o ancora a fiori solitari o gemini; il frutto, in genere indeiscente e con semi a diametro superiore ai 4 mm, si presenta sferico o ovato (Melilotus) oppure molte volte più lungo che largo (lineare o un po' arcuato, mai a spirale, né spinoso).
-Trigonella alba (Medik.) Coulot & Rabaute MELILOTO BIANCO
T scap – Euras. - VII-IX – Abbastanza comune.
Erbacea annuale o a volte bienne, eretta, ramificata, glabra o quasi e alta 30-150 cm; si caratterizza per: le foglie alterne a segmenti oblunghi e dentellati e le stipole intere e sottili; i fiori - calice lungo come il suo pedicello e a 5 nervature, corolla (2-4 mm) bianca, con carena e ali di simile lunghezza e ambedue inferiori al vessillo - raccolti in racemi ascellari allungati (superano le foglie soggiacenti) costituiti da numerose unità; il legume (2,5-4 x ca. 2 mm) pendente, glabro, ovato-mucronulato, reticolato irregolarmente sulle facce e nerastro a maturità. E' facilmente distinguibile dalle specie congeneri del nostro territorio per i fiori bianchi.
Habitat: incolti erbosi, anche fresco-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub Melilotus alba Medicus): Limentra orientale (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: Passo della Crocetta, F. Romito (2017), Alpe di Cavarzano (2024); M. delle Scalette (2021) (Cantagallo); dal lago Verde a S.Ippolito (2022) (Cantagallo-Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Melilotus alba); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 (sub Melilotus albus Medik.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Melilotus albus Medik.): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub Melilotus albus Medik.): Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Melilotus alba Medicus): negli incolti erbosi, ai bordi delle strade, anche su serpentino nelle ex-cave Guarino e Gello (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub Melilotus albus Medik.) (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: alveo del Bisenzio zona via S. Bartolomeo (Stadio Lungobisenzio) (2024) (Prato).
-Trigonella altissima (Thuill.) Coulot & Rabaute MELILOTO ALTISSIMO
G rhiz – Eurosiber. - VII-X – Abbastanza raro.
Erbacea glabrescente, a radice tenace e fusto eretto, ramificato già dal basso, alta 40-150 cm; foglie a segmenti lineari-oblunghi, dentellati; stipole sottili e intere; fiori odorosi a corolla gialla di 2-7 mm con petali uguali, pedicelli superiori al tubo del calice (a 5 nervi e lungo ca. 2 mm); infiorescenza a racemo (normalmente a più di 20 fiori) lungo 2-5 cm (più lungo a maturità); il frutto, con calice persistent, è un legume di 2.5-3 X 3.5-5 mm, pendente, con pelosità appressata, nerastro a maturità avanzata, di forma ovato-acuminata progressivamente ristretto in un mucrone acuto, e facce a rughe reticolate.
Habitat: zone umide ed incolte, argini di fiumi e bordi di zone acquitrinose.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino pratese principale: nuovi ritrovamenti: a N di Montecuccoli (2017), S. Ippolito sopra il passo (2018), Fonte del Romito (2020) (Vernio).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub Melilotus altissimus Thuill.): rr., località le Torri a W di Bonistallo (Poggio a Caiano).
ex-Trigonella foenum-graecum L. FIENO GRECO COMUNE
T scap – Archeofita naturalizzata di orig. SW-Asiat. -IV-VI – Molto probabilmente scomparsa dal nostro territorio.
Erbacea glabrescente o a peli sparsi, con fusto eretto, alta 10-80 cm; foglie alterne, picciolate, a segmenti di 10-15 X 20-50 mm (nella simile T. gladiata i segmenti sono di dimensioni minori: 3-8 X 5-12 mm) obovati e dentellati in alto; stipole intere; i fiori – a corolla biancastra, lunga 12-15 mm, calice di ca. 7 mm, peloso, a denti uguali ed inferiori al tubo – si presentano solitari o a due all'ascella fogliare e sono privi di pedicello; frutto a legume eretto, lungo 4-9 mm con becco di 2-3 (in T. gladiata 2-4 cm e becco inferiore a 2), con 10-20 semi.
Habitat: margini di coltivi ed incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Baroni 1897-1908: S. Piero a Verghereto presso Signa (Somm.herb.): non più osservata!
-Trigonella officinalis (L.) Coulot & Rabaute MELILOTO OFFICINALE
H bienn – Eurasiat. - V-VIII – Comune.
Erbacea bienne, eretta o prostrata, ramificata, robusta e alta da 40 a oltre 200 cm, che si caratterizza per: le foglie alterne a segmenti oblunghi-ovati (più larghi gli inferiori e più stretti i superiori) dentellati; stipole intere e lanceolate; i fiori odorosi - calice a 5 nervature persistente integro nel frutto ed inferiore al pedicello; corolla lunga ca. 5 mm, gialla, con vessillo lungo ca. come le ali e ambedue inferiori alla carena - sono riuniti numerosi (generalmente più di 30) in racemi lassi, allungati e che superano le foglie; il legume lungo ca. 3 mm, pendente, glabro, giallo-brunastro a maturità, apiculato, sulle facce presenta nervature trasversali non molto pronunciate.
Habitat: macereti, incolti aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub Melilotus officinalis (L.) Pallas): presso il Tabernacolo di Gavigno (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: sopra Luciana verso Cavarzano (2021), Passo della Crocetta, CAI 16 vers. S.Ippolito (2022), dall'Alpe di Cavarzano alla Scoperta (2024) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Melilotus officinalis); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 (sub Melilotus officinalis (L.) Pallas) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Melilotus officinalis (L.) Pallas): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub Melilotus officinalis (L.) Pallas); Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Erba vetturina): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub Melilotus officinalis (L.) Pallas): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Melilotus officinalis (L.) Pallas): alla Gretaia, lungo la Bardena... (Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub Melilotus officinalis (L.) Pallas)(C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: incolto presso il cimitero di Chiesa Nuova (2024) (Prato).
-Trigonella smallii Coulot & Rabaute MELILOTO D'INDIA
T scap – Subcosmop. - IV-VII – Abbastanza Raro.
Erbacea annuale, eretta o ascendente, alta 15-50 cm e che si caratterizza per: le foglie alterne, inferiori alle infiorescenze corrispondenti, a segmenti lanceolati-oblunghi e dentellati, con stipole pressoché intere; i fiori – calice inferiore a 1,5 mm, con peduncolo minore del tubo che ha 5 nervature; corolla giallo-pallida molto piccola (2-3 mm), con ali e carena uguali, ma più brevi del vessillo - riuniti in racemi compatti di numerose unità; il legume piccolo (1,5-3 mm), pendolo, apiculato, subgloboso, con evidenti nervature reticolate sulle facce e con pedicello inferiore al mm.
Habitat: incolti, aree ruderali, zone marginali.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Gasperone (2022) (Vernio).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Melilotus indica (L.) All.): nelle cave abbandonate, nei dintorni dell'ex-convento di Galceto e del podere Baylon (Prato, Montemurlo).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: Maliseti dietro il cimitero di Chiesanuova (2024) (Prato).
Il genere Ulex
conta una venti di specie a distribuzione atlantica e SW-mediterranea (1 specie in Italia). Si tratta di arbusti assai spinosi, con fusto principale breve con ± numerose ramificazioni erette o ascendenti; i giovani rami sono pelosi; foglie alterne, trifoliate nelle giovani piante, ma trasformate in fillodi spinosi in quelle adulte e mature; i fiori papilionacei – corolla gialla e persistente, calice spesso giallo e bilabiato, stami monodelfi – si presentano solitari, in piccoli grappoli, racemi o ombrelle ascellari; legumi deiscenti, da ovati a ± lineari, poco superiori al calice, con 1-6 semi dotati di strofiolo.
-Ulex europaeus L. subsp. europaeus GINESTRONE
P caesp – Subatlant. - II-V – Comune su suoli acidi.
Arbusto eretto, verde-cenerino, assai ramificato (rami pubescenti), a numerose spine robuste di 2-3 cm (fillodi fogliari), alto 0,6-2 m; foglie delle giovani piante lanceolato-lineari; i fiori – a corolla giallo-brillante, senza venature, vessillo di 12-14 mm, calice di ca. 1 cm, giallo-lanoso a due labbra – si presentano riuniti in racemi spinosi; il legume ha forma ovata, è lungo 1-2 cm (superiore al calice) e si presenta assai villoso.
Habitat: incolti, radure, arbusteti su terreni acidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: zona di Migliana (2022) (Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009 (sub U. e. L. s.l.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub U. e. L. s.l.) e Biagioli & al. 1999 (sub Ginestrone): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub U. e. L. s.l.): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub U. e. s.l.); Messeri 1936 (sub U. e. L. var. typicus Fiori); Corti 1975 (sub U. e. L. s.l.); Arrigoni & al. 1979 (sub U. e. L. s.l.); Ricceri 1993 (sub U. e. L. s.l.); Biagioli & al. 2002 (sub U. e. L. s.l.): soprattutto nei versanti occidentali, tra a Gretaia e i Pianali, in ericeti e pineta rada... (Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi di Montemurlo: Baroni 1897-1908 (sub U. e. L. s.l.): M.Javello sopra Prato (Somm.herb!); Foggi & Venturi 2009 (sub U. e. L. s.l.); Poggio Prato Tondo a E di C. alle Cave.
Il genere Vicia
conta ca. 160 specie (incluse le entità da alcuni autori attualmente attribuiti a Lens, ed escluse invece quelle attribuite attualmente a Ervila ed Ervum: vedi) a distribuzione olartica. Si tratta di piante annuali o perenni, quasi sempre rampicanti, con foglie composte (paripennate da 1 a 15 paia di segmenti per lo più interi) e terminate da cirri semplici o ramificati (non sempre) con soggiacenti stipole non fogliacee; i fiori - calice campanulato a 5 denti uguali o dissimili, corolla papilionacea di vario colore e stami a tubo troncato obliquamente in alto - sono riuniti o in grappoli a peduncoli ± lunghi oppure in numero di 1-3 all’ascella delle foglie con brevissimo peduncolo; il legume, oblungo o lineare, contiene da 2 a molti semi. Le piante di questo genere si distinguono da quelle appartenenti ad Ervum soprattutto per il peduncolo dell'infiorescenza più consistente (diametro a maturità maggiore di 0,5 mm) e portante da 1 a 50 fiori, foglie con cirri (a volte assenti) a più di 2 branche almeno in quelle superiori e legume generalmente più largo di 4 mm a maturità; da Ervilia per almeno alcuni dei seguenti caratteri: foglie a più di 5 paia di segmenti, vessillo con colore di fondo diverso dal bianco, fiori a denti del calice fino a più di 2,5 volte più lunghi del tubo, stilo compresso lateralmente, legume a più di 5 semi.
-Vicia angustifolia L. VECCIA NERA o a FOGLIE STRETTE
T scap – Medit. - III-VII – Abbastanza comune.
Erbacea annuale, pubescente (a volte glabrescente), alta da 10 a 80 cm, che si caratterizza per: le foglie a 4-7 paia di segmenti sublineari o oblungo-lineari; i fiori (max. 2 cm di altezza) - calice di 4-11 mm, con denti uguali, subulati in alto e lunghi un po’ meno del tubo; corolla rosso-violacea con vessillo ripiegato ad angolo retto e ali talvolta di colore un po' più scuro - solitari o gemini all’ascella delle foglie; il legume, cilindrico, "non strozzato" in corrispodenza dei semi, glabro o peloso, largo da 3,5 a 5,5 mm e lungo 25-45 mm, nero a maturità.
Habitat: prati, incolti, radure.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Somm. herb!); Arrigoni & al. 2005 (sub V. sativa L. subsp. nigra (L.) Ehrh.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub V. sativa L. subsp. nigra (L.) Ehrh.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Terrabianca (2020), Migliana e verso le Cavallaie (2021), da Carmignanello a Gricigliana (2022) (Cantagallo); da Montecuccoli alla Dogana, Alpe di Cavrazano (2018), sopra Montepiano (2019), CAI 16 vers. S.Ippolito (2020) sopra il Gorandaccio (2022), Gasperone (2024) (Vernio).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub V. sativa L. subsp. nigra (L.) Ehrh.). Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub V. sativa L. subsp. nigra (L.) Ehrh.): residue aree coltivate... (Prato, Montemurlo).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: presso Tavola ai bordi della strada (2025) (Prato); campi in zona S. Martino (2025) (Montemurlo).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub V. sativa L. subsp. nigra (L.) Ehrh.) (S).
- Rilievi di Montemurlo: Sommier 1898 (sub V. angustifolia All. var. bobartii Kock): M.Javello sopra Prato; Baroni 1897-1908 (sub V. angustifolia All. var. bobartii Kock): sul M.Javello sopra Prato (Somm. XXII ed herb.); nuovi ritrovamenti: le Cavallaie (2023).
-Vicia bithynica (L.) L. VECCIA DENTELLATA
T scap – Euro-Medit. - III-V - Abbastanza comune.
Erbacea annuale, pubescente, alta 20-50 cm, che si caratterizza per: le foglie a 1-3 paia di segmenti, i superiori strettamente lanceolati (3-16 mm di larghezza), lunghi più di 1,5 cm e terminati da cirri ramificati; stipole verdi, prive di nettario, grandi e profondamente dentellate; i fiori - corolla (15-20 mm) con vessillo violaceo e ali biancastre; calice con denti ca. uguali - sono inseriti in numero di 1-2 all’ascella fogliare con peduncolo ± lungo; il legume lungo sui 4 cm, di forma oblunga-romboidale e contenente 3-6 semi.
Habitat: campi, prati, radure e incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; Cavarzano e verso l'Alpe (2018), sentiero per la Rocca di Vernio (2022) (Vernio); sopra il Fabbro e a Migliana (2018) (Cantagallo).
- Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914; in Messeri 1936 citata come riportata da Fiori 1914 in zone periferiche non ofiolitiche; Biagioli & al. 2002: incolti erbosi aridi, ma anche in aree coltivate.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Pianura: Caruel 1860-64: nell'agro fiorentino a P. a Caiano (Parl.).
- Rilievi di Montemurlo: Baroni 1897-1908: Prato, al M.Javello (Somm.herb.); nuovi ritrovamenti: radure e prati dalla scuola elementare di Montemurlo a sotto Cicignano (2024).
-Vicia cassubica L. VECCIA DELLA CASSUBIA (regione situata a N della Polonia)
H scap (G rhiz) – C-Europ.-Caucas. - V-VII – Rara e localizzata.
Erbacea perenne, a fusto eretto, angoloso, semplice o con poche ramificazioni, alta 30-80 cm; foglie di 5-12 cm, terminate da un cirro (almeno in alcune 2-3 forcato), a 8-14 paia di segmenti (5-7 X 12-20 mm) oblunghi e ottusi; stipole intere, verdi e senza nettario scuro; fiori – calice a denti inferiori maggiori dei superiori e fauce obliqua (il dente inferiore nettamente più corto del tubo); corolla di 8-18 mm, di colore violetto con ali e carena più pallidi - riuniti in numero di 5-15 in racemo a lungo peduncolo, ma più breve della foglia ascellante (il peduncolo è in genere inferiore o uguale al rachide dell'infiorescenza); legume romboidale, largo 6-8 mm e lungo ca. 20, con 1-3 semi.
Habitat: boschi, cespuglieti.
- Distribuzione sul territorio: Gestri & Gavazzi in Peruzzi & al. 2024: Case Gasperone sopra Montepiano (Vernio): incolti a margine stradale, poche piante in frutto a ca. 1030 m slm.
NB: è specie abbastanza rara.
-Vicia cordata Wulfen ex Hoppe VICIA CUORIFORME
T scap – Medit.-Turan. - III-VI – Non comune.
Erbacea alta 20-70 cm a fusti ascendenti, ramificati già dal basso; le foglie dotate di cirri ramificati, a 8-16 segmenti, lunghi 10-13 mm, quelli delle medie e superiori di forma cuneata in basso ed evidentemente smarginate all'apice con mucrone, le inferiori da oblunghe a ovato-obcordate; stipole dentellate; i fiori – calice a denti un po' più lunghi del tubo, corolla lunga 18-22 mm con vessillo di colore porporino e ali rosso-cupo – sono inseriti singolarmente o a 2(-4) all'ascella delle foglie superiori; legume per lo più glabro, largo 4,4-6 mm e lungo 3-5 cm, marrone scuro o nerastro a maturità.
Habitat: incolti erbosi.
Distribuzione sul territorio:
Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (V. sativa L. subsp. cordata (Hoppe) Batt.): P. a Caiano.
Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (V. sativa L. subsp. cordata (Hoppe) Batt.) (S).
Pianura: Levier & Sommier 1891 (sub V. cordata Koch v. albiflora Freyen): sponde dell' Ombrone a P. a Caiano; Baroni 1897-1908 (sub V. c. Koch var. albiflora Freyn): trovata dal dottor Levier presso Poggio a Caiano sulle sponde erbose dell'Ombrone.
-Vicia cracca L. VECCIA MONTANINA
H scap – Circumbor. - V-VIII – Non molto comune.
Erbacea perenne, a fusto glabro (o con pochi peli), scadente, ovvero prostrato senza supporto, alta 50-200 cm (la pianta nel complesso si presenta glabra o con peli appressati); foglie terminate da un cirro ramoso ed a 5-12 paia di segmenti (quelle adulte spesso pelose sulla faccia superiore); stipole verdi senza nettario nerastro; fiori – calice lungo 2,5 mm a denti inferiori maggiori dei superiori e fauce obliqua (il dente inferiore è lungo come o poco meno del 75% del tubo); corolla blu-violacea, di 10-25 mm, con vessillo lungo 8-12 mm ed il cui lembo è circa uguale all'unghia, riuniti numerosi (10-30) in racemo a peduncolo allungato di 7-30 cm, uguagliante o di poco superiore alla foglia ascellante; legume di 4-6 x 10-25 mm, con pedicello contratto e più breve del calice. Si caratterizza all'interno del suo “gruppo” per il fusto glabro o quasi, il calice a vessillo lungo 8-12 mm, con lembo ca. uguale all'unghia e il dente inferiore al tubo del calice del 75% o meno.
Habitat: prati e incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: verso Migliana (2023) (Cantagallo); Tabernacolo Gavigno (2024) (Vernio).
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Veccia montanina): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: incolti, cigli di strade e sentieri boschivi...
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
-Vicia dasycarpa Ten. VECCIA VARIA
T scap – Euro-Medit. - IV-VI – Poco comune.
Erbacea glabrescente, fusto rampicante, glabro o a peli sparsi e appressati (nella simile V. villosa densamente pelosi e d'aspetto lanoso), alta 40-100 cm; foglie terminate da cirri ramosi e costituite da 5-10 paia di segmenti strettamente ellittici (lunghi fino a 3 cm); stipole mediane lanceolate (larghe meno di 1,5 mm) o con lobo laterale ridotto, poco visibile (in V. villosa le stipole mediane appaiono semi-sagittate); i fiori, che si aprono tutti quasi contemporaneamente, presentano corolla azzurro-violacea variegata di bianco, lunga ca. 11-13 mm, con vessillo lungo come le ali e lembo inferiore all'unghia, calice con dente inferiore glabro o a peli appressati e più breve del tubo (in V. villosa lungo come o più del tubo); essi si riuniscono numerosi (12-24) in un racemo romboidale-oblungo di aspetto non lanoso, superiore alla foglia ascellante (lungo 4-20 cm); legume di 8-9 x 20-25 mm, glabro.
Habitat: coltivi, zone ruderali, incolti assolati e caldi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub V. villosa Rothm. subsp. varia (Host) Corbière): Limentra orientale.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 (sub V. villosa Rothm. subsp. varia (Host) Corbière): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Baroni 1897-1908 (sub V. villosa Roth var. glabrescens Koch): fra Signa e Verghereto (Somm. herb!).
- Monteferrato: Messeri 1936: da lei non ritrovata, ma presente in erbario Levier (Fi) sub V. dasycarpa; Biagioli & al. 2002 (sub V. villosa Rothm. subsp. varia (Host) Corbière): incolti aridi e soprattutto presso le residue zone coltivate.
-Vicia disperma DC. VECCIA A DUE SEMI
T scap – W-Medit. - III-V – Non molto comune.
Erbacea annuale, glabrescente, a fusto esile e flessuoso, alta 10-50 cm; foglie dotate di cirri ramosi, a 6-10 paia di segmenti strettamente ellittici; stipole intere, verdi, senza nettario nerastro; fiori – calice a denti inferiori più lunghi dei superiori (questi convergenti) e fauce obliqua; corolla bluastra, piccola, lunga 3-5 mm, superante il calice - riuniti racemo di 2-6 a peduncolo aristato, inferiore alla foglia ascellante; legume a rombo, piccolo (5-6 x 13-16 mm), bruno a maturità e a 2 semi.
Habitat: incolti soprattutto su terreno acido.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Luciana (2021) (Vernio); da Migliana a Le Cavallaie (2018) (Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
- Montalbano: Gestri && Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
-Vicia faba L. FAVA BACCELLO
T scap – Archeofita casuale – III-V – Abbastanza rara (a parte le piante coltivate negli orti).
Erbacea annuale, robusta, glabrescente, alta 30-80 cm e che si caratterizza per: le foglie a cirro semplice o assente, a 2-3 paia di grossi segmenti (2-4 x 3-6 cm) ovali con mucrone centrale; stipole grandi, dentate e a nettario nerastro; i grandi fiori (18-24 mm), a corolla bianca con ali che presentano un’ampia macchia nera, sono raggruppati in 2-5 in grappoli brevemente peduncolati; legume di 40-80 mm, vellutato e a semi globosi (il baccello molto comunemente presente sulla tavole in Italia).
Habitat: aree marginali di coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: zona Casa Rossa (Prato) e altrove!
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: … presso il Poggetto (P. a Caiano).
-Vicia grandiflora Scop. VECCIA FARFALLONA o A FIORI GRANDI
H scap – SE-Europ.-Pont. - V-VIII – Non molto comune.
Erbacea pubescente, a fusti scadenti, alta 30-60 cm; foglie a 3-7 paia di segmenti (10-20 x 2-8 mm) da lineari a suborbicolari e provviste di cirri terminali ramosi; stipole, almeno le inferiori, con 1-2 lacinie basali; fiori solitari o gemini all'ascella fogliare, a corolla grande, lunga 23-35 mm, gialla a vessillo glabro, talvolta macchiato di bruno-porporino, calice di ca. 8 mm, a denti di dimensioni simili (2-3 mm) e fauce non obliqua, ma a 90° rispetto all'asse del fiore, inseriti su brevi pedicelli (1-2,5 mm); legume lungo 3-5 cm e largo ca. 7, pubescente, contenente 10-15 semi.
Habitat: radure boschive o di arbusteti, incolti erbosi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: a SE di Cambiaticcio (Cantagallo), oliveta a E di Gabbolana (Vaiano); nuovi ritrovamenti: sentiero Cai 28 da Quercetino a Casa Bastoni (com. Prato) ca metà strada (2019) (Prato).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: al Poggetto (p. a Caiano).
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: incolti erbosi, a margine di strade bianche e sentieri, in chiarie di pineta.
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S): sopra Case Serilli (Vaiano).
- Rilievi a W di Vaiano: presso Schignano (2023).
-Vicia hybrida L. VECCIA PELONA
T scap – Euro-Medit. - III-IV – Non molto comune.
Erbacea annuale, pubescente, alta 20-40 mm e che si caratterizza per: il fusto unico oppure ramificato dal basso; le foglie con 4-7 paia di segmenti ellittici e troncati in alto, o obcuneati smarginati con dentino centrale (larghi 2-10 mm) e terminate da un cirro ramificato; i fiori - corolla (di 2-3 cm) giallo-pallida con vessillo peloso superiormente, dove può essere anche arrossato e calice a base saliente sopra il pedicello di inserzione e a denti disuguali, gli inferiori maggiori - solitari, sessili o quasi, all’ascella delle foglie superiori; il legume peloso, lungo 2,5-3,5 cm e largo 8-10 mm, a 5-6 semi.
Habitat: incolti erbosi, campi, margini coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Fabbro a Migliana (2020), Migliana a N della chiesa( 2021), Fossato (2023) (Cantagallo); sentiero per la Rocca di Vernio (2023), sopra Montecuccoli verso Le Soda (2024) (Vernio).
- Calvana: Fiori 1914; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; 2 oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: M. Buriano e I Bifolchi (Prato).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
-Vicia incana Gouan VECCIA BIANCHEGGIANTE
H scap – Euro-Medit.-W-Asiat. - V-VIII – Poco comune.
Erbacea perenne, densamente pelosa (peli patenti e infeltriti), a fusto rigido, eretto o ascendente anche senza supporto (in cracca senza supporto il fusto si adagia al terreno), alta da 40 a 100 cm o più; si caratterizza per: le foglie ravvicinate con internodi più brevi che nella simile V. cracca, composte da numerose foglioline (10-20 paia) ricoperte di peli setolosi biancastri, di forma ellitico-allungata e mucronate in alto, larghe fino a 7 mm; i fiori – piccoli, a corolla blu o violacea con vessillo di 8-12 mm, calice con dente inferiore lungo 1,3, 1,5 volte il tubo - riuniti numerosi in dense infiorescenze (di 20-60) più brevi o eguaglianti la foglia ascellante; il legume ha il pedicello più lungo del calice. Si differenzia da V. villosa, specie morfologicamente molto simile, per avere la corolla con il lembo del vessillo lungo come o più dell’unghia e per i semi con superficie d’attacco lunga 1/5 o più delle circonferenza. Fa parte del "gruppo V. cracca” all'interno del quale si caratterizza oltre che per il lembo del vessillo superiore o uguale all'unghia, per la pubescenza infeltrita (di aspetto lanoso) del fusto (rigido) e il dente inferiore più breve del tubo del calice.
Habitat: prati e zone marginali calde.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Badia all'Alpe di Cavarzano (2020), da Montecuccoli a Le Soda (2022); sopra Montepiano fino a C. Gasperone, Alpe di Cavarzano e verso Scoperta (2023), Gorandaccio, Luciana (2024) (Vernio); sopra Migliana verso Le Cavallaie (2019), Migliana, Terrabianca (2022), sotto Fossato (2023) (Cantagallo).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
-Vicia lathyroides L. VECCIA SERENA
T scap – Euro-Medit. - III-V – Non molto comune.
Erbacea gracile a fusto pubescente, prostrata-ascendente, alta 5-40 cm; foglie costituite da 1-4 paia di segmenti (5-15 mm) da obcordati a lanceolati, le superiori terminate da un cirro semplice; stipole intere e senza la macchia scura del nettario; i fiori – a corolla di 5-8 mm, appena sporgente dal calice, di colore azzurro-chiaro, a vessillo glabro; calice pubescente, con fauce perpendicolare all'asse e a denti ca. uguali e poco più brevi del tubo; stili molto brevi - sono inseriti solitari (rar. 2) e subsessili all'ascella fogliare; legume di 20-30 x ca. 3 mm, glabro, con semi papillosi e di forma cubica.
Habitat: incolti, prati, coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: abbastanza frequente nei coltivi, a margine dei sentieri e in incolti aridi.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
-Vicia lutea L. VECCIA GIALLA
T scap – Euro-Medit. - IV-V – Non molto comune.
Ebacea annuale, a fusto eretto o ascendente, alta 10-50 cm, che si caratterizza per: il fusto poco ramificato, a 4 coste abbastanza evidenti; le foglie a 3-9 paia di segmenti (10-30 x 2-5 mm) lineari-lanceolati, mucronati, terminate da cirri ramificati; stipole intere o bilobate; i fiori – a grande corolla (17-50 mm di lungheza) giallo-pallido a volte screziata di violetto e con vessillo glabro; calice a denti ineguali, l'inferire maggiore dei superiori - disposti a 1-3 all’ascella delle foglie con brevissimo pedicello; il legume oblungo, irsuto a peli biancastri e pendente, lungo 2,5-4 cm, nerastro a maturità.
Habitat: radure, praterie, arbusteti, incolti, soprattutto in substrati acidi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: cassa di espansione dell'Ombrone.
- Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb!).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: letto del Bardena a Galcetello (2024).
- Riievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: poco sopra la cittadina (2024).
-Vicia macrocarpa (Moris) Bertol. VECCIA A GRANDE FRUTTO
T scap – Medit.-Turan. - VI-VII – Abbastanza comune.
Erbacea (che fa parte del “gruppo V. sativa") annuale, a fusto ascendente, alta 10-80 cm; foglie dotate di cirri ramificati e costituite da 4-8 paia di segmenti oblanceolato-ellittici (8-30 x 2-14 mm), con quelli basali obcordati e lunghi 4-10 mm; stipole spesso con macchia scura del nettario; fiori - a calice a denti ca. uguali con fauce perpendicolare all'asse, corolla a vessillo glabro, roseo-violaceo o porporino (ali e carena porporine), lunga 22-30 mm – inseriti solitari o pochi all'ascella fogliare. Si caratterizza rispetto alle altre del gruppo per il calice a denti lunghi ca. come il calice, la corolla di 22-30 mm, il legume glabro (o quasi), lungo 35-70 mm e largo 8-11, che non presenta (o solo minimamente) strozzature a livello dei semi (neri o marrone scuro a maturità). Si distingue da V. sativa proprio per il legume non strozzato fra i semi ed inoltre per il calice a denti non più lunghi del tubo; da V. angustifolia e V. cordata per la largezza del legume stesso (9-11 invece che rispettivmente 1-7 e 5-6).
Habitat: campi, prati, margine di coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra Luciana verso Cavarzano (2020), da Montecuccoli a Le Soda (2021) (Vernio); da Fabbro a Migliana (2018), Migliana (2019), da Carmignanello a Gricigliana (2022) (Cantagallo).
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub V. sativa L. subsp. macrocarpa (Moris) Arcang.): Pietramarina (Carmignano).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (sub V. sativa L. subsp. macrocarpa (Moris) Arcang.) ©.
- Pianura: nuovi ritrovamenti: letto del Bardena a Galcetello (2024)
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: zona Paretaio (2024).
-Vicia melanops Sm. VECCIA MACCHIATA
T scap – S-Europ. - IV-V – Rara e localizzata.
Erbacea annuale pubescente, a fusto striato, eretto-ascendente, alta 15-80 cm; foglie terminate da un cirro ramificato e composte da 5-7 paia di segmenti ellittico-oblunghi (7-13 X 10-20 mm), smarginati e mucronati in alto; stipole intere; i fiori – a corolla con vessillo glabro, giallastro, carena rosso-porporina ed ali ad apice nero, lunga 3-4 volte il calice che presenta i denti inferiori più brevi del tubo – sono disposti a (1-)2-3(-4) all'ascella delle foglie superiori; legume (20-50(-80) x 6-12 mm) oblungo, subglabro sulle facce e tubercolato e peloso sulle suture, stipitato (pedicello di 1-3 mm), a 4-7 semi.
Habitat: aree marginali incolte, oliveti, radure, arbusteti.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Getri & Peruzzi 2016: a S. Leonardo (Prato).
N.B.: in Calvana è presente anche presso Cavagliano nel comune di Calenzano (FI) (Gestri & Peruzzi 2016).
-Vicia onobrychioides L. VECCIA ASTRAGALINA
H scap – Medit.-Mont. - V-VI – Rarissima.
Erbacea a fusto angoloso e ascendente, alta 30-100 cm; foglie lunghe 3-6 cm, con stipole a 4-8 dentini, senza nettario scuro, terminate da un cirro ramoso e costituite da 5-8 paia di segmenti (3-4 X 11-16 mm) lineari-lanceolati e acuti; i fiori – corolla di 15-20 mm, blu-violacea con carena più pallida; calice con tubo di 3-4 mm, a denti inferiori (uguaglianti il tubo) maggiori dei superiori e fauce obliqua - riuniti in numero di 5-10 in racemo con peduncolo superiore alla foglia ascellante; legume glabro a 6-10 semi, lungo 25-35 mm x 5-6, stipitato.
Habitat: prati, radure, coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: versante NW del Cantagrilli (Prato).
NB: pianta estremamente rara, di cui in Toscana si conoscono esclusivamente reperti storici.
-Vicia peregrina L. VECCIA SMUSSATA
T scap – Medit.-Turan – III-V – Poco comune.
Erbacea annuale, gracile, sparsamente pubescente, a fusti esili e striati, alta 20-80 cm: foglie a segmenti sottili-lineari (larghi 1-2 mm e lunghi 1-2 cm o poco più) e terminanti in due punte laterali con piccolo mucrone centrale (tridentati); cirri presenti solo nelle foglie superiori; stipole sottili, laciniate; i piccoli fiori – a corolla di 4-16 mm, violaceo-porporina, con vessillo glabro; calice gozzuto alla base, di 7-9 mm, con denti inferiori maggiori dei superiori e fauce obliqua dall'alto al basso – riuniti in numero di 1-2 su breve peduncolo (3-5 mm) all'ascella fogliare; legume (8-10 X 25-35 mm) pubescente (peli brevi ed appressati), stipitato, oblungo, pendente a maturità, con 4-6 semi.
Habitat: incolti e zone erbose.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Migliana verso le Cavallaie (2018), verso l'Acqua (2024) (Cantagallo).
- Localizzazioni generiche: Sommier & Levier 1891: Prato; Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb!).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S) (castagneto sopra Cerreto).
-Vicia pseudocracca Bertol. VECCIA ASSOTTIGLIATA
T scap – Medit. - III-V – Rarissima o scomparsa.
Erbacea annuale, a fusto con peli sparsi e spesso intrecciati, alta 30-120 cm; foglie a 4-7 paia di segmenti a faccia superiore ± densamente pelosa, ottuso-mucronati in alto e con cirro terminale ramoso; stipole senza nettario nerastro, intere a volte dentate; i fiori (si aprono quasi all'unisono) - corolla blu o violetto ± chiaro ad ali bianco-giallastre, lunga 14-18 mm e con vessillo di lunghezza analoga o superiore alle ali e lembo più breve dell'unghia; calice gozzoto alla base, a denti inferiori maggiori dei superiori e fauce obliqua - sono riuniti in numero di 3-10 (-15) in un breve racemo lungo più della foglia ascellante, abbastanza distanziati fra loro; legume glabro, ellittico-oblungo di 5-6(8) X 20-40 mm, con 3-6 semi. Si distingue dalla simile V. villosa per essere piante glabrescente o sparsamente pelosa (invece che fortemente villosa), avere in genere un'infiorescenza a meno di 10 fiori (in villosa di più), il vessillo discolore rispetto alle ali (invece che concolore viola-porporino o quasi) ed il legume oblungo (invece che subrombico e compresso di 2-4 m di lunghezza) .
Habitat: coltivi ed incolti sabbiosi, spessissimo verso il mare.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: rr. Vaiano.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: rr. Carmignano.
-Vicia sativa L. VECCIA DOLCE
T scap – Subcosmop. - III-VI – Comune.
Erbacea annuale, pubescente, a fusto ascendente, alta 20-80 cm, che si caratterizza per: le foglie composte da 4-8 paia di segmenti oblanceolati o ellittici, 2-14 x 8-30 mm, troncate o smarginate con dentello, a cirri ramificati e stipole dentellate; i fiori - calice con denti uguali o più lunghi del tubo, e corolla grande 2-3 cm di colore violaceo (salvo casi di albinismo) ad ali rosso-brunastre – solitari o più spesso gemini all’ascella delle foglie superiori; il legume rigonfio e ristretto fra i semi, di 6-10 x 40-60 mm, pubescente, bruno-chiaro a maturità.
Habitat: incolti, prati, coltivi.
Distribuzione sul territorio:
Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra il Gallo (2017) Gorandaccio, Alpe di Cavarzano (2024) (Vernio); dal Fabbro a Migliana (2019), da Migliana in via delle Cavallaie (2023) (Cantagallo).
Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: M. Buriano (Prato); nuovi ritrovamenti: sentiero da Savignano verso la Briglia (Vaiano) (2024).
Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub V. s. L. subsp. sativa): Carmignano.
Monteferrato: Biagioli & al. 2002: nelle residue aree coltivate e a margine di sentieri e strade bianche.
Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S) (sub V. s. L. subsp. sativa).
-Vicia segetalis Thuill. VECCIA SEGETALE
T scap – Medit.-Turan. - III-VI – Non comune.
Erbacea annua a fusto ascendente e scadente, alta 20-150 cm; foglie dotate di cirri ramificati e costituite da 4-8 paia di segmenti; stipole spesso con macchia scura del nettario; i fiori - a calice con tubo di 6-7 mm, denti (4-5 mm) triangolari, ca. uguali a tre nervature evidenti anche in alto, inferiori al tubo; corolla 15-17 mm, a vessillo glabro, color malva, più chiaro di quello delle ali – inseriti solitari o pochi all'ascella fogliare; legume generalmente glabro di 4-5 x 40-45 mm, scurentesi a piena maturità.
Habitat: coltivi, radure ed incolti erbosi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: radure CAI 20 scendendo verso Le Soda (2019) (Vernio).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub V. sativa L. subsp. segetalis (Thuill.) Gaudin): Poggio a Caiano.
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: Passo della Collina di Schignano e sopra (2024).
-Vicia sepium L. VECCIA SILVANA
H scap – Eurosiber. - VI-VII – Relativamente comune.
Erbacea perenne, pubescente, a radice stolonifera e fusto scadente, alta 20-80 cm; foglie a 5-7 paia di segmenti lanceolati, ottusi in alto, interi, larghi ca. 10 mm e senza mucrone, con cirri terminali ramosi; stipole dentellate, lunghe fino a 6 mm e con macchia scura nettarifera al centro; i fiori – a corolla di ca. 12 mm, di colore viola pallido con striature purpuree e vessillo glabro; calice di ca. 5 mm, color porpora e a denti inferiori più lunghi dei superiori (fauce obliqua) - riuniti in racemi pauciflori (2-6) a corto peduncolo, assai più brevi della foglia ascellante; legume di 6-8 X 20-30, glabro e nerastro a piena maturità.
Habitat: radure boschive, cedui, arbusteti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: dagli Acquiputoli al Faggione (2018), da Fabbro verso Migliana (2019), a Migliana (2023), via delle Cavallaie sopra Migliana (2024) (Cantagallo); a Vernio (2019), sopra Luciana (2020), da Montecuccoli alla Dogana (2021) (Vernio); dal L.Verde a S. Ippolito (2023) (Cantagallo- Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb!)
- Montalbano: Baroni 1897-1908: m. Albano (Somm. herb!); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Rilievi a ovest di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023).
-Vicia tenuifolia Roth subsp. tenuifolia VECCIA A FOGLIE SOTTILI
H scap – Eurasiat. - IV-VII – Rara.
Erbacea pubescente, a fusto eretto o ascendente, rigido, alta 30-80 cm (o più); foglie terminate da cirri ramosi e costituite da 8-12 paia di segmenti, a faccia superiore glabra e almeno quelli delle superiori stretti (larghi 2-6 mm); stipole intere; i fiori – a corolla grande (vessillo di 13-17 mm) blu chiaro-violacea con ali biancastre, calice di 6 mm (metà della corolla), non gozzuto, con denti inferiori maggiori dei superiori (fauce obliqua) – sono riuniti in lasso racemo in numero di 15-25, superiore alla foglia ascellante; legume di 6-8 x 20-30 mm, glabro, su pedicello uguagliante il calice. Fa parte del "gruppo V. cracca” all'interno del quale si caratterizza per il vessillo a lembo più lungo dell'unghia (larghezza simile), i segmenti fogliari larghi 3-6 mm con faccia superiore glabra.
Habitat: radure, chiarie di bosco.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sentiero per la Rocca di Vernio (2022).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub V. cracca L. subsp. tenuifolia (Roth) Bonnier & Layens.): incolti, cigli stradali, sentieri boschivi...
-Vicia villosa Roth VECCIA PELOSA
T scap (H bienn) – Euro-Medit. - III-VI – Poco frequente.
Erbacea pubescente (peli generalmente lunghi 0,5-1,5 mm e patenti sul fusto), rampicante, alta da 50 a 130 cm; le foglie sono costituite da 5-10 paia di segmenti strettamente ellittici, terminate da cirri ramificati; stipole intere (le mediane sagittate); i fiori - corolla di 12-18 mm, da blu-violacea a porpora ad ali concolori o più pallide, con il vessillo più breve dell’unghia; calice gozzuto e a denti ineguali, gli inferiori maggiori dei superiori con fauce obliqua (dente inferiore lungo come o più del tubo) - raggruppati in infiorescenze di 10-30 unità su peduncolo di 5-18 cm, più lunghi o uguali alla foglia ascellante; il legume, di 8-11 x 20-40 mm, appare glabro o poco peloso. Si differenzia da V. incana, specie “pelosa” morfologicamente simile, per avere il vessillo della corolla nettamente più corto dell’unghia e per i semi con superficie d’attacco lunga meno di 1/5 delle circonferenza. Per la differenziazione da V. dasycarpa (che per alcuni Autori ne rappresenta una sottospecie) vedi sotto quest'ultima voce.
Habitat: incolti, coltivi, zone ruderali.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Alpe Cavarzano (2021), sopra Gasperone (2022), sentiero 58 Cai da Gorandaccio a P. Mezzana (2024) (Vernio); CAI 16 vers. Migliana (2022), M. Scalette (2023) (Cantagallo).)
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub V. villosa Roth subsp. villosa): Carmignano.